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lunedì 15 Luglio 2024
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Ok finale Ue al vaccino anti-Chikungunya, prime dosi in Europa il prossimo autunno

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Roma, 4 luglio – Bisognerà aspettare la fine dell’estate per avere a disposizione il primo vaccino al mondo anti-Chikungunya, che dopo il via libera dell’Ema alla fine dello scorso mese di maggio ha ottenuto qualche giorno fa la definitiva approvazione della Commissione europea. La società produttrice Valneva prevede di consegnare “le prime dosi in Europa nel quarto trimestre del 2024”, ha comunicato il gruppo francese.

Il vaccino monodose Ixchiq, già approvato negli Usa e in Canada, potrà essere somministrato agli over 18 per la prevenzione della malattia causata dal virus Chikungunya trasmesso dalle zanzare Aedes. Il via libera europeo – ricorda Valneva – si basa sui risultati di fase 3 pubblicati su The Lancet, che indicano per Ixchiq un tasso di risposta sierologica del 98,9% a 28 giorni con una singola vaccinazione. Questa risposta immunitaria è stata mantenuta per 24 mesi dal 97% dei partecipanti allo studio ed è stata ugualmente duratura nei più giovani e nei più anziani.

Il mese scorso l’azienda ha riportato ulteriori dati positivi negli adolescenti sei mesi dopo una singola vaccinazione, che supporteranno la richiesta di una potenziale estensione dell’autorizzazione al vaccino anche nella fascia d’età 12-17 anni. Secondo le attese, inoltre, questi dati sosteranno la licenza per Ixchiq in Brasile, che rappresenterebbe la prima approvazione in una popolazione con Chikungunya endemica.

La richiesta avanzata all’agenzia regolatoria brasiliana Anvisa, con possibile via libera quest’anno, renderebbe il vaccino disponibile in alcuni Paesi a basso e medio reddito. Per migliorare l’accessibilità di Ixchiq in queste nazioni, Valneva ha collaborato con Cepi (Coalizione per le innovazioni nella preparazione alle epidemie) e Instituto Butantan in Brasile, nell’ambito di un accordo firmato tra Cepi e Valneva nel luglio 2019, che prevede un finanziamento fino a 24,6 milioni di dollari con il sostegno del programma Horizon 2020 dell’Ue.

Il gruppo francese ha avanzato una domanda di ok per il prodotto anche all’agenzia regolatoria britannica Mhra.

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