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lunedì 15 Luglio 2024
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Integratori a base d’erbe nel dimagrimento, studio romano ne evidenzia limiti e rischi

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Roma, 27 luglio – La crescita esponenziale della figura professionale del farmacista passa, di necessità, dallo sviluppo delle sue conoscenze e competenze, in particolare nei settori sui quali maggiormente si concentrano le richieste dei pazienti, ovvero l’assunzione di farmaci e di prodotti che possono concorrere al ripristino/mantenimento dello stato di salute. E non v’è alcun dubbio che in questi ultimi due tre-anni la professione farmaceutica abbia impresso una formidabile accelerazione all’impegno in materia di aggiornamento e crescita dei suoi saperi, precisandosi anche come soggetti capaci di generare contributi di elaborazione e ricerca originali e capaci di spingere in avanti le frontiere della conoscenza in campo scientifico e, in particolare, nell’ambito dell’approntamento delle terapie e della farmacia clinica. Basti pensare, al riguardo, allo straordinario, tenace impegno che profondono al riguardo società scientifiche di farmacisti come la Sifo, la Sifap e la Sifact, solo per fare qualche esempio, certamente non esaustivo.

Antonino Annetta - Event / Speaker PlatformFa dunque piacere assistere alla progressiva diffusione, nel corpus professionale, di questa attitudine all’impegno nella ricerca e nella conoscenza. Un esempio molto recente arriva da un titolare di farmacia romano Antonino Annetta (nella foto), specializzato in Farmacologia applicata da sempre impegnato su questo terreno. Il sua ultimo contributo, inequivocabile testimonianza dell’upgrading della professione farmaceutica sul terreno della ricerca, è uno studio recentemente pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Nutrire, dedicato all’impiego di integratori alimentari a base di erbe come dimagranti,  alle possibili conseguenze che possono derivarne e alla necessità di conoscere meglio il fenomeno per contestualizzarne la sicurezza indagando i dati di vendita e la conoscenza della fitovigilanza nelle farmacie territoriali.

Insieme ad Olta Allkanjari, Antonella Di Sotto e Annabella Vitalone del Dipartimento di Fisiologia e Farmacologia ‘Vittorio Erspamer’ dell’Università Sapienza di Roma, Annetta ha monitorato le vendite di prodotti Hds correlati al dimagrimento da ottobre 2018 a settembre 2020 in due farmacie di Roma. In maniera indipendente, è stata rivolta ai titolari di farmacie del Lazio un’indagine di fitovigilanza, dalla quale sono scaturiti risultati di sicuro interesse, come ad esempio la grande varietà di prodotti sul mercato, in gran parte (76%)  multi-ingrediente con un massimo di 29 componenti. L’indagine ha anche consentito di individuare 158 specie vegetali con standardizzazione variabile/mancante e 49 ingredienti non botanici. Dei 29 farmacisti partecipanti al questionario, il 70% conosceva la fitovigilanza, ma solo il 25% di loro conosceva lo strumento per segnalare le sospette reazioni avverse (AR).

Data la varietà di formulazioni multi-ingrediente e specie vegetali non strettamente rivendicate per la promozione della perdita di peso, la standardizzazione variabile dei prodotti botanici e una bassa aderenza dei farmacisti a segnalare sospette reazioni avverse, lo studio (al quale rimandiamo) evidenzia le incertezze sulla sicurezza della perdita di peso mediante l’impiego di Hds e conclude evidenziando la necessità di sforzi futuri che coinvolgano i dati di vendita di tutte le farmacie del territorio e la promozione della fitovigilanza.

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