Distributori intermedi, crisi al livello di guardia, Mirone: “Servizio ormai a rischio”

Distributori intermedi, crisi al livello di guardia, Mirone: “Servizio ormai a rischio”

Roma, 24 gennaio – Il settore della distribuzione dei farmaci, prodotti che necessitano di depositi con frigoriferi di migliaia di metri quadri per la conservazione, “è in seria difficoltà per il caro energia”. Ed è in sofferenza anche per l’aumento della benzina per la quale, a differenza di altri settori di trasporto, come quello alimentare, non gode di “nessuna agevolazione per le accise, nonostante siamo di fronte a un bene fondamentale per i cittadini e che necessita di tempi rapidi di consegna alle farmacie”.

Il presidente di Federfarma Servizi, Antonello Mirone (nella foto), sentito dall’agenzia AdnKronos,  sottolinea come le aziende della distribuzione farmaceutica intermedia già ora stiano distribuendo i farmaci in perdita. “Ricordo che si tratta di prodotti a prezzo bloccato, su cui, a fronte di un aumento dei costi, non si possono aumentare i ricavi“, spiega Mirone.

Che avverte in ordine ai gravi rischi collegati a questa situazione, il primo dei quali è inevitabilmente “la caduta del livello dei servizi che offriamo alle farmacie. Dalle nostre verifiche abbiamo rilevato che effettuiamo il servizio, per quanto riguarda i medicinali rimborsabili, sotto costo già da prima del fenomeno ‘caro energia’. Il problema si è quindi acuito”.

Il servizio dunque “è di difficile sostenibilità. Questo, per il cittadino, potrebbe significare per esempio non trovare più la disponibilità immediata del farmaco a cui era abituato. Dovremmo necessariamente ridurre il numero di trasporti altrimenti il sistema non regge”, sottolinea il presidente di Federfarma Servizi. “Il problema è all’attenzione delle autorità competenti, in primis il ministero della Salute, perché si intervenga a favore di un comparto essenziale come il nostro”.

Mirone precisa che “tutta la merce che noi portiamo alle farmacie viaggia a temperatura coibentata, perché dobbiamo garantire nel trasporto il mantenimento di una temperatura, in tutte le stagioni, sotto i 22 gradi. I prodotti hanno bisogno di una catena del freddo. In magazzino il 10% della merce deve essere conservata a una temperatura tra i 2 e gli 8 gradi. In Italia ogni giorno, ogni farmacia riceve almeno un prodotto refrigerato. Si tratta di numeri importanti: i magazzini devono essere attrezzati, le celle frigorifere dove stocchiamo i prodotti, di diversi metri quadrati, consumano energia costantemente”.

E “il costo sta diventando insostenibile”, denuncia Mirone, aggiungendo che “la possibilità di avere forniture immediate di tutti i prodotti per il benessere che forniamo quotidianamente sarà possibile nel prossimo futuro solo se avremmo sostegno: noi oggi forniamo il bene farmaco anche nei paesini più sperduti, dove c’è una farmacia che serve poche centinaia di persone”. In altri Paesi, “come la Francia, il Governo è intervenuto con il sostegno per il consumo di energia e carburante nel nostro settore. In Italia questa attenzione non c’è stata”conclude il presidente della sigla dei distributori. ” È un rischio per il sistema salute Italia”.

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