Roma, 13 febbraio – “La medicina è ormai diventata un mercato e, come tale, tende a evidenziare gli aspetti positivi dei farmaci, minimizzando o nascondendo quelli negativi. Questo porta a una narrazione in cui i benefici sono sempre al centro dell’attenzione, mentre i possibili effetti tossici non ricevono l’importanza che meriterebbero. Tuttavia, i medici dovrebbero sempre valutare il rapporto tra benefici e rischi prima di prescrivere un farmaco”.
Nella lectio magistralis tenuta in occasione del 22° congresso nazionale della Società italiana di tossicologia Sitox, conclusosi ieri a Bologna, Silvio Garattini (nella foto), presidente e fondatore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs, ha ribadito con la consueta fermezza le sue critiche nei confronti della deriva che, da anni, porta a considerare i farmaci più beni di consumo che non ciò che sono prima e più di ogni altra cosa, ovvero beni di salute.
Il farmacologo ha anche voluto sollevare il tema dei criteri di inclusione dei pazienti negli studi clinici controllati, altra questione densa di criticità: “Gli anziani, che rappresentano la fascia di popolazione che utilizza il 70% dei farmaci, sono spesso esclusi dalle sperimentazioni, che di norma coinvolgono soggetti tra i 20 e i 65 anni” ha detto Garattini, evidenziando che la stessa cosa “accade per i bambini, raramente inclusi negli studi, nonostante abbiano un metabolismo in fase di sviluppo e reazioni diverse rispetto agli adulti. Spesso si calcola semplicemente la dose in base ai milligrammi per chilogrammo, trattando i bambini come piccoli adulti ma il loro organismo ha caratteristiche specifiche che possono rendere alcuni farmaci meno sicuri o efficaci”.
Non va meglio, peraltro, alle donne, ha quindi concluso il fondatore del Mario Negri. ricordando che nei clinic trial “la popolazione femminile non è rappresentata nella stessa percentuale di quella maschile”.



