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sabato 14 Febbraio 2026
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Violenze a personale sanitario, approvato il decreto, l’arresto in flagranza differita è legge

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Roma, 30 settembre -Un’altra risposta concreta a tutela di medici, infermieri e di tutti gli operatori sanitari e sociosanitari. Così il ministro della Salute Orazio Schillaci (nella foto) ha definito il decreto legge sulle aggressioni al personale sanitario, approvato venerdì scorso, che rende immediatamente applicabile l’arresto in flagranza di reato anche differita per chi aggredisce un operatore sanitario.

“Abbiamo mantenuto un impegno preso con chi ogni giorno si dedica con competenza e dedizione alla cura dei cittadini e non merita di essere oggetto di violenza” ha dichiarato Schillaci, aggiungendo che il provvedimento “inasprisce la pena per chi danneggia beni all’interno o all’esterno di una struttura sanitaria. Non vogliamo più assistere a violenze nei confronti di donne e uomini del servizio sanitario ma neanche alla distruzione di pronto soccorso o reparti. Queste misure si aggiungono alle altre già approvate lo scorso anno, a scopo preventivo e di deterrenza: sono aumentate le pene per gli aggressori, è già prevista la procedibilità d’ufficio, indipendentemente dalla denuncia di chi viene aggredito, e sono stati potenziati i presidi di polizia negli ospedali”.

“Vogliamo che nelle strutture sanitarie e sociosanitarie si lavori in sicurezza” ha quindi concluso il ministro”ma sappiamo che accanto a questi doverosi e necessari interventi occorre uno sforzo ancora maggiore sul piano culturale. Per questo continueremo a promuovere, insieme alle categorie, campagne per sensibilizzare i cittadini e rinsaldare il rapporto di fiducia tra paziente e medico”.

A proposito dell’installazione di più sistemi di sicurezza nelle strutture sanitarie, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano (nella foto) ha annunciato nella conferenza stampa seguita al Consiglio dei ministri che “l’intenzione del Governo è di prevedere nella prossima legge di bilancio una norma, che ovviamente avrà adeguata copertura finanziaria, per l’installazione di sistemi di video-sorveglianza nelle parti delle strutture sanitarie maggiormente interessate finora dalle aggressioni”.

La misura non è stata inserita nel decreto legge appena approvato perché, ha spiegato Mantovano, “è necessario un confronto con le Regioni che hanno la preminente parte di competenze in materia di sanità e anche col Garante della privacy, trattandosi comunque di strutture le cui immagini richiedono delle cautele nell’utilizzo anche da parte delle forze di polizia. Però dall’1 gennaio, quello che si può dire, saranno certamente disponibili i presupposti per poter estendere la video.sorveglianza lì dove è necessario».

In dettaglio, il decreto legge modifica gli articoli del codice di procedura penale 380 (arresto obbligatorio in flagranza) e 382 bis (arresto in flagranza differita): si estende l’arresto obbligatorio in flagranza anche agli atti di violenza che causano lesioni personali ai professionisti sanitari o che producono danni ai beni mobili e immobili destinati all’assistenza sanitaria, con la conseguente compromissione del servizio pubblico erogato dalle strutture. Inoltre si applica l’arresto obbligatorio in flagranza, anche “differito”, ossia nelle quarantotto ore successive alla condotta delittuosa inequivocabilmente provata da documentazione video-fotografica.

La norma modifica anche l’art. 365 del codice penale prevedendo una pena aggravata per chi danneggia beni mobili o immobili all’interno o nelle pertinenze di strutture sanitarie o socio-sanitarie residenziali o semi-residenziali, pubbliche o private, compresi beni di medici e personale sanitario: reclusione da uno a cinque anni e multa fino a 10.000 euro e la pena è aumentata se il fatto è commesso da più persone riunite.

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