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lunedì 4 Marzo 2024
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Buone nuove nella lotta all’Amr, individuato antibiotico efficace contro super-batterio

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Roma, 8 gennaio – Si chiama zosurabalpine, appartiene alla nuova classe di antibiotici che (nei test su animali) si sono rivelati in grado di contrastare  i super-batteri resistenti agli antimicrobici tradizionali e che sono oggetto di studi e ricerche da parte di un team composto da scienziati dell’Università di Harvard (USA) e dell’azienda farmaceutica elvetica Roche. Qualora i risultati fin qui registrati sugli animali trovassero conferma negli studi clinici sull’uomo, descritti recentemente sulla rivista Nature, zosurabalpine potrebbe essere un’arma decisiva contro Acinetobacter baumannii, resistente anche ai carbapenemi e classificato dall’Oms come uno dei tre superbatteri più critici per la salute a livello mondiale.

Per identificare zosurabalpine, i ricercatori hanno analizzato un database con circa 45mila molecole, utilizzando diversi strumenti, tra cui l’intelligenza artificiale (Ai). Quindi, sono iniziati i test di laboratorio con le cellule infettate dal superbatterio. Sono stati condotti anche esperimenti con roditori contaminati dai batteri, alcuni dei quali avevano polmonite e sepsi. In entrambi i casi la risposta è stata promettente, consentendo l’avvio della prima fase delle sperimentazioni cliniche. Nel corpo, il farmaco distrugge la barriera protettiva del super-batterio, uno strato esterno che contiene una sostanza chiamata lipopolisaccaride (Lps), grazie al quale  A. baumannii è in grado di eludere la maggior parte delle difese del sistema immunitario e dei farmaci convenzionali. Zosurabalpine sembra appunto in grado di impedire il percorso di trasporto dell’Lps dalla membrana interna a quella esterna (periplasma), lasciando così di fatto il batterio privo di protezione. Il farmaco si connette infatti a un complesso proteico della membrana batterica, LptB2Fgc. In queste circostanze, le molecole finiscono per accumularsi nello strato interno, dove diventano dannose e provocano la morte dell’agente patogeno.

Non sembra inopportuno ricordare che l’antimicrobico-resistenza è classificata dall’Oms come un’emergenza sanitaria globale, responsabile ogni anno della morte di circa 5 milioni di persone e richiede uno sforzo gigantesco a livello internazionale per essere contrastata, soprattutto intensificando la ricerca farmacologica per la messa a punto di nuovi farmaci: non è certamente intile osservare che  negli ultimi 50 anni non è stata scoperta nel mondo nessuna nuova classe di farmaci per combattere i batteri gram-negativi resistenti. Zosurabalpine, in questo senso, rappresenta una preziosa speranza che potrebbe anche segnare un punto di svolta. Roche sta infatti conducendo ricerche anche su un altro farmaco incentrato sul trattamento di altre infezioni gram-negative resistenti ai carbapenemi.

 

 

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