Roma, 26 gennaio – Lutto per la comunità professionale dei farmacisti: si è spento all’età di 85 anni (li avrebbe compiuti il prossimo 12 marzo) Pierandrea Cicconetti, figura di eccellenza della farmacia italiana, della quale ha contribuito a segnare la storia negli ultimi decenni, con uno straordinario contributo soprattutto in materia di cultura professionale e, in particolare, sull’aspetto imprescindibile – perché costitutivo dell’identità – della preparazione magistrale.
Progressivamente relegata ai margini dell’attività professionale della farmacia nella seconda metà del secolo scorso, Cicconetti – che prima della laurea con lode in Farmacia aveva conseguito a pieni voti anche quella in Chimica – comprese prima e più di altri che il patrimonio legato alla figura del farmacista magister non poteva essere disperso, e non per un puro riflesso di conservazione del proprio passato, ma per i suoi impregiudicati valore e potenziale professionali, che ancora molto potevano dire e dare nel presente e soprattutto nel futuro, rappresentando una risorsa essenziale per una medicina personalizzata in grado di rispondere a necessità terapeutiche uniche e non standardizzabili.
Fu così che Cicconetti entrò senza indugi nelle fila dei “cavalieri che fecero l’impresa” di fondare nel 1993 la Sifap, la società scientifica dei farmacisti preparatori di cui è stato fin dalla fondazione anima e motore nelle vesti di segretario, per poi accompagnarne per tre decenni la crescita come vicepresidente e saggio e sapiente punto di riferimento di tutti i colleghi in materia.
Ma – anche se forse il più caratterizzante, anche in ragione di una passione davvero autentica – quello dei magistrali e della galenica non è stato l’unico terreno dove Cicconetti ha speso il suo impegno e i suoi talenti, la sua cultura e la sua competenza: è stato infatti anche molto attivo anche nella rappresentanza di categoria (fu vicepresidente di Assiprofar Federfarma Roma nel decennio a cavallo del cambio di millennio, dal 1994 al 2004) e negli organismi tecnici istituzionali (basterà ricordare tra le altre le sue esperienze come componente effettivo, dal 1995 al 2003, della Commissione permanente per la revisione e la pubblicazione della Farmacopea Ufficiale e come membro dal 1994 al 200 della Commissione della Regione Lazio per l’elaborazione del Prontuario terapeutico ospedaliero regionale). E, sia pure rapidamente e sommariamente, non vanno dimenticati i suoi contributi nell’insegnamento e nell’aggiornamento: è stato referee ministeriale per la valutazione e l’accreditamento dei corsi Ecm nel quadriennio 2003-2007 e responsabile scientifico e organizzatore di tutti i corsi Ecm erogati da Assiprofar-Federfarma Roma dal 2000 al 2011, solo per citare due esperienze tra le più probanti e significative del suo convinto impegno a sviluppare senza soluzione di continuità la preparazione e la cultura del farmacista.
Impegno che, inevitabilmente, lo ha portato a essere collegiale effettivo del Nobile Collegio Chimico Farmaceutico, secolare istituzione dei farmacisti romani con finalità scientifiche e di promozione di cultura professionale e consigliere del Gruppo italiano della Società Farmaceutica del Mediterraneo Latino, società scientifica internazionale con finalità di divulgazione delle scienze farmaceutiche.
Ma anche a volerlo ricordare tutto per filo e per segno, lo sterminato cursus honurum non basterebbe a restituire lo straordinario esempio che Cicconetti ha lasciato all’intera comunità professionale, se non si aggiungesse anche la sua straordinaria capacità di “camminare leggero” al suo interno, sempre generosamente disponibile all’ascolto di tutti e alla condivisione, caratteristiche peculiari che molto hanno contribuito a renderlo un autentico punto di riferimento professionale, insieme ad altre qualità che (purtroppo) i tempi moderni sembrano non tenere in grande considerazione, quasi considerandole un inutile impiccio: il garbo, la signorilità e l’eleganza.
Erano il tratto distintivo di Pierandrea, componente essenziale del suo understatement, il suo modo di stare al mondo senza pestare i piedi ma semmai camminando sulle punte, senza alzare la voce ma abbassando i toni, senza sgomitare ma lasciando il passo e all’occorrenza chiedendo sempre permesso. E se del suo lascito professionale potremo ancora a lungo beneficiare per le molte e profonde impronte lasciate nel cammino, il suo modo di essere e relazionarsi – ne siamo certi – mancheranno a tutti coloro che hanno avuto il privilegio di incrociarne il cammino. A cominciare da noi.
Il Consiglio dell’Ordine di Roma, gli Uffici e la redazione tutta di RIFday esprimono il loro cordoglio e sono vicini alla moglie Paola, ai figli Emilia e Andrea con la moglie Annarita e i nipoti Filippo, Nicola, Sofia e Ginevra, alla famiglia tutta e ai colleghi che più gli erano vicini e lo piangono.
I funerali si svolgeranno domani, martedì 27 gennaio alle ore 15.30 nella chiesa dei Santi Pio e Antonio in Anzio.


