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lunedì 15 Luglio 2024
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Fondazione Leopardi, farmaci online e servizi i temi forti del primo convegno a Roma

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Roma, 28 giugno – Non poteva essere che il Nobile Collegio Chimico Farmaceutico, l’antica Universitas Aromatariorum da sei secoli protagonista e a un tempo scenario della storia dei farmacisti romani, a ospitare la prima iniziativa della Fondazione Giacomo Leopardi, il soggetto di diritto privato che l’Ordine dei farmacisti di Roma ha voluto costituire nella scorsa primavera.  Chiaro e dichiarato l’intento: disporre di uno strumento che, grazie alla possibilità di superare le rigidità burocratiche che spesso impastoiano le possibilità di azione di pubbliche amministrazioni come l’Ordine professionale, consenta di assumere in modo più agile e tempestivo tutte le iniziative utili allo sviluppo e alla tutela della professione farmaceutica e della comunità degli iscritti all’Albo, garantendo una maggiore e più efficace operatività.

Mercoledì scorso, 26 giugno,  la Fondazione intitolata all’indimenticato presidente dell’Ordine romano e della Fofi ha inevitabilmente celebrato il suo esordio nella sede plurisecolare del Nobile Collegio, con un convegno dedicato a una tematica di stringente attualità, Farmaci online e Farmacia dei Servizi, con un parterre di relatori all’altezza dell’evento.
Dopo il saluto del padrone di casa, il presidente del Nobile Collegio Giuseppe Perroni, i lavori sono stati aperti da Chiara Piccione e da Guido Torelli, del Consiglio direttivo della
Fondazione. La prima ha sottolineato l’importanza delle tre borse di studio (del valore di 1500 euro l’una) che la Fondazione ha voluto subito istituire per assegnarle a studenti immatricolati al corso di Laurea in Farmacia e/o Ctf: un’iniziativa che – al di là del suo valore intrinseco – vuole essere un piccolo ma concreto stimolo a intraprendere il cursus studiorum nella Facoltà di Farmacia e il conseguente percorso professionale, che oggi sembrano avere perduto qualche punto in termini di forza attrattiva e meritano invece di essere riconsiderati.
Torelli si è invece concentrato sulla Fondazione, che ha l’ambizione di essere una risorsa della professione e lo sarà quanto più sarà “partecipata” dai farmacisti iscritti all’Albo. Proprio per favorire l’adesione dei colleghi al nuovo “braccio operativo” dell’Ordine, Torelli ha illustrato nel dettaglio le modalità per iscriversi alla Fondazione Leopardi e partecipare alle sue attività.

A farsi carico del compito di entrare nel vivo della tematica dei lavori è stato il presidente Emilio Croce affrontando il tema (da sempre controverso e problematico) della vendita online dei farmaci, vietata dalle leggi italiane per i medicinali con obbligo di prescrizione e permessa invece per i farmaci da banco, “anche se manca ancora una normativa a livello europeo”.
“Nel momento in cui in Italia fosse consentito di acquistare farmaci online, l’intero sistema sarebbe travolto e il modello della farmacia dei servizi avrebbe poco senso” ha detto Croce, per poi evidenziare  le difficoltà che la farmacia dei servizi continua a incontrare, nonostante siano ormai passati anni dalla legge che la istituì, la n. 153/2009. “Se
per trasferire i medicinali dal canale degli acquisti degli ospedali e delle Asl alla rete
delle farmacie occorre penare, è veramente difficile ipotizzare la ristrutturazione
dell’assistenza farmaceutica basata sul criterio della prossimità che valorizzi la
farmacia quale centro polifunzionale di servizi” ha osservato il presidente dell’Ordine, per poi affidare la gestione dei lavori a Franco Falorni, docente di Economia aziendale all’Università di Pisa e sapiente moderatore del convegno.
Il primo degli interventi (particolarmente atteso) è stato quello di Ornella Barra (nella foto), chief operating officer international di WalgreensBoots Alliance, colosso mondiale della distribuzione farmaceutica (e non solo), che non più tardi di un mese fa, ospite a Trento del Festival dell’Economia, aveva espresso – insieme all’executive chairman di Wba Stefano Pessina – valutazioni importanti e decisamente controcorrente sul tema dei farmaci online, evidenziando tutti i limiti di questo tipo di vendita.

