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lunedì 4 Marzo 2024
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Vaccino a mRna per il melanoma, in Italia al via l’ultimo test di sperimentazione clinica

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Roma, 5 dicembre – Al via in Italia i test di fase 3 sul vaccino anti-cancro a mRna contro il melanoma. L’Istituto nazionale tumori Irccs Fondazione Pascale di Napoli è il primo a partire nel nostro Paese con l’ultimo step di sperimentazione clinica, e tra i primi al mondo. L’avvio – riferisce un lancio di Adnkronos Salute, riferendo una notizia arrivata da una coppia di eventi  che si sono tenuti nel capoluogo campano, Immunotherapy e Melanoma Bridge – è di poche settimane fa, con l’arruolamento di pazienti con diagnosi di melanoma radicalmente operato.

Il vaccino, in buona sostanza,  si basa sulla stessa tecnologia adottata per quelli contro il Covid. Si tratta di prodotti che “utilizzano mRna sintetici progettati per ‘istruire’ il sistema Paolo A. Asciertoimmunitario a riconoscere specifiche proteine, chiamate ‘neoantigeni’, che sono espressione di mutazioni genetiche avvenute nelle cellule malate” spiega Paolo Ascierto (nella foto), presidente del convegno e direttore del Dipartimento di oncologia melanoma, immunoterapia oncologica e terapie innovative del Pascale. Lo scopo del vaccino “non è quello di prevenire la malattia – precisa – ma di aiutare e supportare il sistema immunitario dei pazienti a riconoscere e ad attaccare più efficacemente il tumore”.

I dati a due anni dalla somministrazione del vaccino a mRna contro il melanoma – ricorda una nota – mostrano una riduzione del rischio di recidiva o morte del 44% in chi lo ha ricevuto in combinazione con il farmaco immunoterapico pembrolizumab. “Ci vorrà qualche anno prima di avere i risultati di quest’ultima fase clinica”  puntualizza Ascierto.  “La nostra speranza è quella di poter dare una nuova e più efficace opzione terapeutica a quanti più pazienti possibili”.

Sono 70 i farmaci immuno-terapici attualmente allo studio, sia in fase preclinica che in fase clinica, riferiscono gli esperti riuniti a Napoli. Solo in Italia si contano circa 200 studi clinici in corso, di cui 51 con arruolamento attivo, che rappresentano a tutti gli effetti una nuova opportunità terapeutica per i pazienti. “L’immunoterapia rappresenta la rivoluzione più importante negli ultimi 10 anni in campo oncologico” sottolinea Ascierto. “Abbiamo iniziato con il melanoma e ora molti farmaci, come i cosiddetti inibitori dei checkpoint immunitari, vengono utilizzati contro altri tipi di tumore, come quelli del rene, della vescica e del polmone. Con molta probabilità avverrà la stessa cosa per il vaccino a mRna: cominceremo con il melanoma per poi estenderne l’utilizzo contro altre forme di cancro” prospetta l’oncologo.

Si stima che nel mondo ci siano oltre 40 vaccini anti-cancro a mRna allo studio, mentre continuano ad aumentare le nuove indicazioni per farmaci immuno.terapici già in uso. “Come ad esempio il pembrolizumab, un anticorpo monoclonale anti PD-1, mirato cioè a uno dei ‘freni’ del sistema immunitario, prima approvato per il melanoma e a settembre scorso autorizzato come trattamento per il tumore del rene metastatico, per il tumore della mammella triplo negativo metastatico e peri-oeperatorio, per quello dell’endometrio e della cervice uterina avanzati, per il carcinoma dell’esofago e alcuni tumori gastrici e del colon”,

“Esistono anche combinazioni di immunoterapici, come nel caso di nivolumab e ipilimumab approvati e rimborsati dal Servizio sanitario nazionale dal 2022 per il trattamento del tumore del polmone non a piccole cellule metastatico, del tumore del rene avanzato in prima linea di trattamento, nel tumore dell’esofago avanzato a progressione chemioterapica, nel mesotelioma pleurico in prima linea e in alcuni tumori del colon-retto” continua Ascierto nel suo “stato dell’arte” sull’armamentario terapeutico oggi disponibile contro il tumore. “Abbiamo avuto inoltre l’approvazione per l’utilizzo di anticorpi bispecifici come il tebentafusp nei pazienti con diagnosi di melanoma dell’uvea metastatico o non resecabile che presentano un particolare antigene”.

Il settore dell’immuno-oncologia è dunque in continua evoluzione, anche grazie al crescente interesse da parte delle aziende farmaceutiche che ne hanno ‘fiutato’ le potenzialità. Secondo un report redatto dall’Allied Market Research, nel 2020 il valore del mercato globale dell’immunoterapia contro il cancro è stato stimato in 85,6 miliardi di dollari, ma si prevede che raggiungerà i 309,67 miliardi di dollari entro il 2030, riporta la nota.

“A oggi  l’immuno-terapia è una delle migliori e più promettenti armi che abbiamo a disposizione contro il cancro, che ha già salvato milioni di vite” conclude Ascierto. “È necessario dunque continuare a investire nella ricerca: per molti pazienti con melanoma l’immunoterapia ha fatto la differenza tra la vita e la morte. Ma sono convinto che abbiamo appena iniziato a grattare la superficie”.

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