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lunedì 15 Luglio 2024
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Europa, cala la fiducia nei sistemi sanitari, apprezzati i consigli di medici e farmacisti

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Roma, 25 giugno – L’apprezzamento espresso dai cittadini europei per i loro sistemi sanitari  è arrivato ai minimi storici: solo 56 su cento, ovvero poco più della metà, si dicono soddisfatti. Segnali di insoddisfazione, rispetto al 2023, sono espressi anche per le condizioni di vita più in generale: per quanto il 67% degli europei si dica felice, il 52%, e in particolare le generazioni più giovani, lotta contro la solitudine. Il sentimento prevalente è che i sistemi abbiano bisogno di un rinnovamento.

Queste, in sintesi,  le principali risultanze dello Stada Health Report, indagine condotta tra marzo e febbraio 2024 su 46.000 intervistati in 23 Paesi europei, ormai  giunta alla sua decima edizione. La rilevazione conferma come i sistemi sanitari non rispondano più adeguatamente alle esigenze di molti cittadini europei, spingendoli a farsi carico personalmente della loro salute. La valutazione dei sistemi sanitari risulta infatti in discesa per il quarto anno consecutivo e se da una parte migliora la fiducia nell’assistenza sanitaria convenzionale migliora, dall’altra peggiora l’autovalutazione della salute mentale degli europei.

Più in dettaglio, il report (che prova ad andare oltre l’identificazione di tendenze, pensieri e preoccupazioni degli europei in materia di salute, per offrire anche soluzioni attuabili per le aree problematiche) rileva che l’accesso alle visite mediche, lo standard dei servizi sanitari, la carenza di personale e una generale sfiducia nei confronti dei responsabili politici del settore sanitario sono le principali cause di insoddisfazione nei confronti dei sistemi sanitari.

Scesa come già anticipato al 56%, la soddisfazione è diminuita di 18 punti percentuali dal 2020. I cittadini ungheresi, che partecipano per la prima volta, sono i più insoddisfatti del loro sistema sanitario: ben il 72% lo ritiene insufficiente, seguito da Kazakistan (67) e Serbia (65). Rispetto al 2023, il Regno Unito (-11 punti percentuali), il Kazakistan (-10 punti percentuali) e la Germania (-8 punti percentuali) hanno registrato i cali più significativi.

Oltre alle lamentele, gli europei hanno anche espresso alcune idee di ampio respiro per migliorare la soddisfazione: quasi un europeo su due (48%) ritiene che farebbe la differenza se i responsabili delle politiche sanitarie avessero un background correlato alla salute e una percentuale simile (47%) chiede un aumento dei salari per coloro che lavorano nelle professioni mediche, per motivare un maggior numero di persone a intraprendere una carriera nel settore sanitario, alleviando così parte della pressione attualmente avvertita nel sistema.

Sebbene il malcontento per l’assistenza sanitaria sia tangibile, la fiducia nella medicina convenzionale è aumentata in modo significativo. Quasi sette europei su 10 (69%) affermano di fidarsi ampiamente o completamente della medicina convenzionale, con un aumento di 7 punti percentuali rispetto al 2022. La Finlandia (84%) e la Spagna (82%) sono i suoi sostenitori più fedeli e i cittadini europei maschi (73%) sono più propensi a fidarsi della medicina convenzionale rispetto alle donne (che si fermano al 65%).

Il principale fattore di fiducia in questo tipo di medicina sono i consigli molto apprezzati degli operatori sanitari del territorio, come medici e farmacisti, preziosi per il 48% degli europei. I consigli degli esperti sono particolarmente apprezzati in Belgio e Irlanda (entrambi 56%), Germania e Paesi Bassi (entrambi 55%), Danimarca e Regno Unito (entrambi 53%).

Conseguenza diretta del calo di soddisfazione dei sistemi di salute è l’orientamento di un numero crescente di cittadini a provvedere autonomamente a prendersi cura di sé: l’89% fa almeno una cosa per migliorare il proprio benessere generale. In Finlandia (66%), Spagna (62%) e Italia (60%), le persone sono più attive fisicamente rispetto alla media (50%). Inoltre, un terzo si sottopone a controlli sanitari preventivi (33%) o assume integratori alimentari (32%). È interessante notare che il 31% degli europei considera anche il tempo trascorso con i propri cari un investimento per il proprio benessere generale.

Sebbene la maggioranza degli Europei affermi di essere “abbastanza” o “molto felice” (67%), c’è comunque motivo di preoccupazione: mentre l’autovalutazione sulla salute mentale è peggiorata solo leggermente, passando dal 67% nel 2023 al 65% degli intervistati che valuta la sua salute mentale come “buona” o “molto buona”, uno sguardo più attento rileva un fenomeno che non dovrebbe essere sottovalutato. L’epidemia di solitudine ha colpito il continente, con il 52% degli europei che prova sentimenti di solitudine. E nonostante siano i più connessi rispetto a qualsiasi altro gruppo, il 63% rappresenta solo una parte del problema: in primo luogo, le giovani generazioni citano il lavoro (27%) come principale fattore di solitudine e, di conseguenza, chiedono un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata per porre rimedio alla situazione.

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