USA, si lavora a primo monoclonale spray anti-Covid efficace contro tutte le varianti

USA, si lavora a primo monoclonale spray anti-Covid efficace contro tutte le varianti

Roma, 10 marzo – Risultati promettenti per il primo anticorpo monoclonale in spray nasale contro Covid-19. Si chiama foralumab e spegne l’infiammazione stimolando le cellule T del sistema immunitario. Un meccanismo d’azione che lo rende un “jolly” potenzialmente efficace contro tutte le varianti di Sars CoV 2, a differenza dei monoclonali anti-Covid già disponibili, che bersagliano la mutevole proteina Spike del coronavirus pandemico.

In uno studio pilota condotto da un gruppo di ricercatori del Brigham and Women’s Hospital (Bwh) americano, pubblicato su Pnas, il farmaco ha ridotto i marcatori infiammatori nei malati di Covid. Non solo: ulteriori analisi indicano un’attività antinfiammatoria anche nei pazienti con sclerosi multipla. In prospettiva, dunque, foralumab potrebbe essere utilizzato anche contro patologie non Covid.

Prodotto da Tiziana Life Sciences, azienda con quartier generale nel Regno Unito, foralumab è un anticorpo monoclonale anti-CD3. Thais Garcias Moreira (nella foto), del Dipartimento di Neurologia Ann Romney Center for Neurologic Disease del Bwh, sautrice principale del lavoro, ha condotto lo studio nel 2020 in Brasile. Il farmaco è stato somministrato per via nasale a 39 pazienti con infezione Sars-CoV-2 da lieve a moderata. Dalle analisi del sangue è emerso che chi riceveva 100 microgrammi di foralumab al giorno per 10 giorni aveva un’infiammazione polmonare ridotta rispetto al gruppo controllo. Andando a esaminare l’espressione genica per capire come il farmaco riusciva a modulare la risposta immunitaria antinfiammatoria, gli scienziati hanno individuato tre geni specifici (NKG7, TGF beB1 e GIMAP7) coinvolti negli effetti antinfiammatori di foralumab. Non solo nei malati Covid reclutati per lo studio del 2020, ma anche in un paziente con sclerosi multipla assistito al Brigham and Women’s Hospital e in volontari sani.

Un risultato che la stessa Moreira definisce “entusiasmante, perché la nostra ricerca suggerisce non solo che questo nuovo farmaco è sicuro e può modulare il sistema immunitario senza effetti collaterali importanti, ma anche che può ridurre l’infiammazione in più ambiti. Quindi potrebbe essere utile per il trattamento di altre malattie”, diverse da Covid-19.

Foralumab è “il primo anticorpo monoclonale nasale”, sottolinea l’autore senior dello studio  Howard Weiner, ricordando – sempre riferendosi alle terapie anti-Covid –  che “altri trattamenti con monoclonali sono stati somministrati per via endovenosa e non vengono più usati perché hanno perso efficacia contro le varianti di Sars-CoV-2 attualmente circolanti. Sulla base dei nostri studi prevediamo che foralumab possa funzionare su tutte le varianti”, proprio per il suo meccanismo d’azione, “promettente” anche “per altre malattie”.

Per confermare le osservazioni pubblicate, il team di ricerca sta portando avanti un trial in doppio cieco controllato contro placebo su foralumab nella sclerosi multipla progressiva, sta pianificando un nuovo studio sul Long Covid e ha in programma di valutare il monoclonale spray anche su altre patologie tra cui l’Alzheimer.

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