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venerdì 19 Luglio 2024
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Mnlf: “L’assistente farmacista? Nefandezza assoluta, pronti a scendere in piazza”

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Roma, 13 maggio – La proposta di Luca Pieri, presidente di Assofarm (la sigla della farmacie di proprietà pubblica) di contrastare il problema della carenza di farmacisti istituendo, tra le altre possibili misure, la figura dell’assistente del farmacista, provvisto di laurea triennale, per provvedere alle funzioni logistiche, amministrative e distributive, non poteva davvero passare sotto silenzio.

I più reattivi rispetto a una soluzione che da qualche tempo ogni tanto qualcuno lancia come  ballon d’essai, forse “per vedere da lontano l’effetto che fa”, sono stati i farmacisti del Mnlf, il Movimento nazionale liberi farmacisti, con una nota che – come hanno voluto anticipare al nostro giornale – sarà diffusa nella mattinata di oggi alla stampa di settore.

La proposta di Pieri viene bocciata su tutta la linea dal Mnlf e dalla consociata Culpi, la Confederazione delle libere parafarmacie, che informano di essersi già pronte a scendere in piazza insieme ad altre associazioni contro quella che non esitano a definire “una nefandezza assoluta“.
Quella suggerita da Pieri, secondo il Mnlf, è la solita soluzione all’italiana che si pensa furba e furba invece non è, ma semmai portatrice di altri e ancora più drammatici problemi: “Altrove, già da anni, per assicurare alla farmacia il necessario, fisiologico ricambio di professionisti sono state scelte altre strade” spiega Vincenzo Devito (nella foto), presidente del Mnlf. “In Germania, ad esempio, sin dal 1953 vige il libero esercizio della professione, ovviamente temperato da una serie di paletti per tutelare la collettività da possibili derive speculative, primo tra i quali il possesso di una serie di importanti requisiti e condizioni indispensabili per aprire un esercizio. Da noi nei quartieri alti della professione anche solo accennare a una simile prospettiva è considerato un delitto, a dimostrazione che all’interno della farmacia italiana vige ancora un inscalfibile gattopardismo: se si cambia tutto, è solo per poter fare in modo che nulla cambi. Così” continua il presidente del Mnlf “invece di dare una retribuzione in linea con le responsabilità e i carichi di lavoro a cui il farmacista dipendente è sottoposto, invece di dare un’opportunità reale di carriera, si prova ad imboccare con nonchalance la strada di cristallizzare le stesse dinamiche contrattuali che hanno prodotto l’insostenibile malessere che sta allontanando dalla professione farmaceutica numeri crescenti di colleghi e che è una delle ragioni delle sempre minore forza attrattiva della facoltà di Farmacia”.

La proposta di introdurre un assistente di farmacia, dunque, non sarebbe una soluzione, a giudizio del Mnlf? “Assolutamente no, è solo un tentativo di reformatio in peius della situazione attuale” risponde Devito. “Istituire una tale figura significherebbe, in buona sostanza, legalizzare le cattive prassi purtroppo in uso in molte farmacie, dove c’è già da anni chi fa ‘l’assistente farmacista’ – e se è per questo pure il farmacista – pur senza avere alcun titolo a farlo e distribuisce al banco farmaci di tutti i tipi, anche interloquendo con i pazienti. Come si fa a credere che istituzionalizzare queste rincorse verso il basso possa restituire forza d’attrazione alla professione farmaceutica e convincere i giovani a imboccare con entusiasmo la carriera di farmacista, quando è del tutto evidente che ne abbasserebbe ulteriormente il profilo, lasciando per sovrammercato immutate le dinamiche contrattuali e le prospettive di carriera, che resterebbero del tutto inesistenti, proprio come oggi?”
Pollice verso sull’assistente di farmacia con laurea triennale, dunque… “Certamente sì” risponde senza esitare il presidente Mnlf. “Sarebbe un nuovo inemendabile errore che si aggiungerebbe alla lunga lista di quelli già commessi in passato, come ad esempio la proposta sostenuta con forza dai presidenti della Fofi  e di Federfarma di istituire il numero chiuso nazionale nelle facoltà di Farmacia. Una posizione alla quale gli stessi suoi proponenti e vessilliferi oggi si guardano bene anche solo dal fare cenno, forse pensando che stendere una pesante cortina di silenzio sia sufficiente a far dimenticare le proprie responsabilità. Basta però andare a dare un’occhiata ai giornali del tempo per vedere chi erano coloro che sostenevano la necessità di inserire barrages alle iscrizioni a Farmacia, e coloro che invece – come noi di Mnlf – sostenevano che si trattava di un’ipotesi folle e autolesionista che la professione tutta avrebbe finito presto per pagare. Al riguardo, è anche opportuno aggiungere che, per quanti sforzi di memoria io faccia, non mi sembra che la voce di Assofarm si sia aggiunta a quella di chi, come Mnlf, si opponeva alla fregola dei massimi dirigenti di categoria di dare una stretta alle iscrizioni a Farmacia…”
Vuole dire, con questo, che anche Assofarm è corresponsabile della situazione di bassa disponibilità di farmacisti laureati che si registra oggi? “Non tiro conclusioni né faccio valutazioni che ogni collega farmacista ha tutti gli strumenti per fare da sé” risponde Devito. “Dico solo che, prima di lanciare proposte suicide per l’intera categoria come quella di introdurre la figura dell’assistente di farmacia, Assofarm farebbe cosa certamente più utile e meritoria provvedendo ad assicurare migliori condizioni contrattuali ai propri dipendenti,  magari anche ricordandosi dei privilegi di cui gode. Ma non posso fare a meno di aggiungere che la sigla delle farmacie pubbliche ha di fatto ufficializzato una posizione che marca una netta linea di confine” aggiunge il massimo dirigente di Mnlf. “O si sta da una parte, quella di chi, in nome di un presunto pragmatismo dettato dalle necessità contingenti, avanza proposte al ribasso che finirebbero nel medio periodo per svuotare ulteriormente di dignità e contenuti la professione farmaceutica, o si sta dall’altra, quella di chi invece pensa, come il Movimento nazionale liberi farmacisti,  che non sono le misure gattopardesche quelle che salveranno e rilanceranno la professione, ma – per iniziare –  interventi radicali sul Ccnl capaci di dare finalmente ai farmacisti dipendenti i riconoscimenti che meritano, e non solo sul piano economico, ma anche attraverso una riconsiderazione della loro dignità di persone e di professionisti e la giusta e necessaria attenzione all’equilibrio vita-lavoro. Quella del farmacista è una professione necessaria prima e più ancora che importante e merita un trattamento in linea con i meriti che i farmacisti si guadagnano ogni giorno sul campo, riconoscimento che ancora non è arrivato, e men che mai arriverà tirando fuori dal cappello a cilindro il coniglietto nero del farmacista di serie B. Per questo” conclude Devito “in previsione degli ormai non lontani rinnovi dei quadri direttivi degli Ordini professionali provinciali, come Mnlf chiediamo ai candidati alle cariche apicali di tutta Italia una pubblica abiura della proposta di istituire la figura dell’assistente farmacista. Avvertendo che il silenzio al riguardo sarà inevitabilmente considerato come un’espressione di assenso”.

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