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martedì 17 Febbraio 2026
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Hpv, mese della prevenzione: vaccinazione in farmacia, l’esperienza delle Marche

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Roma, 30 gennaio – I dati forniti dall’Ecdc in occasione del mese della consapevolezza sul cancro cervicale, che si celebra a gennaio a livello internazionale sono da bollettino di guerra: il tumore della cervice uterina – il secondo a maggior diffusione, dopo il cancro al seno, tra le giovani donne – registra in Europa circa 33mila nuovi casi ogni anno. Per 15mila delle donne colpite, quasi la metà del totale dei nuovi casi, l’esito sarà purtroppo infausto.

Il dato è drammatico, non solo in ragione della sua entità, ma per il fatto che quel tumore trova origine quasi esclusiva (più del 90% dei casi)  nell’infezione persistente da Papillomavirus umano (Hpv), in particolare i ceppi 16 e 18. La più comune delle infezioni trasmesse per via sessuale, insomma, agevolmente aggredibile e trattabile, tanto che nella maggior parte dei casi guarisce senza nemmeno provocare sintomi. Ma anche un’infezione – come attestano i dati dell’Ecdc – che può diventare un killer, se trascurata quando colpisce, o se non prevenuta con la vaccinazione, come è possibile fare.

Esiste infatti un vaccino che protegge in modo sicuro dall’Hpv, sbarrando la strada con efficacia ai ceppi virali responsabili del 90% dei casi di cancro della cervice. La profilassi vaccinale anti Hpv è raccomandata in particolare a ragazze e ragazzi dagli 11-12 anni in su, per prevenire il cancro del collo dell’utero (ma anche altri tumori ano-genitali e orofaringei, nonché condilomi genitali), è offerta gratuitamente, e la gratuità è spesso estesa su base regionale anche fino ai 18-26 anni per recuperare la vaccinazione.

Di più: grazie all’estensione della possibilità di vaccinare in farmacia anche contro altre malattie oltre all’influenza e a Covid prevista dall’ultima Legge Semplificazioni, il vaccino anti Hpv è disponibile anche nelle farmacie di alcune Regioni, già partite in qualche caso – Marche e Lombardia, ad esempio – nell’attività di somministrazione. Con risultati decisamente promettenti, secondo quanto riferito dal presidente di Federfarma Marche Marco Meconi (nella foto) alla newsletter del sindacato nazionale dei titolari di farmacia, Federfarma News.

“Possiamo dire che a gennaio, almeno ogni giorno, un marchigiano è uscito da una farmacia del territorio con la vaccinazione anti-Hpv”  afferma infatti Meconi, invitando però a soffermarsi non tanto e non solo sul numero, in apparenza non particolarmente elevato (com’è peraltro comprensibile, considerata la novità del servizio) ma sul ruolo chiave che, oltre alla somministrazione, svolge il farmacista nella sensibilizzazione dei genitori dei ragazzi, ai quali è principalmente destinata la vaccinazione. “Le madri che entrano spesso in farmacia si fidano del professionista” racconta Meconi “specie quando fa presente che il vaccino contro l’Hpv previene una forma diffusa di tumore perché predispone i ragazzi a non essere infettati dal virus”.
Il presidente di Federfarma Marche  sottolinea anche un altro aspetto importante svolto da farmacia e farmacista in materia di prevenzione delle infezioni da Hpv, quello del  supporto al medico: “Per effetto del particolare sistema di distribuzione delle Marche” spiega Meconi, “la farmacia può rifornire il medico di medicina generale e il pediatra di libera scelta, di fatto agevolandoli nell’attività di vaccinazione, dal momento che assicurano un’adeguata conservazione del vaccino che può essere ordinato anche singole dosi, rese disponibili nell’ambulatorio del mmg o del pls in mezza giornata”. 
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