Roma, 11 novembre – L’Aifa cambia le regole di ingaggio nel trattamento preventivo dell’emicrania, sulla base dei dati del Registro italiano dell’emicrania coordinato da Piero Barbanti, direttore dell’Unità per la cura e la ricerca sulle cefalee e il dolore dell’Irccs San Raffaele di Roma e professore di neurologia presso l’Università Telematica San Raffaele. L’agenzia regolatoria nazionale ha eliminato sia controllo di efficacia dopo 3 mesi sia lo stop all’obbligo di interrompere dopo 12 mesi il trattamento con farmaci anti-Cgrp per la cura dell’emicrania.
Comprensibilmente soddisfatto Barbanti, che parla di “un obiettivo storico raggiunto dopo la pubblicazione di studi prestigiosi capitanati dal nostro gruppo di ricerca su Neurology e su Journal of Neurology. Abbiamo dimostrato che, proseguendo la terapia per almeno 12 mesi, la percentuale dei pazienti che rispondono alle cure balza dal 65% (dopo 3 mesi) al 91,3% (dopo 12 mesi). Inoltre, il registro ha dimostrato che, prolungando il trattamento per almeno 2 anni, si ottiene probabilmente una attenuazione del decorso della malattia. Grazie ai 50 centri cefalee del registro e grazie ad Aic (Associazione italiana per la lotta contro le cefalee), Anircef (Associazione neurologica italiana per la ricerca sulle cefalee) e Onda (Osservatorio nazionale sulla salute della donna) che hanno sensibilizzato Aifa su questi dati già dallo scorso anno”.
Per i pazienti “nulla sarà più come prima” conclude Barbanti. “Trattare precocemente e per un periodo adeguato i pazienti vorrà dire cambiare la loro malattia e la loro vita, riducendo l’assunzione di analgesici, la disabilità e l’esecuzione di esami inutili. Maggiore salute e vitalità, dunque, e grandi risparmi per il Servizio sanitario nazionale”.


