Corte dei conti: “Manovra 2023, insufficienti i fondi sanità, spesa inferiore ai partner Ue”

Corte dei conti: “Manovra 2023, insufficienti i fondi sanità, spesa inferiore ai partner Ue”

Roma, 5 dicembre – La Corte dei Conti in audizione alla Camera sul disegno di legge di Bilancio 2023 ha presentato un documento sul bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023 e sul bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025. Il documento è composto da diversi capitoli, tra i quali uno – rilevante – è dedicato alla spesa sanitaria (il testo è disponibile qui).

Nel capitolo, la Corte ribadisce in buona sostanza quanto già sostenuto nella memoria nella memoria sulla Nadef trasmessa al Parlamento un mese fa, e torna a segnalare che “nonostante l’aumento disposto, il profilo della spesa in termini di prodotto è confermato in riduzione nel prossimo biennio (-1,1 per cento in media all’anno). Il rapporto fra la spesa sanitaria e Pil si porta su livelli inferiori a quelli precedenti alla crisi sanitaria già dal 2024 (al 6,3 per cento), per ridursi ancora di un decimo di punto nell’anno terminale. (… ) Dopo l’emergenza che ha caratterizzato lo scorso triennio” affermano i magistrati contabili “si ripropone quindi il gap mai risolto tra le risorse dedicate nel nostro Paese al sistema sanitario e quelle dei principali partner europei. Una differenza resa più grave dagli andamenti demografici: già oggi l’Italia è caratterizzata da una quota di popolazione anziana superiore agli altri Paesi, quota destinata a crescere in misura significativa nei prossimi anni”.

“Una differenza – sottolinea ancora la Corte – resa più grave dagli andamenti demografici: già oggi l’Italia è caratterizzata da una quota di popolazione anziana superiore agli altri paesi, quota destinata a crescere in misura significativa nei prossimi anni; elevato è poi il rapporto tra pensionati e occupati: un tasso di dipendenza che si riflette naturalmente anche sulla sostenibilità complessiva del nostro sistema di welfare (e soprattutto su quello pensionistico)”.

I giudici dei conti riservano anche una considerazione anche alle misure previste per il finanziamento degli interventi per il contrasto dell’antibiotico-resistenza e per le farmacie. “Nel primo caso si tratta di individuare le risorse per finanziare la nuova strategia nazionale per il 2022-25, di cui è attesa l’approvazione dalla Conferenza Stato-Regioni” scrive la Corte. “È un tema di particolare rilievo proprio per i forti impatti collegati al fenomeno: la resistenza agli antibiotici si stima sia responsabile in Europa a circa 33.000 decessi annui e di costi sanitari e perdite di produttività per 1,5 miliardi”.

Per quanto riguarda le farmacie, la Corte ritiene “positivo il finanziamento previsto al fine di salvaguardare la rete di prossimità rappresentata dalle farmacie italiane, riconoscendone il ruolo di centri sociosanitari polifunzionali a servizio delle comunità (le farmacie sono poco meno di 20.000 e servono in media circa 3.000 residenti)”.

“La pandemia, pur rallentando il processo di sperimentazione avviato con la legge di Bilancio del 2018, ha visto l’ampliamento e la diffusione dell’area dei servizi offerti” si legge ancora nel documento. “Le farmacie hanno potuto erogare in regime convenzionato nuovi servizi strategici come i tamponi e, soprattutto, le vaccinazioni; finita la fase emergenziale, si stanno ampliando i servizi forniti con prezzi competitivi e tempi di attesa limitati. Sviluppi dell’assistenza territoriale che dovranno trovare un raccordo con le reti assistenziali previste dal Pnrr”.

 

Corte dei conti, il documento sul bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023 e sul bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025

 

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