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lunedì 26 Febbraio 2024
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Carenze farmaci, l’Omceo di Roma: “Nessun allarme, inutili gli accaparramenti”

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Roma, 27 gennaio -Anche i medici romani intervengono per minimizzare l’allarme sulle carenze di farmaci sugli scaffali delle farmacie e rassicurare i cittadini sulla disponibilità delle terapie nDott. Stefano DE LILLO, Medico di medicina generale Romaecessarie per curarsi. A scendere in campo con una dichiarazione pubblica è stato il il vicepresidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Roma, Stefano De Lillo (nella foto).

“In questo momento non c’è alcun rischio di rimanere sprovvisti di farmaci essenziali” afferma in una nota diramata alla stampa il dirigente ordinistico. “Come medici ci facciamo promotori di questo messaggio proprio per rasserenare e tranquillizzare l’opinione pubblica. I cittadini non devono preoccuparsi di questo aspetto, perché l’Italia è uno di principali produttori ed esportatori di farmaci. In particolare, il distretto farmaceutico del Lazio è un’eccellenza della nostra Regione e siamo tranquilli che non vi sia alcuna emergenza reale”.

“Ci può essere qualche ritardo di qualche giorno nell’approvvigionamento di medicinali da parte dei magazzini e delle farmacie” precisare il vicepresidente dell’Omceo di Roma “ma non c’è alcun dubbio che il medico e il farmacista potranno indirizzare tranquillamente il paziente verso farmaci generici o equivalenti, poiché vi sono numerose medesime possibilità di approccio a determinate patologie, soprattutto quelle influenzali di questi giorni. Ribadisco: la popolazione non corre alcun pericolo”.

“Chiediamo dunque ai cittadini di non fare alcuna scorta o accaparramento di medicinali” è l’invito finale di De Lillo “perchè non ce n’è bisogno e fa male solo al portafogli tenere farmaci che poi scadono negli armadi. Inoltre è da diffondere sempre più la cultura dei farmaci generici o equivalenti, poiché non vi è sostanziale differenza con i farmaci originali. È dunque inutile affrontare una spesa eccessiva per la propria persona sotto forma di ticket e per la collettività sotto forma di spesa sanitaria per farmaci più costosi che non hanno alcuna caratteristica reale distintiva dal farmaco generico”.

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