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lunedì 15 Luglio 2024
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Dirigenza sanitaria, firmato ieri all’Aran il nuovo Ccnl, 289 euro di aumento medio

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Roma, 29 settembre – È stata firmata ieri, presso l’Aran, l’ipotesi di Contratto collettivo nazionale di lavoro relativo alla dirigenza sanitaria per il triennio 2019-2021, che riguarda 135mila professionisti del Servizio sanitario nazionale (120.063 medici e 14.573 dirigenti sanitari non medici). Le risorse per il contratto ammontano a 618 milioni e si prevede un aumento di 289 euro medi al mese per 13 mensilità e oltre 6mila euro di arretrati pro capite. Il nuovo Ccnl è stato firmato da tutte le sigle sindacali.

Immediato e soddisfatto il commento del ministro della Salute Orazio Schillaci (nella foto): “Per mettere fine al grave ritardo accumulato negli ultimi anni il governo Meloni si era impegnato da subito ad accelerare il rinnovo contrattuale del comparto sanità 2019-2021 e personalmente ho assicurato ai sindacati il pieno sostegno alle giuste aspettative dei lavoratori” dichiara il titolare del dicastero in una nota.  “L’accordo è un risultato importante che introduce novità significative sia sul piano economico che per le condizioni di lavoro. È un punto di arrivo ma anche di partenza. Ora è necessario programmare con il Mef le risorse per il rinnovo del biennio 2022-2024 per non accumulare ulteriori ritardi”.
“Accanto a ciò prosegue il nostro impegno per il rilancio del comparto sanitario pubblico” conclude la nota del ministro. “Stipendi più alti e una migliore organizzazione del lavoro per rendere di nuovo attrattive le professioni sanitarie e colmare la carenza di medici e infermieri nel servizio sanitario pubblico”.

“Si tratta di un contratto” spiega il presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità, Marco Alparone nell’ambito del quale sono state introdotte significative novità per quanto riguarda il sistema degli incarichi dirigenziali, l’orario di lavoro, le prestazioni aggiuntive, l’indennità di esclusività e il sistema delle relazioni sindacali”.
“Un contratto importante” commenta il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga  (nella foto) “che non interverrà solo sul tema delle retribuzioni ma anche sulle condizioni di lavoro per una categoria che, negli ultimi anni, è stata sottoposta a forti pressioni e che ha bisogno di un Piano strategico che tuteli la professionalità del singolo e la tenuta del sistema sanitario pubblico. L’ipotesi sottoscritta è frutto di un percorso produttivo che ha visto tutte le parti – sindacali e datoriali – lavorare per il miglioramento della qualità della vita dei medici e della sicurezza delle cure per i pazienti”.

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