Roma, 6 febbraio – Con più di 700 farmacie salite a bordo dell’iniziativa, ha preso il mare a inizio febbraio (dopo la serata di formazione del 31 gennaio dedicata a un focus sul Group A Streptococcus e sulle modalità di esecuzione dei tamponi per la sua rilevazione) il progetto Antimicrobico resistenza: è tempo di agire, sviluppato da Fenagifar, con la partnership scientifica dell’Università di Torino, la collaborazione di Sistema Farmacia Italia (Sfi) e di Federfarma e il patrocinio della Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani. L’obiettivo dichiarato è quello di promuovere l’utilizzo razionale degli antibiotici nella popolazione.
La fase operativa della campagna Fenagifar, partita il 1° febbraio, si protrarrà fino al prossimo 30 aprile e vedrà impegnati farmacie e farmacisti nel raggiungimento di due obiettivi: il primo è quello di indagare, tramite somministrazione di uno specifico questionario, l’uso degli antibiotici e la conoscenza del fenomeno dell’antimicrobico resistenza da parte dei cittadini che entrano nelle farmacie di comunità; il secondo, indagare la prevalenza di infezioni da streptococco del gruppo A (in sigla Gas, causa più comune di faringite batterica nei bambini in età scolare) tramite esecuzione di tamponi nella popolazione che mostra sintomi riconducibili all’infezione, anche al fine di valutare l’utilità dei tamponi come strumento di screening della popolazione.
A inquadrare il “razionale” del progetto è il segretario nazionale di Fenagifar, Paolo Levantino, nella sua qualità di responsabile scientifico del progetto: “La crescente minaccia della resistenza antimicrobica è un fenomeno che non può essere ignorato, e come professionisti del settore farmaceutico è imperativo che ne siamo pienamente consapevoli” esordisce Levantino, secondo il quale i farmacisti, proprio per la loro specificità professionale e la loro vocazione, hanno più di altri “la responsabilità di agire con determinazione per mitigare questa tendenza, riconoscendo che è parte integrante del nostro ruolo. Ogni singolo passo che ciascuno di noi compie conta e può fare la differenza. Siamo tutti chiamati ad agire per contrastare questa sfida cruciale”.
L’aspettativa di Fenagifar è che i risultati ottenuti dal progetto, una volta processati, possano offrire ai decisori pubblici informazioni utili non solo per fronteggiare il preoccupante incremento (registrato dalla stessa Oms) delle infezioni da Gas, soprattutto nella popolazione infantile sotto i 10 anni, ma anche per meglio valutare e definire il ruolo delle farmacie di comunità nella lotta contro la resistenza antimicrobica, che resta una delle 10 principali minacce globali per la salute pubblica e coinvolge anche tutto l’ecosistema, finendo per assumere (è sempre l’Oms a dirlo) i contorni di una vera e propria emergenza.
“Potrebbe essere il primo studio epidemiologico di grande portata a livello europeo” ha affermato al riguardo il presidente di Sfi Salvatore Cassisi. “I giovani farmacisti hanno avuto grande attenzione per una problematica importante, questo è motivo di vanto da parte di tutta la categoria”.
Sulla st
essa lunghezza d’onda il presidente di Fenagifar Vladimiro Grieco (nella foto), che ha voluto ringraziare tutti i partecipanti all’ambizioso progetto lanciato dalla federazione dei giovani farmacisti: “Ci troviamo a condurre lo studio epidemiologico potenzialmente più grande mai realizzato in Europa. L’Italia, purtroppo, detiene un primato negativo nell’ambito della resistenza antimicrobica, ma manteniamo alta la fiducia che insieme riusciremo a invertire questo preoccupante trend”.
Paolo Levantino, segretario Fenagifar e responsabile scientifico del progetto, «la crescente minaccia della resistenza antimicrobica è un fenomeno che non può essere ignorato, e come professionisti del settore farmaceutico è imperativo che ne siamo pienamente consapevoli». Secondo Levantino «abbiamo la responsabilità di agire con determinazione per mitigare questa tendenza, riconoscendo che è parte integrante del nostro ruolo. Ogni singolo passo che ciascuno di noi compie conta e può fare la differenza. Siamo tutti chiamati ad agire per contrastare questa sfida cruciale
Scegliere l’azione, come ha fatto Fenagifar, mettendo in campo un’iniziativa utile a sensibilizzare l’opinione pubblica su un problema che è inevitabilmente di tutti, è sicuramente il modo migliore per aprire prospettive e spazi a quella fiducia, permettendole di produrre risultati concreti, in particolare in un Paese come il nostro, che all’Amr – come accennato da Grieco – paga un tributo pesantissimo: secondo i dati dell’Ecdc, lo European centre for disease prevention and control, in Italia si registrano ben 11mila decessi all’anno a causa dell’antimicrobico resistenza, dato che vale per il nostro Paese un tristissimo primato all’interno della Ue (dove i decessi, in totale, sono 36 mila: un terzo, in pratica, sono nostri).
Ma la sfida, come già detto, è di livello globale ed è titanica: secondo stime effettuate su dati Oms, l’Amr è stata direttamente responsabile di 1,27 milioni di decessi a livello globale nel 2019 e ha contribuito a circa 5 milioni di decessi umani. Ma non basta: la resistenza delle infezioni ai trattamenti con antibiotici mette seriamente a rischio i progressi della medicina moderna, rendendo molto rischiosi procedure e trattamenti medico-chirurgici. Comporta inoltre costi significativi per i sistemi sanitari e per le economie sanitarie nazionali: le cure diventano più costose e intensive, le degenze ospedaliere sono più lunghe, la malattia impatta socialmente sulla produttività del paziente e sulla sua qualità di vita.
Si stima inoltre che la resistenza antimicrobica potrebbe causare fino a 10 milioni di morti ogni anno entro il 2050, con un tasso di mortalità globale che è equiparato a quello correlato al cancro nel 2020.
Numeri davanti ai quali l’unica cosa da fare è appunto solo una, ovvero fare. E questa è stata la scelta di Fenagifar, che per portare avanti il suo progetto si avvarrà anche del supporto di FederFarma.CO, che si farà carico dell’organizzazione logistica per il recapito alle oltre 700 farmacie coinvolte nel progetto dei kit contenenti 25 tamponi per la rilevazione del Gas e delle brochure informative da consegnare ai cittadini.


