Covid, report Gimbe: nell’ultima settimana crollano i contagi (-38,2%), vaccini al palo

Covid, report Gimbe: nell’ultima settimana crollano i contagi (-38,2%), vaccini al palo

Roma, 17 gennaio – Diminuiscono sensibilmente nell’ultima settimana i contagi Covid  (con 84.060 nuovi casi contro i 135.977 della settimana precedente, con un calo del 38,2%), così come i decessi (576 versus 775), il numero degli attualmente positivi (353.643 vs 406.182), le persone in isolamento domiciliare (346.912 vs 398.147), i ricoveri con sintomi (6.421 vs 7.716) e le terapie intensive (310 vs 319).

A registrare le variazioni è il consueto  monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, relativo alla settimana dal 6 al 12 gennaio. “I nuovi casi calano in tutte le Regioni” conferma il presidente della Fondazione Nino Cartabellotta (nella foto) “dal -10,9% della Provincia autonoma di Bolzano al -50,3% della Liguria. In tutte le pProvince si rileva una diminuzione dei nuovi casi (dal -4,8% di Crotone al -60,9% di Sassari). In nessuna provincia l’incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti“.

In forte calo anche le attività di testing: il numero dei tamponi totali scende del 10,3%, passando dagli 855.823 della settimana 30 dicembre 2022-5 gennaio 2023 ai 767.718 della settimana 6-12 gennaio 2023. In particolare i tamponi rapidi sono diminuiti del 13,7% (-97.900), mentre quelli molecolari sono aumentati del 6,9% (+9.795). La media mobile a 7 giorni del tasso di positività scende dal 12,3% al 7,2% per i tamponi molecolari e dal 16,5% al 12,2% per gli antigenici rapidi.

“Sul fronte degli ospedali precisa Marco Mosti, direttore operativo di Gimbe “calano i ricoveri in area medica (-16,8%) e in terapia intensiva (-2,8%)”. In termini assoluti, i posti letto Covid occupati in area critica, raggiunto il massimo di 347 il 12 novembre, sono scesi a quota 310 il 12 gennaio; in area medica, raggiunto il massimo di 9.764 il 12 dicembre, sono scesi a quota 6.421 il 12 gennaio. Al 12 gennaio il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti Covid è del 10,1% in area medica (dallo 0% della Valle D’Aosta al 30,8% dell’Umbria) e del 3,1% in area critica (dallo 0% della Valle D’Aosta al 7,9% dell’Umbria). “In diminuzione il numero di ingressi giornalieri in terapia intensiva” puntualizza Mosti “con una media mobile a 7 giorni di 28 ingressi/die rispetto ai 36 della settimana precedente”.

Al 12 gennaio il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti Covid è del 10,1% in area medica (dallo 0% della Valle D’Aosta al 30,8% dell’Umbria) e del 3,1% in area critica (dallo 0% della Valle D’Aosta al 7,9% dell’Umbria).

Sul fronte dei vaccini, la settimana 6-12 gennaio non registra sostanziali inversioni di tendenza: restano pressoché invariati i nuovi vaccinati: 639 rispetto ai 640 della settimana precedente (-0,2%). Di questi il 18,6% è rappresentato dalla fascia 5-11: 119, con una riduzione del -19,6% rispetto alla settimana precedente. Cresce tra gli over 50, più a rischio di malattia grave, il numero di nuovi vaccinati che si attesta a quota 227 (+7,6% rispetto alla settimana precedente). Al 13 gennaio, risultano ancora 6,78 milioni le persone di età superiore a 5 anni che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino, di cui 6,19 milioni attualmente vaccinabili, pari al 10,7% della platea (dall’8,2% della Puglia al 14,2% della Valle D’Aosta) e 590mila temporaneamente protette in quanto guarite da Covid -19 da meno di 180 giorni, pari all’1,0% della platea (dallo 0,7% della Puglia al 2% del Friuli Venezia-Giulia).

Sempre al 13 gennaio sono state somministrate 40.439.490 terze dosi con una media mobile a 7 giorni di 1.078 somministrazioni al giorno, in calo rispetto alle 1.257 della settimana precedente. In base alla platea ufficiale (n. 47.703.593), aggiornata al 20 maggio, il tasso di copertura nazionale per le terze dosi è dell’84,8%: dal 78,6% della Sicilia all’88,7% della Lombardia. Sono 7,26 milioni le persone che non hanno ancora ricevuto la dose booster, di cui 5,76 milioni possono riceverla subito, pari al 12,1% della platea (dal 7,6% del Piemonte al 20,3% della Sicilia), mentre 1,51 milioni non possono riceverla nell’immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni, pari al 3,2% della platea (dall’1,1% della Sicilia al 5,8% del Veneto).

La platea per il secondo richiamo (quarta dose), aggiornata al 17 settembre, è di 19,1 milioni di persone: di queste, 11,7 milioni possono riceverlo subito, 1,6 milioni non sono eleggibili nell’immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni e 5,7 milioni l’hanno già ricevuto. Al 13 gennaio  sono state somministrate 5.742.950 quarte dosi, con una media mobile di 9.625 somministrazioni al giorno, in calo rispetto alle 9.677 della scorsa settimana (-0,5%). In base alla platea ufficiale (n. 19.119.772 di cui 13.060.462 over 60, 3.990.080 fragili e immuno-compromessi, 1.748.256 di personale sanitario e 320.974 di ospiti delle Rsa che non ricadono nelle categorie precedenti) il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 30% con nette differenze regionali: dal 13,6% della Calabria al 43,8% del Piemonte.

“A fronte di una circolazione virale in Italia che, seppur largamente sottostimata, al momento non desta preoccupazioni”  conclude Cartabellotta “le varianti emergenti, il rilevante impatto dell’influenza sui servizi sanitari e l’aggiornamento delle modalità di gestione dei casi e dei contatti stretti di casi COVID-19 richiedono un’adeguata copertura di anziani e fragili con la quarta dose. Purtroppo la campagna vaccinale rimane sostanzialmente al palo, sia per una scarsa incisività della comunicazione istituzionale, sia per le modalità di chiamata utilizzate a livello regionale, sia per la crescente diffidenza dei cittadini nei confronti dei vaccini“.

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