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lunedì 4 Marzo 2024
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Studio USA, emicrania: app gestisce attacchi e svela caso per caso i farmaci più efficaci

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Roma, 5 dicembre – In Italia, una persona su due soffre regolarmente di mal di testa, disturbo che colpisce più spesso le donne degli uomini e chi abita in città più spesso di chi vive in campagna e che può rendere la vita decisamente più difficile di quanto già non sia. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, il mal di testa è una delle dieci malattie che limitano maggiormente la nostra vita quotidiana dal punto di vista funzionale, arrivando con una certa frequenza a essere invalidante, soprattutto nella sua forma di emicrania, patologia  che colpisce il 12% degli adulti in tutto il mondo con un forte impatto sia sulla qualità della vita sia sui costi diretti e indiretti sostenuti dalla società e  che è ormai considerata un importante problema di salute pubblica.

La breve introduzione ha la funzione esclusiva di ricordare che il comunissimo, banale mal di testa tutto è fuorché banale, anche perché si tratta di un disturbo niente affatto facile da gestire. Tanto che spesso la ricerca di un rimedio “giusto” – nel senso di efficace e affidabile – per lenire o alleviare il dolore è così laboriosa e problematica da far venire essa stessa il mal di testa. Fuori di scherzo, c’è chi negli USA ha pensato bene di studiare e indagare quest’ultimo aspetto, con uno studio (pubblicato su Neurology) che – utilizzando un approccio basato sui big data – ha analizzato i dati in tempo reale generati dai pazienti (quasi 300 mila) relativi a 10 milioni di attacchi di emicrania e condotto confronti simultanei testa a testa tra 25 diversi farmaci per l’emicrania acuta. Al di là dei risultati clinici, che attestano come triptani, ergot e antiemetici siano le classi di farmaci più efficaci contro il mal di testa (da due a cinque volte più dell’ibuprofene), in linea con le raccomandazioni delle linee guida, l’esito più rilevante del lavoro è che una app può aiutare a gestire gli attacchi di mal di testa e suggerire tante opzioni utili di trattamento, aiutando in tempo reale chi non riesce a trovare un farmaco efficace e affidabile.

“Ci sono molte opzioni di trattamento disponibili, tuttavia mancano confronti diretti sull’efficacia” dichiara l’autrice dello studio Chia-Chun Chiang (nella foto). I ricercatori, come prima anticipato,  hanno considerato oltre 3 milioni di attacchi di emicrania riferiti da quasi 300.000 utenti dell’applicazione per smartphone durante un periodo di sei anni. L’app consente agli utenti di monitorare la frequenza degli attacchi di emicrania, i trigger, i sintomi e l’efficacia dei farmaci. I partecipanti hanno inserito nella app informazioni su un totale di 4,7 milioni di tentativi di trattamento con vari farmaci. Hanno registrato se un farmaco fosse stato utile o meno. I ricercatori hanno poi utilizzato queste informazioni per calcolare l’efficacia di ciascun farmaco rispetto all’ibuprofene, della famiglia dei fans, considerato nell’occasione (per consuetudine di consumo) una sorta di farmaco di riferimento. I ricercatori hanno esaminato un totale di 25 farmaci appartenenti a sette classi e l’analisi ha preso in esame diverse dosi e formulazioni di ciascun farmaco, anche combinandole.

Lo studio ha rilevato che tre classi di farmaci sono risultate più efficaci rispetto all’ibuprofene: i triptani, gli ergotici e gli antiemetici. I triptani sono risultati cinque volte più efficaci dell’ibuprofene, gli ergotici erano tre volte più efficaci e gli antiemetici erano due volte e mezzo più efficaci.

Nell’analisi dei singoli farmaci, i primi tre sono risultati l’eletriptan, sei volte più efficace dell’ibuprofene, il zolmitriptan, cinque volte più efficace, e il sumatriptan, anch’esso cinque volte più efficace. I ricercatori hanno scoperto che l’eletriptan è stato trovato utile il 78% delle volte; il zolmitriptan il 74% delle volte e il sumatriptan il 72% delle volte. Di gran lunga  inferiore il risultato dell’ibuprofene, che è stato ritenuto utile il 42% delle volte.

“La nostra speranza è che questo studio mostri che ci sono molte alternative che funzionano per l’emicrania” conclude Chiang.

 

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