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lunedì 4 Marzo 2024
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Indagine su antibiotici, in 14 Paesi europei una persona su tre li usa senza ricetta medica

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Roma, 24 novembre – L’immagine è tanto suggestiva quanto inquietante: all’orizzonte dell’Europa si va profilando l’arrivo “un lento tsunami”, provocatodall’antibiotico-resistenza. Se voleva trasmettere senso e portata dei danni che  la resistenza agli antibiotici può provocare, si può ben dire che il direttore regionale dell’Oms per l’Europa, Hans Kluge (nella foto) ci sia riuscito.

Parlando in occasione della Settimana mondiale di sensibilizzazione contro l’Amr, Kluge l’ha definita “un’opportunità sia per sottolineare la gravità del problema, sia per aiutare le persone a rendersi conto che possono essere parte della soluzione”, per poi lasciar parlare le cifre, che in questi giorni sono state citate spesso: nella sola Ue/Spazio economico europeo, più di 35.000 persone muoiono ogni anno come conseguenza diretta di infezioni diventate incurabili con gli antibiotici oggi disponibili nell’armamentario terapeutico. Un numero drammatico, che per noi italiani acquista le dimensioni della catastrofe: quasi un terzo di quei decessi, infatti, avviene nel nostro Paese.

C’è un altro dato particolarmente inquietante, che suona come una vera e propria chiamata di correità per tutti, medici, farmacisti ma anche cittadini ed emerge da un sondaggio realizzato dall’Organizzazione mondiale della sanità per l’Europa: in 14 Paesi della Regione europea Oms soltanto due persone su tre affermano di aver ritirato gli ultimi antibiotici presentando la necessaria prescrizione medica. Una persona su tre ha invece utilizzato gli antibiotici che aveva già in casa per una precedente prescrizione o ottenuti senza prescrizione medica, in farmacia o altrove. Il dato è almeno tre volte superiore a quello riportato tra i paesi Ue/See, nella più recente indagine sui cittadini da parte della Commissione europea.

“Attraverso iniziative come questa indagine” ha detto Kluge “stiamo acquisendo informazioni sulla conoscenza e sul comportamento delle persone in merito agli antibiotici e alla resistenza antimicrobica. Possiamo quindi prendere provvedimenti per assicurarci che le persone siano ben informate su quando e come assumere questi preziosi medicinali”.

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