Fuga farmacisti, Conasfa: “Lavoro faticoso e svilito, serve sinergia per trovare soluzioni”

Fuga farmacisti, Conasfa: “Lavoro faticoso e svilito, serve sinergia per trovare soluzioni”

Roma, 23 gennaio – “Abbiamo frequentato un corso faticoso, laborioso, duro, arduo, ostico con impegno. Corriamo dietro il banco sempre in piedi per ore. Abbiamo una complessa operatività che
oltretutto cambierà in qualcosa di ancora più impegnativo. Il nostro lavoro, ascoltando i colleghi, è assolutamente importante e meraviglioso. Importante e meraviglioso, e la sequenza è voluta. Importante, prima importante, poi meraviglioso. Per il cittadino, per la società, per l’essere umano. Ma il valore viene poi svilito. È faticoso. Otto ore di corse in piedi con una paga simile o inferiore a altre professioni. La retribuzione non è tutto ma sarebbe una ricompensa. E allora? Cancellazione (dagli Ordini)… Cancellazione (allontanamento dalla professione)… Cancellazione. E ancora cancellazione”
.

Questa la sintetica e cruda diagnosi di Conasfa, l’associazione nazionale professionale dei farmacisti non titolari, sulle ragioni della carenza di personale che affligge anche la farmacia, così come altre professioni sanitarie, e che – come emerge da alcune ricerche e da “informazioni ricevute dai colleghi tra i farmacisti” –  ha raggiunto livelli paralizzanti. rischiando di peggiorare ancora.

“Se per l’attuale lavoro i farmacisti sono pochi per un lavoro aumentato, per nuovi compiti e le nuove mansioni che arriveranno saranno ancora meno” scrive al riguardo Conasfa, “Qui non si discute sulla importanza della nostra professione. Non si discute nemmeno sulla adeguatezza delle nuove mansioni e dei nuovi compiti che arriveranno. Utili, importanti, indispensabili. Quest’anno sono state organizzati i programmi del futuro ma per attuarli servono persone, professionisti. Senza non si può. Un nuovo corso di laurea in Farmacia era una necessità ma non basta. Nuove mansioni hanno bisogno di persone. Occorre ora, prima di partire senza esercito, davvero fare i conti con la realtà. Non fingere indifferenza. Cosa fare?”
La risposta, per Conasfa, è prima di tutto metodologica: è necessario che tutte la componenti della professione si mettano intorno a un tavolo e cerchino e trovino soluzioni condivise. Non si tratta di fare nomi, di accusare qualcuno o dire che chi ha operato fino ad oggi non lo ha fatto al meglio, spiega l’associazione dei non titolari, ma riconoscere l’evidenza: ciò che è stato fatto fin qui “probabilmente non è bastato”. Si tratta quindi di fare di più e meglio e, al riguardo, per Conasfa “la squadra è la sinergia sono sempre la risposta migliore. Mettere d’accordo più teste può essere complicato ma questa volta è necessario. Girare la testa per non vedere non paga più” conclude la sigla dei non titolari. “Ora e tanto meno nel prossimo futuro”.

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