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lunedì 4 Marzo 2024
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VI Rapporto sulla farmacia italiana, presidio di servizi premiato dalla fiducia dei cittadini

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Roma, 9 febbraio – Quello degli italiani con la farmacia è un rapporto fiduciario: nel 2023 oltre la metà dei cittadini ha scelto sempre lo stesso presidio, soprattutto se pazienti con patologia cronica. La conferma arriva dal VI Rapporto sulla Farmacia italiana realizzato da Cittadinanzattiva in collaborazione con Federfarma e con il supporto non condizionato di Teva, presentato ieri a Roma, alla presenza tra gli altri del ministro della Salute Orazio Schillaci.

Il rapporto, un’ampia ricognizione sullo “stato dell’arte” della farmacia italiana, testimonia il processo evolutivo verso il modello della “farmacia dei servizi” ma anche, nel breve termine, la capacità delle farmacie di porsi a disposizione delle comunità locali come supporto del sistema sanitario.

In questo quadro emerge la necessità di un potenziamento ulteriore della “farmacia dei servizi”, a partire dalla valorizzazione del rapporto di fiducia tra cittadini e farmacie, e del rafforzamento del ruolo di queste ultime sia in termini di personalizzazione delle cure (con la medicina di genere) sia nella prevenzione e tutela della salute di comunità (con gli screening). Dai dati emerge anche la crescita della diffusione dei farmaci equivalenti, ambito dove occorre però continuare a lavorare per un’ulteriore valorizzazione del farmaco equivalente, promuovendo una cultura che ne evidenzi la sua cruciale caratteristica di strumento sociale di accesso alle cure, eliminando al contempo ogni remora e riserva sulla validità di un prodotto che è a tutti gli effetti “equivalente“, in termini di sicurezza ed efficacia, al farmaco originator.

Nel dettaglio, l’analisi indica che il 50,1% dei cittadini sceglie sempre la stessa farmacia, sulla base del già ricordato rapporto di fiducia. Il livello di fidelizzazione è ancora più solido (53,3% contro il 46,2%) tra le persone affette da patologia cronica. Queste ultime, in particolare, solo nel 13,1% dei casi si affidano ad una qualsiasi farmacia.

Relativamente all’utilizzo di farmaci, più di uno su tre dei cittadini intervistati (36,5%) dichiara di preferire “abitualmente” i farmaci equivalenti. In particolare a sceglierli sono i pazienti con patologia cronica (43,4% rispetto al 31,4%). L’84% delle persone interpellate ha dichiarato che negli ultimi 12 mesi ha utilizzato farmaci equivalenti, percentuale che sale al 91,3% nei pazienti con patologie croniche; tra le persone senza patologia cronica, che pur fanno uso di farmaci, tale percentuale si ferma al 74,6%.
Alla raccolta dei dati necessari per la realizzazione del rapporto, svoltasi da luglio a
settembre 2023, hanno partecipato 1500 farmacie e 4000 cittadini (il 42,6% di essi è affetto da almeno una patologia cronica). Tra la popolazione coinvolta prevalgono di gran lunga le donne (72,5%), mentre le fasce di età maggiormente rappresentate sono quella degli adulti dai 31 ai 50 anni e quella appena successiva (51/63 anni).

Poco più di un terzo dei farmacisti interpellati (34,7%) ha indicato che la propria farmacia si trova in una zona rurale (farmacia rurale). Di queste, l’80% si colloca in un comune con meno di 3000 abitanti.

Insieme a quelli del VI Rapporto Cittadinanzattiva-Federfarma sulla farmacia italiana sono stati presentati anche i risultati della campagna Cuore di donna in farmacia, che ha coinvolto, attraverso un questionario di valutazione del rischio cardiovascolare e un Ecg con i servizi di telemedicina, oltre 1500 donne dai 40 anni in su in tre Regioni italiane.

