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lunedì 15 Luglio 2024
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Pani: “Nuova Aifa, le trattative per l’accesso ai farmaci saranno la sfida più difficile”

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Roma, 21 novembre – Quali sfide aspetteranno al varco la nuova Aifa riformata? Questa la domanda che Adnkronos Salute ha rivolto a Luca Pani (nella foto), ex direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco, oggi docente alla University of Miami negli States e a Modena in Italia, che ha risposto affermando che ce ne sono di nazionali e internazionali.

“Le trattative per l’accesso ai farmaci a livello nazionale e regionale presentano significative difficoltà” ha spiegato l’esperto all’agenzia. “La possibile tendenza a condurre negoziati a livello regionale può generare disuguaglianze incostituzionali nell’accesso ai trattamenti e minare l’efficacia della gestione farmaceutica. Oltretutto questo tipo di frammentazione rischia di rallentare l’approvazione e l’accesso ai farmaci indebolendo il potere negoziale nei confronti delle case farmaceutiche” ha aggiunto Pani. “Un approccio più unificato e coordinato, che consideri le necessità di tutte le Regioni all’interno di un quadro nazionale omogeneo rappresentato unicamente dalle decisioni finali della Cse di Aifa (la nuova Commissione scientifico-economica che sostituirà le soppresse Cts e Cpr, NdR), potrebbe migliorare l’accesso equo e tempestivo soprattutto ai trattamenti innovativi”.

Ma guardando al futuro dell’accesso al mercato farmaceutico mondiale, si prospettano a giudizio dell’esperto alcuni aspetti chiave da considerare in un’ottica più globale. Uno ha a che fare con gli Usa: si tratta della possibile “influenza dell’Inflation reduction act (Ira) americano sui prezzi internazionali dei farmaci”, evidenzia Pani. “L’Ira potrebbe influenzare la strategia di prezzatura globale, esercitando pressioni sui prezzi anche in Italia, specialmente se dovesse portare a una riduzione dei prezzi negli Usa. Altro elemento: le dinamiche di prezzo determinate dall’Ira potrebbero enfatizzare l’efficacia e il valore dei trattamenti rispetto al costo”.

Un ultimo aspetto su cui pone l’accento Pani, guardando alla posizione della nuova Aifa configurata dalla riforma in dirittura d’arrivo, è il ruolo del Mef, il ministero dell’Economia e delle Finanze: “La partecipazione limitata del Mef (assente nella nomina del presidente e dei due direttori dell’Agenzia) nella riforma Aifa potrebbe apparire sorprendente e riflette probabilmente un desiderio di bilanciare l’indipendenza scientifica e le considerazioni economiche” osserva in conclusione Pani “ma credo sia un errore”.

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