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lunedì 15 Luglio 2024
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Mnlf: “Farmaci generici e povertà sanitaria, due problemi, una soluzione”

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Roma, 4 settembre – Secondo dati dell’Osservatorio della Fondazione Banco Farmaceutico e dell’Istat, in Italia un milione e 960 mila famiglie, pari a 5 milioni e 571 mila persone, sono in povertà assoluta.  Nel biennio 2021-22 la spesa sanitaria pro-capite mensile delle famiglie residenti in Italia è stata di 62 euro, equivalente al 4,8% dei consumi totali; nelle famiglie in povertà assoluta la corrispondente spesa sanitaria si è fermata invece a10 € e pesa per il 2,5% sulle spese totali.  Una persona su tre è stata costretta a rinunciare almeno una volta ad acquistare farmaci o ad accedere a visite, terapie o esami, mentre il 16% ha sommato tutte le tipologie di rinuncia.

In questo contesto, mentre in classe A il farmaco generico ha quasi triplicato la propria quota di mercato sia in valori sia in consumi, l’acquisto di farmaci a totale carico dei cittadini prescritti dai medici, quindi con obbligo di ricetta, è pari a 3,5 miliardi di euro (dati Osmed 2023) con un aumento negli ultimi 5 anni del 25%. I farmaci generici potrebbero dunque aiutare le famiglie a contenere le spese. Invece il peso dei generici sui  farmaci a totale carico dei cittadini è insufficiente, con una crescita stentata che si aggira in 15 anni su valori del 4%, dunque  quasi ininfluente nei risparmi degli italiani.

A riaccendere i riflettori sul fenomeno è stato , nei giorni scorsi il Movimento nazionale dei liberi farmacisti, sottolineando come in pratica si vada ripetendo quanto accadde prima della liberalizzazione dei farmaci Sop e Otc.  “Con il Decreto Storace del maggio del  2005, fu data la possibilità alle farmacie di praticare sconti sul prezzo massimo dei Sop e Otc” ricorda in una nota alla stampa il Mnlf. “Risultato: pochissime farmacie fecero sconti.  Arrivarono le liberalizzazioni, nacque un canale distributivo alternativo e gli sconti arrivarono, ma soprattutto i farmaci non ebbero più aumenti vertiginosi. Oggi le farmacie sono autorizzate a fare sconti anche sui farmaci con obbligo di ricetta, ma basta fare un giro nella penisola per accorgersi che questo non avviene”.

A giudizio di Mnlf, anche per il farmaco generico che cresce nella fascia A ed è fermo nella fascia C a carico dei cittadini, il motivo è lo stesso: senza un sistema plurale di confronto dell’offerta, non c’è concorrenza e di conseguenza non vi sono vantaggi per i consumatori. “L’assenza di concorrenza ha degli sviluppi in termini economici sia dal lato dei prezzi che dell’offerta” argomenta il movimento dei liberi farmacisti “ma soprattutto ha conseguenze di carattere sociale per quelle famiglie in difficoltà economica”.

“Il Governo dovrebbe dare risposte di sistema ad un settore da troppo tempo ingessato su privilegi controproducenti per l’intero sistema economico italiano” conclude la nota di Mnlf “dando risposte concrete a chi si trova in situazione di povertà”.

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