Health at a Glance, disponibile la nuova edizione del rapporto sulla sanità europea

Health at a Glance, disponibile la nuova edizione del rapporto sulla sanità europea

Roma, 9 dicembre – Rispettando l’usuale cadenza biennale, il ticket Commissione europea-Ocse, in collaborazione con l’Osservatorio europeo delle Politiche e dei sistemi sanitari, ha rilasciato Health at a Glance: Europe 2022, ovvero quello che con un gioco di parole potrebbe essere definito il report sullo stato di salute dei sistemi di salute in Europa.  Scopo del documento, fin dalla sua prima edizione, è quello di fornire a tutti i soggetti interessati (istituzioni, comunità scientifica, comunità dei professionisti della salute, amministratori eccetera)  dati concreti e informazioni sulla salute e i sistemi sanitari dei paesi dell’Unione europea.
Seguendo la falsariga delle precedenti edizioni, anche Health at a Glance: Europe 2022 utilizza i dati rilevati per offrire un’analisi completa e comparativa delle sfide chiave che gli stati europei devono fronteggiare per sviluppare sistemi sanitari più forti e resilienti dopo la fase acuta dell’emergenza pandemica da Covid 19.
Proprio alla pandemia il report realizzato da Commissione europea e Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha riservato un speciale attenzione, passando in esame l’influenza esercitata, in particolare, sulla salute mentale e fisica dei giovani. Il rapporto enfatizza la necessità di porre in essere ulteriori misure per prevenire il fatto che la pandemia da Covid 19 possa ulteriormente segnare un’intera generazione di giovani.
Nell’edizione 2022 di Health at a Glance viene anche valutato gli sconvolgimenti che la pandemia ha prodotto sui servizi sanitari dedicati ai pazienti  non colpiti da Sars CoV 2, così come le risposte messe in campo dai Paesi europei per mitigare gli effetti di tale situazione. Il rapporto Ue-Ocse prende in esame anche un certo numero di fattori di rischio, sia comportamentali sia ambientali, che hanno avuto un significativo impatto sulla salute e sulla mortalità della popolazione, dando enfasi all’importanza di una maggiore focalizzazione sulla prevenzione delle malattie.
Viene inoltre presentata un’analisi comparativa degli stati di salute, dei fattori di rischio, delle spese sanitarie, della qualità e dell’accesso alle cure in 38 paesi europei.

Quasi inevitabilmente, considerata la situazione politica internazionale, Health at a Glance riporta anche dati, sia pure limitati, relativi all’Ucraina e alla Moldavia, Paesi ai quali recentemente è stato attribuito lo status di candidato all’ingresso nell’Unione europea. Le risultanze del rapporto sono agevolmente consultabili nel rapporto, raggiungibile cliccando sul link proposto in calce all’articolo.

Tra i vari capitoli di Health at a Glance non manca ovviamente quello dedicato alla spesa farmaceutica, che è stata in media di 462 euro pro capite in tutta l’Unione europea (anno di riferimento il 2020).  Con 660 euro pro capite, la Germania è il Paese Ue che ha speso di gran lunga di più in prodotti farmaceutici, con un esborso pro-capite superiore del 40% alla media europea. All’altra estremità della scala, Danimarca e Cipro hanno registrato livelli di spesa relativamente bassi, più del 40% sotto la media Ue. L’Italia si colloca al settimo posto e con i suoi 467 euro pro capite è perfettamente in linea con il dato di spesa media Ue.

Circa tre euro su quattro spesi per prodotti farmaceutici al dettaglio sono dovuti a farmaci soggetti a prescrizione medica, il resto è appannaggio in larga prevalenza dei farmaci da banco con costo  interamente a carico dei pazienti. La quota degli Otc è particolarmente elevata in Polonia, rappresentando oltre la metà dei prodotti farmaceutici al dettaglio spesa, e si attesta al 30% o più in Romania, Lettonia e Regno Unito.

Nella maggior parte dei Paesi, i costi dei prodotti farmaceutici sono prevalentemente coperti da assicurazioni statali o obbligatorie. In media nei Paesi dell’Unione la copertura pubblica o assicurativa  copre il 70% di tutta la spesa farmaceutica al dettaglio, con pagamenti diretti (29%) e assicurazioni private volontarie (1%) a finanziare il resto. La copertura pubblica è più generosa a Cipro, Germania, Francia e Irlanda, dove i regimi assicurativi statali e obbligatori pagano oltre l’80% di tutti i costi farmaceutici. Al contrario, in otto Stati membri dell’Unione i regimi pubblici o obbligatori coprono meno della metà dell’importo speso per i medicinali.

Tra il 2013 e il 2019, la spesa per i prodotti farmaceutici al dettaglio è cresciuta a un ritmo più lento rispetto alle altre funzioni sanitarie. Tuttavia, la spesa farmaceutica “retail” (diciamo così) racconta solo una parte della storia perché una importante fetta  di consumo (e di spesa) passa altrove, in primis gli ospedali, e dunque alla “bolletta farmaceutica”che emerge dai dati di Health at a Glanceda va aggiunto almeno un 20% il più. I dati disponibili per un certo numero di Paesi europei (l’Italia è tra questi) evidenziano che la crescita della spesa farmaceutica”non retail”  ha spesso superato quella che passa nelle farmacie, tendenza che verosimilmente continuerà.

 

 

Health at a Glance: Europe 2022Il rapporto (launch version)

 

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