Opinioni ovviamente ribadite l’altro ieri: “Nonostante l’e-commerce sia ormai parte della quotidianità di tutti, i giganti del settore hanno abbandonato le iniziative nel campo della farmacia e della sanità” ha detto Barra, riferendosi in primis alla sua stessa azienda, la prima a capire che vendere i medicinali  online costa in realtà molto e non rende abbastanza, oltre a privare il paziente, soprattutto se anziano e cronico (la tipologia più importante in termini di consumi, di ciò di cui forse ha più bisogno, il contatto umano con il farmacista. Che – ha ricordato Barra – è un elemento che non può essere in alcun modo sottovalutato, sia per il valore psicologico che per l’apporto professionale offerto ai pazienti.
Erino Rendina, preside della Facoltà di Medicina dell’Università Sapienza, ha ricordato che il tema del convengo rimanda necessariamente anche alla dimensione della formazione professionale dei professionisti della sanità, alle prese con le profonde trasformazioni prodotte non solo dallo sviluppo della ricerca e della scienza, ma anche dalle dinamiche economiche, sociali, culturali e legislative che impattano, cambiandoli, sugli scenari dell’assistenza. L’impegno quotidiano dell’università, ha detto Rendina, è appunto quello di
migliorare l’offerta formativa per preparare il farmacista a svolgere al meglio la professione, senza però mai perdere di vista quella che è la stella polare della professione, “ovvero  garantire a tutti la tutela della salute”.
Comitato d'Onore del Premio 100 Eccellenze Italiane – IX° Edizione – RDEditoreAchille Iachino, capo della Direzione generale dei Dispositivi medici e del Servizio farmaceutico del ministero della Salute (nella foto), ha evidenziato da parte sua che l’importanza delle tematiche al centro del convegno, e in particolare l’e-commerce di prodotti medicinali, ha spinto il ministero della Salute, nello scorso mese di settembre, a istituire un tavolo tecnico sulla vendita online dei farmaci, guidato dal sottosegretario Marcello Gemmato,  al quale – oltre ad Aifa, Nas e Conferenza delle Regioni – partecipano le principali associazioni della filiera del farmaco. L’obiettivo è quello di raccogliere analisi, visioni, proposte e istanze di tutti gli attori del settore per arrivare a definire, attraverso il confronto e la condivisione, un’adeguata disciplina del mercato online dei farmaci.
Luigi Petrone, presidente Assoram e vicepresidente di Farmindustria, ha ricordato come la sua associazione abbia da tempo avviato al suo interno (dove sono presenti aziende dell’e-
commerce e dell’home delivery) un intenso dibattito sulle zone grigie della normativa Ue che rischiano di penalizzare gli operatori nazionali. Ma – essendo ancora tanta la confusione sotto il cielo – serve in primo luogo un dialogo tra gli Stati e i sistemi sovranazionali, anche alla luce dei frequenti interventi richiesti dai giudici nazionali alla Corte di giustizia europea per interpretare correttamente l’attuale e poco chiaro quadro di riferimento normativo.
Per Farmindustria, l’obiettivo irrinunciabile è “la necessità non rinviabile di regole chiare e uniformi a livello comunitario che salvaguardino gli aspetti prioritari di sicurezza dei prodotti farmaceutici e dei pazienti e che non penalizzino al contempo i principi che regolano i servizi della società dell’informazione condivisi a livello europeo”. Ed è per centrare questo traguardo, ha concluso Petrone, che la sigla delle aziende del farmaco è da tempo impegnata Ecm, l'edizione 2023 di Farmacuore in calendario a Roma il 26 e 27 ottobre - RIFdaya ogni livello.
Spostandosi sull’altro polo tematico del convegno, Giuseppe Germanò, professore di Cardiologia all’Università Sapienza (nella foto), ha acceso un riflettore sulle potenzialità della farmacia dei servizi e della telemedicina, evidenziando come le farmacie possano diventare punti di riferimento per la diagnostica e il monitoraggio delle condizioni cardiologiche grazie a strumenti avanzati e servizi di telemedicina.
Giovambattista Desideri, ordinario di Geriatria alla Sapienza, ha invece esplorato il ruolo delle farmacie nello Screening del declino cognitivo, sottolineando l’importanza della prevenzione e della sensibilizzazione sui primi segnali di disfunzione cognitiva e il ruolo della farmacia dei servizi in questo contesto. “La farmacia dei servizi” ha detto Desideri “rappresenta una splendida opportunità per lo sviluppo di una campagna di sensibilizzazione e di prevenzione del declino cognitivo basata sulla diffusione di materiale divulgativo e sulla distribuzione di test autosomministrabili”.
Un contributo ai lavori è arrivato anche da Roberto Tobia, segretario nazionale di Federfarma, che ha voluto sottolineare l’importanza e la solidità della farmacia italiana, perfettamente pronta per adempiere ai compiti per i quali è stata chiamata a mettersi al servizio del cittadino.
Quasi obbligata la conclusione di Croce al termine dei lavori: oltre ai ringraziamenti a tutti i relatori e a tutti i colleghi che hanno risposto all’invito della Fondazione Leopardi, il presidente ha sottolineato che quello appena conclusosi  è solo il primo atto di un impegno per promuovere la salute pubblica e valorizzare il ruolo dei farmacisti che si tradurrà in un flusso continuo di iniziative. La Fondazione, insomma, ha appena cominciato il suo percorso, e ha tutte le intenzioni di camminare a lungo e andare lontano, con il supporto della comunità professionale degli iscritti all’Ordine di Roma.

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