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martedì 10 Febbraio 2026
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Aifa scende in campo contro le malattie tropicali neglette: difendere la salute globale

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Roma, 2 febbraio – Unire le forze, agire ed eliminare le malattie tropicali trascurate e sostanzialmente abbandonate. Nella sua versione originale suona Unite, Act and Eliminate ed è la parola d’ordine, più ancora che l’invito, che l’Oms ha lanciato in occasione della Giornata mondiale delle Malattie tropicali neglette (Ntd) 2026, celebrata lo scorso 30 gennaio.

L’appello è stato accolto con convinzione dall’Aifa, come informa una nota pubblicata sul sito dell’agenzia. Anche la nostra autorità regolatoria evidenzia la necessità che la comunità internazionale mantenga alta l’attenzione su patologie che continuano a colpire milioni di persone nel mondo e ha deciso di testimoniare la sua  o anche attraverso l’illuminazione simbolica della propria sede.

“Viviamo in un mondo in cui ci si muove sempre di più e, con le persone, viaggiano anche le malattie: infezioni che per lungo tempo abbiamo considerato lontane oggi possono raggiungere rapidamente nuovi territori” ha dichiarato il presidente di Aifa, Robert Nisticò (nella foto), “rendendo indispensabile un’attenzione costante, coordinata e globale da parte dei sistemi sanitari”.

Le malattie tropicali neglette comprendono un ampio gruppo di patologie causate da virus, batteri, protozoi, parassiti, funghi e tossine, che colpiscono circa un miliardo di persone nel mondo. Storicamente marginalizzate nell’agenda sanitaria globale, continuano a produrre un impatto sanitario, sociale ed economico rilevante, in particolare nei Paesi a basso e medio reddito, gravando anche sulle famiglie dei pazienti in termini di disabilità, esclusione sociale e perdita di produttività.
I cambiamenti climatici e la crescente mobilità di persone, animali e merci caratterizzano il contesto globale in cui le malattie tropicali, in quanto trasmissibili, non sono più limitate ai Paesi a basso reddito, ma interessano anche le nostre latitudini, compresa l’Italia.

A conferma di questa evoluzione, dal 1° gennaio al 23 dicembre 2025 il sistema di sorveglianza nazionale dell’Istituto superiore di sanità ha registrato 469 casi confermati di chikungunya e 217 casi di dengue.

“I dati sulla chikungunya mostrano come queste infezioni possano ormai interessare direttamente anche il nostro Paese” aggiunge Nisticò “rafforzando la necessità di investire in prevenzione, sorveglianza epidemiologica, capacità diagnostiche e ricerca scientifica”.

In questo scenario si inserisce la road map dell’Oms per il periodo 2021-2030. A dicembre 2025, 58 Paesi avevano eliminato almeno una Ntd e 84 processi di eliminazione erano stati completati e riconosciuti. Nel 2024 oltre 880 milioni di persone hanno ricevuto trattamenti contro le Ntd, sostenuti anche da uno dei più grandi programmi di donazione di farmaci al mondo. Tra il 2011 e il 2025 sono stati distribuiti ai Paesi oltre 31 miliardi di compresse e flaconi.

Accanto all’azione dell’Oms, l’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali, attraverso strumenti come lo Scientific advice, la procedura Prime e il Programma EU-M4all, promuove percorsi accelerati per lo sviluppo e l’accesso a vaccini e terapie innovative, in particolare per i Paesi a basso e medio reddito. In questo ambito, il Chmp, il comitato per i medicinali per uso umano  dell’agenzia regolatoria comunitaria, ha recentemente espresso pareri su farmaci contro la schistosomiasi e la tripanosomiasi, mentre nuovi prodotti per chikungunya e dengue sono in fase di valutazione.

Gli interventi farmacologici restano tuttavia solo una parte della risposta alle Ntd, che richiede azioni integrate di sanità pubblica, controllo dei vettori, accesso all’acqua potabile, servizi igienici e promozione dell’igiene. I progressi globali, dimostrano che l’eliminazione delle malattie tropicali neglette è un obiettivo concreto che necessita di continuità di impegno, cooperazione internazionale e investimenti stabili nel tempo.

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