Nel suo intervento, il ministro della Salute Schillaci ha voluto sottolineare ancora una volta come le farmacie, grazie alla distribuzione capillare sul territorio e alla competenza e qualità dei professionisti che vi operano, concorrono ad avvicinare la sanità ai cittadini, consentendo insieme ai mmg di alleggerire il carico sulle strutture ospedaliere e territoriali e contribuendo ad abbattere le liste d’attesa. “Sono un punto di riferimento insostituibile, grazie al rapporto di fiducia con la popolazione, che si è progressivamente rafforzato, soprattutto negli ultimi anni durante la pandemia” ha detto il titolare del dicastero “e garantiscono un contributo attivo in tanti ambiti, dall’antibiotico-resistenza alle campagne di vaccinazione, dalla promozione della prevenzione e degli screening all’aiuto ad  anziani e malati cronici nella gestione delle loro patologie e vigilando sulla corretta assunzione delle terapie”.

Dell’intervento del ministro riferiamo più diffusamente in altra parte del giornale.

“Riteniamo incoraggianti e molto significativi gli esiti di Cuore di donna in farmacia, una iniziativa pilota di promozione della salute nell’ambito della medicina di genere e della consapevolezza dei fattori di rischio, sulla quale insieme a Federfarma abbiamo voluto impegnarci”  dichiara Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva (nella foto). “Si tratta di una doppia sfida: da un lato, sul fronte della prevenzione delle malattie cardiovascolari, specialmente tra le donne che fino a qualche decennio fa si considerava fossero meno a rischio degli uomini, mentre oggi gli studi ci dicono che, soprattutto dopo la menopausa, aumenta l’incidenza di eventi cardiovascolari anche gravi purtroppo; dall’altro sulla necessità di estendere, attraverso anche la rete delle farmacie, gli screening all’intera popolazione, per intercettare coloro che non sono pienamente consapevoli deifattori di rischio connessi alle varie patologie”.

“Come di consueto il Rapporto restituisce una fotografia puntuale dell’evoluzione della farmacia italiana fornendo spunti utili a costruire una farmacia di comunità sempre più rispondente alle esigenze di salute della popolazione” afferma il presidente di Federfarma Marco Cossolo (nella foto). “Quest’anno, tra i servizi più apprezzati emerge la telemedicina, utile per superare le diseguaglianze di accesso ai servizi sul territorio e alleggerire il carico delle strutture pubbliche. La telemedicina è fondamentale anche ai fini della prevenzione, soprattutto in ambito cardiovascolare, e implementa le attività di prevenzione e screening già svolte in farmacia. Sul fronte dell’antimicrobico-resistenza la farmacia interviene non solo con la somministrazione di tamponi, ma anche con la formazione e l’informazione nei confronti dei cittadini.”

Qui di seguito, una sintesi delle principale risultanze emerse dai rapporti presentati ieri.

Prevenzione e medicina di genere

Il 44% delle farmacie si è impegnato sul tema della medicina di genere: la metà dei cittadini
coinvolti dalle farmacie in campagne di prevenzione e screening lo conferma, ma permane un 22,7% di persone che non ha piena consapevolezza dell’argomento. Per il 90,6% dei cittadini la farmacia è il contesto idoneo a realizzare questo tipo di iniziative.

Ben il 71,8% delle farmacie ha dichiarato di aver svolto negli ultimi 12 mesi campagne di screening per individuare soggetti a rischio: nello specifico, per patologie oncologiche (nel 78,9% delle farmacie), patologie croniche e cardiovascolari (nel 35% delle farmacie). Le altre attività svolte in questa direzione sono principalmente la consegna di materiale informativo (71,9%), l’esecuzione di test/esami diagnostici attraverso la telemedicina (60,7%), la misurazione di parametri vitali (50,0%) e la compilazione di questionari (47,5%).

Servizi in farmacia: prenotazioni, vaccini, telemedicina

I servizi maggiormente offerti in farmacia sono: monitoraggio dei parametri (misurazione dellpressione: 97,7%; misurazione del peso: 83,2%); prenotazione di farmaci e altri prodotti da ritirare (88,5%); test/analisi di prima istanza quali l’esame della glicemia (81,6%), del colesterolo (78,4%), dei trigliceridi (73%); CupUP (77,4%); telemedicina (65,5%).

Per quanto riguarda i cittadini, i servizi a maggiore fruizione sono la prenotazione di farmaci e altri prodotti da ritirare in farmacia (86,5%), il tampone Covid-19 (76,8%), il monitoraggio dei parametri (46,3%), il Cup (38,7%) e le preparazioni galeniche 34%).

