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lunedì 4 Marzo 2024
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Amr, i dati drammatici dell’osservatorio Onsar: 11 mila morti all’anno in Italia

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Roma, 23 novembre – 11.000 morti all’anno: questo il drammatico tributo che il nostro Paese paga alla piaga dell’antibioticoresistenza. Sono invece circa 70.000 i morti per sepsi, le infezioni correlate. Dati devastanti, che collocano l’Italia agli ultimi posti della classifica europea per la mortalità Amr-correlata: nel nostro Paese si verificano infatti un terzo dei casi di mortalità di tutta l’Ue.

“È una situazione insopportabile, soprattutto perché tutte queste morti possono essere prevenute con un’azione coordinata, strutturata, multidisciplinare, multi-istituzionale. Ma dobbiamo avere la volontà di agire” ha esortato Walter Ricciardi (nella foto), docente di Igiene pubblica all’Università Cattolica e presidente dell’Osservatorio nazionale sull’antimicrobico resistenza, nel suo intervenuto alla presentazione del libro bianco idello stesso Onsar tenutasi a Roma il 20 novembre scorso.

Alla giornata era presente Lord Jim O’Neill (nella foto), l’economista britannico già presidente della Goldman Sachs Asset Management che nel 2016 fu a capo del lavoro che lanciò l’allarme della resistenza agli antibiotici, disastrosa causa per la perdita di vite umane e per le finanze dei sistemi sanitari. “A distanza di anni possiamo dire che i risultati di quell’allarme non sono quelli sperati” ha dichiarato O’Neill. “Sono però fiducioso nelle giovani generazioni e nello loro scelte di salute. L’esempio ci arriva dall’America dove hanno grande successo commerciale coloro che vendono prodotti da allevamento o agricoltura senza uso di antibiotici. I modelli virtuosi, anche in Europa, ci sono e arrivano dall’Inghilterra, dalla Danimarca, dalla Scandinavia e anche dai Paesi Bassi, dove le politiche hanno favorito quell’approccio one health responsabile che dovrebbe essere adottato”.

Il Libro bianco sull’antimicrobico resistenza in Italia: una sfida improrogabile realizzato dall’Onsar propone 15 capitoli con dati analizzati e proposte di azioni concrete. “Oggi migliaia di persone vanno in ospedale sperando di trovare una soluzione ai loro problemi e molto spesso ne escono morte” ha osservato crudamente Ricciardi.  “È una situazione che possiamo e dobbiamo affrontare, adottando soluzioni che spesso non richiedono costi ma organizzazione: maggiore appropriatezza nell’utilizzo degli antibiotici o sanificazione degli ambienti, degli strumenti e delle mani di operatori e caregiver non hanno un costo e da soli ridurrebbero in modo enorme il numero dei morti, le conseguenze economiche sul sistema sanitario sempre più stressato ma maggiori giornate di cura, e bersaglio di richieste di risarcimento”.

“La farmaceutica” ha chiosato O’Neill “avrebbe bisogno del suo Elon Musk, di un visionario capace di intercettare i bisogni innovando al punto da costringere gli altri a seguirlo sul terreno delle esigenze dei cittadini”.

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