Covid, il report Gimbe: “Casi stabili, in rialzo ricoveri (+11% ) e terapie intensive (28%)”

Covid, il report Gimbe: “Casi stabili, in rialzo ricoveri (+11% ) e terapie intensive (28%)”

Roma, 6 dicembre – Mentre l’influenza infuria, anche Covid rialza la testa: continuano infatti a crescere i ricoveri Covid nei reparti ordinari, +11%, e in terapia intensiva, +28%, anche se restano stabili i contagi. A rilevarlo è il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe riferito alla settimana dal 25 novembre al 1 dicembre, nedl corso della quale i ricoveri con sintomi sono stati 8.458 (contro 7.613 della settimana precedente)  e le persone ricoverate nelle terapie intensive 320 (contro 250).

Sostanzialmente stabili, come già anticipato, i nuovi casi  (227.420 contro 229.122), mentre sono in aumento anche i casi attualmente positivi (507.169 contro 492.457) e le persone in isolamento domiciliare (498.391 contro 484.594). In termini assoluti, i posti letto Covid occupati in area critica, dopo aver raggiunto il minimo di 203 il 10 novembre, sono saliti a 320 l’1 dicembre; in area medica, dopo aver raggiunto il minimo di 6.347 l’11 novembre, hanno raggiunto quota 8.458 l’1 dicembre.

Sempre all’1 dicembre il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti Covid è del 13,3% in area medica (dal 5% della Provincia autonoma di Bolzano al 35,5% dell’Umbria) e del 3,2% in area critica, dall’1% della Provincia autonoma di Bolzano al 6,5% dell’Emilia-Romagna. “Aumentano gli ingressi giornalieri in terapia intensiva con una media mobile a 7 giorni di 40 ingressi/al giorno rispetto ai 30 della settimana precedente” conferma Marco Mosti, direttore operativo della Fondazione Gimbe.

“Sul fronte dei nuovi casi settimanali” dichiara il presidente Nino Cartabellotta (nella foto) “non si registrano sostanziali variazioni (-0,7%): dai 229mila della settimana precedente si attestano a quota 227mila, con una media mobile a 7 giorni che supera i 32mila casi al giorno”.

Per Cartabellotta, però, il numero dei nuovi casi settimanali “non è più un indicatore affidabile della circolazione virale, sottostimata almeno del 50% sia per l’utilizzo diffuso di tamponi ‘fai da te’ sia per il mancato testing di persone asintomatiche o paucisintomatiche. Infatti, a partire da fine settembre, il tasso di ospedalizzazione sul totale dei positivi è raddoppiato sia per l’area medica (da 0,8% a 1,62%) sia per la terapia intensiva (da 0,03% a 0,06%) e il numero dei decessi continua a salire raggiungendo numeri che non si registravano da metà agosto. In questo contesto” conclude il presidente di Gimbe “preoccupa che, a fronte dell’aumentata circolazione virale, continuino a diminuire le somministrazioni delle quarte dosi per anziani e fragili, lasciando scoperte quasi tre persone su quattro”.

Tornando ai dati, sette Regioni registrano un incremento dei nuovi contagi (dal 5,7% della Basilicata al 14,4% della Liguria) e 14 un calo (dal -0,6% dell’Emilia-Romagna al -21,1% della Provincia autonoma di Bolzano). In 41 province si rileva un aumento dei nuovi casi (dal +0,7% di Bergamo al +48,6% di Reggio Calabria), in 66 una diminuzione (dal -0,3% di Salerno al -25,2% di Sondrio). L’incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti in 25 Province: Rovigo (911), Vicenza (711), Padova (711), Ferrara (710), Venezia (634), Treviso (618), Forlì-Cesena (609), La Spezia (582), Verona (577), Mantova (575), Teramo (562), Pescara (560), Fermo (542), Genova (541), Ancona (538), Reggio nell’Emilia (538), Lodi (537), Pordenone (534), Massa Carrara (526), Ravenna (524), Pavia (515), Bologna (508), Cremona (505), Torino (502), Gorizia (501).

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