Carenze farmaci, allarme rosso anche in Germania, s’allunga la lista degli irreperibili

Carenze farmaci, allarme rosso anche in Germania, s’allunga la lista degli irreperibili

Roma, 5 dicembre – Com’è inevitabile nel mondo iperconnesso di oggi, un problema non è mai solo di un Paese, ma riverbera e si ripete inevitabilmente anche sugli altri.  È il caso della carenza di farmaci sul mercato, che non è questione solo italiana, ma – in misura variabile – di molti Paesi dell’Unione europea. Come, ad esempio, la Germania, dove un articolo del tabloid Bild ha ricostruito nei giorni scorsi la situazione di difficoltà, definendola allarmante, in materia di reperibilità dei medicinali, anche quelli più comuni:  nel Paese si fa fatica a trovare nelle farmacie  antidolorifici e medicinali contro la febbre per bambini, tra cui anche supposte e spray nasali, ma anche antibiotici, farmaci contro il diabete, farmaci per la cura del cancro e immunosoppressori.

“Attualmente, ogni seconda prescrizione dell’assicurazione sanitaria deve essere rielaborata perché i farmaci non possono essere consegnati” ha dichiarato al giornale la farmacista Daniela Hänel di Zwickau, raccontando di essere stata costretta a “mandare via tre pazienti perché non c’era un farmaco alternativo”. La lista dei medicinali irreperibili sta diventando sempre più lunga, tanto che attualmente, secondo il database dell’Istituto federale per i farmaci e i dispositivi medici, conta 299 prodotti. “Manca anche un comune betabloccante, che è la prima cosa che i medici prescrivono quando viene diagnosticata l’ipertensione”.

Il motivo principale della carenza di farmaci in Germania, rivela Bild, è da ricondurre al fatto che l’80% (ma quando si tratta di antibiotici la percentuale arriva addirittura al 100%) dei medicinali venduti nel Paese sono generici, che per motivi di costo sono prodotti per la maggior parte in India o in Cina, dove le fabbriche spesso sono chiuse a causa del Sars CoV 2 oppure dove le navi non sono più autorizzate a fare scalo. È per questo motivo – scrive il giornale tedesco –  che la fornitura si ferma.

L’alternativa per avere i medicinali è fare ricorso a quelli prodotti in Europa, dove però la produzione degli equivalenti è troppo costosa e si assiste al fenomeno di un numero sempre più rilevante di aziende che si ritirano dal mercato, con inevitabili conseguenze a livello internazionale, prima tra tutte la rarefazione dei  prodotti sul mercato. E il timore, secondo gli esperti, è che possa andare sempre peggio.

Un fenomeno con il quale facciamo i conti anche noi i Italia, dove è da tempo oggetto di un’intensa attività di monitoraggio e controllo da parte dell’Aifa, che al riguardo ha anche meritoriamente coinvolto gli attori della filiera per porre in essere strategia condivise in grado di contrastare efficacemente il problema degli shortages di farmaci, mitigandone quanto più possibile le conseguenze. Ma il problema è davvero preoccupante: la lunga emergenza pandemica, la guerra russo-ucraina e le gravi crisi, energetica ed economica, che ne sono seguite hanno messo a dura prova le catene di approvvigionamento per i farmaci più essenziali, in particolare i farmaci generici, che rappresentano il 70% di quelli dispensati in Europa per il trattamento di condizioni gravi come cancro, malattie autoimmuni, malattie respiratorie e malattie cardiovascolari. Già nell’estate scorsa, in occasione della sua conferenza annuale a Barcellona,  Medicines for Europe, l’associazione europea dei produttori di generici, biosimilari e value added aveva lanciato un drammatico allarme,  poi ribadito in una lettera aperta indirizzata lo scorso settembre ai ministri ministri europei dell’Energia e ai Commissari Ue competenti sulla materia, in occasione del loro incontro a Bruxelles per decidere come affrontare la crisi energetica, con la richiesta di immediate misure di supporto al settore.

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