Farmaci equivalenti

Più di uno su tre dei cittadini intervistati (36,5%) dichiara di preferire “abitualmente” i farmaci
equivalenti. Nello specifico, la preferenza per l’equivalente è nettamente superiore tra i pazienti con patologia cronica (43,4% rispetto al 31,4%). Tra le motivazioni addotte troviamo al primo posto la possibilità di risparmiare (52,1% dei rispondenti), seguita dalla fiducia della proposta fatta dal farmacista (44%) e dalla prescrizione ricevuta dal medico (20,1%).

Anche a detta dei farmacisti il risparmio rappresenta la leva principale che spinge le persone a scegliere il farmaco equivalente (la pensa così l’82,4% dei farmacisti intervistati), segue il senso di fiducia che le persone ripongono nel farmacista (78,6%) e il fatto che l’indicazione dell’equivalente sia indicata nella prescrizione medica (49,7%).

Antimicrobico-resistenza e aderenza alle terapie

In tema di antimicrobico-resistenza, i farmacisti intervistati dimostrano un livello di
consapevolezza abbastanza (63,8%) o molto buono (15,3%); c’è comunque spazio anche per ulteriori sforzi formativi, specialmente tra coloro che si sentono poco (20,1%) o per nulla (0,7%) informati sul tema. Proprio la partecipazione dei farmacisti ad eventi formativi è un aspetto da incentivare, visto che il 66,1% dei rispondenti ha dichiarato di non averne preso parte negli ultimi tre anni.

Ad oggi solo il 15,7% delle farmacie viene coinvolto in specifiche iniziative o programmi di collaborazione con le autorità sanitarie (nazionali, regionali e/o locali) per la raccolta di dati o la realizzazione di studi sull’uso degli antibiotici e più in generale sull’antimicrobico-resistenza.

Per quanto riguarda i cittadini, più della metà (53,8%) dichiara di essere ben informato
sull’argomento, il 13% ammette invece di non sapere cosa sia; a questo dato si abbina un
ulteriore 33,1% che riferisce di averne sentito parlare ma di non conoscerne i dettagli, tanto meno le implicazioni. E questa relativa familiarità del tema non sembra differire tra pazienti con patologia cronica e cittadini senza patologia cronica.

Ruolo sociale e sostenibilità della farmacia

Farmacisti italiani consapevoli del loro ruolo sociale, con i servizi di consulenza e informazione
su stile di vita sano (nel 53,9% delle farmacie), la partecipazione a iniziative comunitarie per la promozione di salute e benessere (36,9%), la partecipazione a iniziative promosse da
associazioni civiche e di pazienti (21,6%). Su aspetti ambientali e sostenibilità, le principali
tipologie di pratiche o iniziative messe in atto dalle farmacie sono: riduzione consumi energetici (76,7%); iniziative di riciclo o riduzione dei rifiuti (65,5%); riduzione dell’uso della carta (64,0%); utilizzo di confezioni riciclabili o biodegradabili (44,9%).

Campagna Cuore di donna in farmacia

L’iniziativa pilota di promozione della salute nell’ambito della medicina di genere si è svolta dal
16 ottobre al 10 novembre 2023 in 111 farmacie di tre Regioni, Lombardia, Marche e Sicilia, 1510 le donne che hanno svolto lo screening completo, rispondendo al questionario indicizzato volto a valutare il loro grado di rischio cardiovascolare e sottoponendosi, tramite servizi di telemedicina, a un elettrocardiogramma (Ecg) gratuito.

Sulla base di 22 parametri presi in considerazione, tra patologie pregresse e stili di vita, per 1 donna su 5, il rischio cardiovascolare è risultato alto (17,3%) o molto alto (3,6%). Tra le donne che hanno dichiarato di essere in terapia anti-ipertensiva (30,5%) si sono riscontrati valori alti della pressione in ben il 38,6% dei casi e valori medio-alti nel 18,7% dei casi; di fatto, in oltre la metà delle donne già in terapia, i valori della pressione si discostano da parametri normali.

 

Cittadinanzattiva-Federfarma – VI Rapporto sulla Farmacia italiana

Abstract del VI Rapporto sulla farmacia italiana

Report campagna Cuore di donna in farmacia

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