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lunedì 15 Luglio 2024
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Convention Cef: “Unità, servizi, rete: le tre priorità per il futuro della farmacia”

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Roma, 9 giugno – Sono stati più di 500 i farmacisti che hanno risposto all’appello lanciato dalla Cef,  la principale cooperativa della distribuzione farmaceutica italiana per quota di mercato e numero di associati, che dal 1 al 4 giugno ha tenuto in Sicilia, a Scicli, la sua prima convention nazionale,  di fatto la prima occasione in cui la cooperativa ha incontrato simultaneamente i suoi soci di tutta Italia per presentare la rinnovata struttura e i progetti cuore che hanno visto la luce negli ultimi mesi e pongono senza dubbio le basi degli sviluppo futuri.

Ad aprire i lavori gli interventi del presidente di Cef, Vittorino Losio (nella foto un momento del suo intervento) e del direttore generale, Alessio Orano (nella foto a lato), che hanno subito fatto parlare i numeri del consuntivo,  più che positivi: Cef vanta ormai oltre 2.450 soci (105 nuovi ingressi soltanto nel primo quadrimestre di quest’anno), 1.450 farmacie in rete, ricavi che nel 2022 hanno superato i 1.450 milioni, per un incremento largamente superiore a quello del mercato nel suo insieme.

Cifre, ha fatto capire il presidente Losio, che devono riempire d’orgoglio i soci Cef. “La farmacia non può fare a meno di una distribuzione presidiata dalle cooperative dei farmacisti” ha ricordato “e l’esperienza della pandemia lo ha dimostrato una volta di più”. Negli anni, ha continuato Losio, Cef ha investito tantissimo nella farmacia indipendente e professionale, tanto che oggi “siamo noi la vera alternativa alle catene del capitale”. Occorre dunque lavorare per rendere ancora più coesa la rete, rafforzare il senso di appartenenza. “Non è facile” ha ammesso Losio “ma solo se siamo davvero uniti possiamo affrontare il cambiamento”.

Il logo CEF tra i marchi premiati al Worldwide Logo Design ...L’obiettivo prioritario di Cef rimane dunque lo sviluppo di una corporate identity che faccia da collante tra le diverse “anime” regionali della cooperativa, eredità delle acquisizioni concluse nell’ultimo decennio. Ne è testimonianza il nuovo logo, che da un paio di anni abbraccia con un unico brand tutte le sue attività (distribuzione, retail, private label…) e l’anno scorso è stato premiato al Wolda, il Worldwide Logo Design Award.

Rappresenta una pietra angolare della strategia di sviluppo anche il network Cef – La Farmacia Italiana: “Oggi aggrega 800 farmacie tra primo e secondo livello di affiliazione” ha ricordato Orano “e nel tempo assorbirà progressivamente gli altri 600 esercizi che attualmente aderiscono alla rete FarmaciaINsieme”. È con Cef – La Farmacia Italiana, infatti, che la cooperativa intende “fronteggiare” le catene del capitale, in particolare le insegne internazionali che mettono assieme farmacie di proprietà in diversi Paesi europei. Per tale ragione, ha continuato Orano, attorno al nuovo network è stata sviluppata una progettualità diretta a costruire un’offerta di prodotti e servizi strutturata e al passo con i tempi: vetrine digitali, servizi di prima istanza, attività social, e-commerce, app, click&collect e molto altro ancora.

I servizi, in particolare, sono la carta sulla quale Cef crede di più. “Cef si distingue per senso di appartenenza, dimensioni, copertura del territorio e offerta dei servizi” ha detto Orano. E a ragion veduta, visto che per gli italiani sono proprio i servizi ciò che può fare la differenza tra una farmacia e l’altra. Lo ha ricordato il vicepresidente di Doxa Pharma, Gadi Schoenheit, che alla convention ha presentato i risultati dell’ultima edizione di Barometro Farmacie, l’indagine con cui l’istituto di ricerche misura annualmente l’evoluzione del canale che per l’edizione 2023 si è arricchita per la prima volta con un’intervista condotta sui clienti della farmacia. Per il 63% degli intervistati, dice la survey, la consulenza personalizzata è ciò che distingue la farmacia dagli altri esercizi del comparto salute, per il 28% sono i servizi come esami e analisi di base. E ancora: il 49% vorrebbe usufruire o già usufruisce in farmacia di servizi di checkup, il 50% di test e screening per la prevenzione, il 41% di servizi per l’aderenza terapeutica.

Non è allora un caso che Cef riponga grande fiducia nella farmacia dei servizi, come testimoniano i numeri macinati dalle farmacie del suo network: nel 2022, ha ricordato Rossella Miracapillo, responsabile Servizi al cittadino della cooperativa, sono state effettuate più di 27mila prestazioni di telemedicina, 154 giornate di screening, quasi cinquemila noleggi di apparecchi per la magnetoterapia, 1.522 test Natrix, 1.670 analisi chimiche e 148 breath test. Tra gli altri servizi che Cef mette a disposizione delle farmacie associate comprende inoltre teledermatologia, telemonitoraggio (per gli anziani), numerosi screening (dall’occhio secco, ai capelli, alla densitometria ossea e numerosi altri) test per lo streptococco, test per l’udito e numerosi analisi chimiche.

A chiusura dei lavori una tavola rotonda dedicata ai servizi si è quindi innestata su una base già matura, dando l’opportunità a Federfarma e Fofi di condividere quali progetti siano in fase di sviluppo per assicurare alla farmacia dei servizi l’ombrello della rimborsabilità Ssn. “Con il ministro della Salute, Orazio Schillaci, e il sottosegretario Marcello Gemmato abbiamo un confronto continuo” ha detto il presidente della Fofi, Andrea Mandelli “e c’è ampia collaborazione anche con le Regioni: nelle Marche le farmacie vaccineranno contro l’herpes, in Lombardia è stato firmato l’accordo per affidare ai presidi dalla croce verde alcune vaccinazioni pediatriche”. Ma l’attenzione è grande anche sui servizi cognitivi: “La gestione delle cronicità deve passare dalla farmacia” ha ricordato il segretario nazionale di Federfarma, Roberto Tobia “e per arrivarci occorre lavorare sulla telemedicina e sulla nuova remunerazione”. Sui servizi le cooperative della distribuzione che fanno capo ai farmacisti possono fornire un sostegno importante alle farmacie, ha ricordato Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi, ma soltanto se a loro volta riescono a preservare la loro sostenibilità. Serve allora un “patto” tra farmacie e società della distribuzione governate dai farmacisti, perché con le catene del capitale che avanzano solo il cooperativismo tutela l’indipendenza.

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