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lunedì 15 Luglio 2024
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Dispositivi per auto-monitoraggio glicemico, la Regione Lazio estende l’accesso gratuito

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Roma, 4 luglio – La Regione Lazio, prima Regione italiana a garantire gratuitamente a domicilio il dispositivo tecnologico per l’auto-monitoraggio glicemico (Smbt) ha deciso di andare oltre ed estendere i criteri di rimborso dei nuovi dispositivi per tutte le persone con diabete di tipo 2 trattate con insulina (qualsiasi dosaggio o numero di iniezioni) e di iniziare a estendere l’uso dei sensori (2 per anno) ai pazienti ad alto rischio cardio-vascolare.

La decisione, argomento-clou della conferenza stampa tenutasi il 1 luglio nella sede di Sid, alla presenza dei rappresentanti di Sid, Amd, Regione Lazio e Federdiabete Lazio, è anche il frutto dell’alleanza tra queste società e la Regione, che hanno lavorato insieme a un documento per il raggiungimento dell’obiettivo.

L’allargamento della misura di fornitura gratuita dei dispositivi ai pazienti diabetici prima ricordati è stato adottato con determinazione del capo della Direzione Salute e Integrazione sociosanitaria della Regione Lazio, Andrea Urbani, su proposta della dirigente dell’Area Farmaci e Dispositivi Marzia Mensurati (nella foto) e vuole essere una risposta ai bisogni di salute specifici delle persone con diabete, mettendo a loro disposizione strumenti innovativi ed efficaci. Il provvedimento certifica la rilevanza di garantire la distribuzione capillare dei presidi in tutta la Regione e sostituisce una precedente determinazione sulla materia, la n. G01660 del 2013.

L’utilizzo di un sensore che monitora i livelli glicemici ha mostrato benefici su più fronti: dal compenso glicemico alla prevenzione delle complicanze, sino ad un miglioramento della qualità della vita grazie alla maggiore libertà, accuratezza e maneggevolezza dei dispositivi. “Si tratta di un obiettivo importante raggiunto grazie alla collaborazione e la sinergia tra le società scientifiche, i pazienti e la Regione Lazio” sottolinea Nicola Napoli, presidente di Sid Lazio.  “I benefici per i pazienti sono concreti: dal minor rischio di ipoglicemie, in particolare per coloro che presentano un più alto rischio vascolare, alla qualità della vita generale”.

Il documento – è stato ribadito nel corso della conferenza stampa – stabilisce i tetti massimi dei dispositivi per il monitoraggio in continuo della glicemia. Il gruppo di lavoro ha stabilito il target di pazienti che possono trarre il massimo beneficio in un’ottica di equilibrio rispetto ai costi.

“Grazie al lavoro sinergico svolto insieme alle associazioni pazienti e alla Regione Lazio, abbiamo oggi a disposizione strumenti di supporto alla terapia per il diabete che consentono di adottare un approccio innovativo per la gestione della patologia” spiega Vincenzo Fiore, presidente Amd Lazio. “Come società scientifiche, il nostro obiettivo è promuovere l’accesso equo a questi nuovi strumenti per una sempre migliore gestione quotidiana della malattia. È importante sfruttare questa opportunità, trasformando il primato normativo raggiunto dalla Regione Lazio in un vantaggio clinico e in un nuovo approccio gestionale a beneficio della salute delle persone con diabete”.

“La nuova determina regionale che estende l’utilizzo dei sensori per la glicemia a tutte le persone con diabete di tipo 2 a prescindere dal numero di somministrazioni di insulina ed anche a coloro sempre affetti da diabete tipo 2 che abbiano un elevato rischio cardiovascolare, rappresenta un significativo passo in avanti nella cura del diabete. La Società italiana di diabetologia”  afferma il  presidente eletto Sid, Raffaella Buzzetti (nella foto) “apprezza l’operato delle rappresentanze Sid ed Amd regionali che, collaborando attivamente con la Regione Lazio, sono giunti a questo rilevante risultato anche grazie all’impegno delle associazioni pazienti. La Regione Lazio si pone, quindi, tra le Regioni certamente più all’avanguardia nel processo di cura del diabete nell’ottica della prevenzione delle sue complicanze”.

“Gli strumenti per il monitoraggio della glicemia in tempo reale rappresentano degli utili e innovativi alleati per tenere sotto controllo le glicemie ed eventualmente modificare stili di vita, alimentazione e terapia”  afferma Riccardo Candido, presidente nazionale Amd. “I dati della letteratura sui benefici di questi devices per le persone con diabete tipo 2, a terapia non insulinica, sono ancora pochi: l’auspicio è che dall’esperienza pilota della Ragione Lazio possano essere raccolti dati utili alla pratica clinica, affinché anche altre Regioni possano seguire l’esempio laziale”.

La prescrizione dei dispositivi e del materiale di consumo sarà effettuata esclusivamente dagli specialisti in endocrinologia diabetologica abilitati sulla piattaforma (web-care) e sottoposta a verifica del farmacista ospedaliero, a fronte della stesura di un piano terapeutico. I sistemi ‘in continuo’ misurano il glucosio che circola nel fluido interstiziale sottocutaneo. A seconda della durata del sensore è indicato il numero massimo di sensori prescrivibili, senza tetti alla rimborsabilità.

 

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