Carenze farmaci 1 – Schillaci apre un tavolo di lavoro permanente sul problema

Carenze farmaci 1 – Schillaci apre un tavolo di lavoro permanente sul problema

Roma, 12 gennaio – Le carenze di farmaci sul circuito distributivo nazionale continuano a rappresentare una preoccupante criticità che non è semplice contrastare, anche in ragione delle molteplici cause all’origine del fenomeno, molte delle quali collegate alla complessa situazione economica e politica internazionale. Da qui la decisione del ministro della Salute Orazio Schillaci (nella foto) di aprire un tavolo di lavoro permanente sull’approvvigionamento dei farmaci per definire la reale entità del fenomeno e indicare proposte risolutive.

Il titolare del dicastero ha annunciato l’iniziativa aprendo l’incontro convocato ieri al ministero, insieme al sottosegretario Marcello Gemmato, alla presenza di rappresentanti del Ministero della Salute, di Aifa e della filiera farmaceutica produttiva e della distribuzione. Schillaci ha posto all’attenzione dell’incontro l’individuazione dei farmaci che registrano una reale carenza, interventi di risposta a breve e medio termine per far fronte tempestivamente ai bisogni dei cittadini e la definizione di attività di comunicazione e sensibilizzazione al fine di evitare allarmismi e conseguenti ingiustificate corse all’acquisto. Il tavolo, istituito con decreto ministeriale, sarà allargato anche ai Nas e ai medici di medicina generale.

Giacomazzi (FarmacieUnite): "Covid, dopo tamponi, pronti ai vaccini". Cirilli: "Ma prima vaccinateci" - RIFdayIntanto, una prima proposta per contrastare le attuali criticità è arrivata da Maurizio Giacomazzi, segretario nazionale di Farmacieunite (nella foto), che ha partecipato in videoconferenza all’incontro in rappresentanza del suo sindacato.  Dopo aver ricordato il lungo elenco di farmaci attualmente non disponibili, Giacomazzi ha lanciato una proposta volta a cercare di aggirare le carenze: un alert che indichi ai medici prescrittori la criticità del medicinale richiesto in modo tale che questi possano indicare, di conseguenza, farmaci alternativi nelle ricette dei pazienti. “Questo già avviene in vari gestionali nel momento in cui si procede all’ordine” ha spiegto il segretario di Farmacieunite “quindi perché non utilizzare lo stesso metodo anche per il medico? Qualora lo stesso ravvisi la criticità, o l’assenza del medicinale da prescrivere, può indicarne uno o più alternativi in quanto anche gli equivalenti non sempre sono disponibili“.

È una proposta che guarda in primis alle necessità dei pazienti” ha concluso Giacomazzi “e il farmacista professionista fornirà il farmaco all’utente nel più breve tempo possibile”.

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