Lombardia, la prevenzione renale passa anche dall’informazione in farmacia

Lombardia, la prevenzione renale passa anche dall’informazione in farmacia

Roma, 18 gennaio  – Una task force finalizzata a contrastare le malattie renali e la loro insorgenza promuovendo approcci più consapevoli da parte dei pazienti. Questa l’iniziativa che, su invito di Aspremare, fondazione che si occupa di prevenzione, ricerca e cura delle malattie renali, l’assessore al Welfare della regione Lombardia, Giulio Gallera (nella foto) l’Ordine dei medici di Milano e  Federfarma Lombardia, il sindacato regionale dei titolari di farmacia presieduto da Annarosa Racca,  hanno avviato congiuntamente con il preciso obiettivo di combattere la diffusione di patologie particolarmente insidiose non solo in termini sanitari, ma anche per i forti aggravi che producono sui bilanci della sanità pubblica.

“È uno sforzo importante che deobbiamo fare e che non può che coinvolgere la sanità pubblica” ha affermato Gallera nel corso della conferenza stampa di presentazione del progetto tenutasi a Palazzo Lombardia “per far vivere più a lungo, ma in uno stato di buona salute. E questo stato si raggiunge con la prevenzione e con indagini tempestive per intercettare le malattie prima che sia troppo tardi”.

L’attenzione dell’iniziativa è puntata in particolare su ipertensione, diabete eobesità riconducibili a errati stili di vita: tutte condizioni che portano con sé il serio rischio di contrarre un’insufficienza renale cronica, oltre che danni a carico del cuore, anche importanti.  Per interrompere la catena di concause che legano rene, cuore e diabete nel rischio di conseguenze negative, l’unica chiave è la prevenzione , che passa in primo luogo attraverso stili di vita virtuosi, ma non può prescindere da una rete di sorveglianza multidisciplinare in grado di coinvolgere più specialisti e da attività di screening e monitoraggio, effettuabili con un semplice test del sangue per controllare i livelli di  creatinina, indicatore spesso sottovalutato anche dai medici.

Il test è infatti un prezioso marker della funzionalità renale e consente di scoprire gli eventuali segnali di sofferenza che permettono di intercettare la malattia prima che sia troppo tardi.

Per questo, dal prossimo mese di febbraio, nelle farmacie di comunità, a partire da quelle di Milano, sarà disponibile una brochure che invita tutti i cittadini a una maggiore attenzione nei confronti dei reni, soprattutto in presenza di condizioni come il  sovrappeso e l’obesità, il diabete o un problema cardiovascolare. Evidente l’obiettivo: evitare che, per una patologia renale non individuata temepstivamente, una persona precipiti verso la dialisi senza nemmeno accorgersene.

Nel 36% dei casi la causa è appunto diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari: in Italia sono quasi 50 mila i dializzati e ogni anno 159 persone entrano in dialisi, affrontando un grande decadimento della propria qualità di vita e costando ciascuno al Servizio Sanitario da 25 mila a 50 mila euro l’anno.

“Lo sforzo che dobbiamo fare”  ha affermato al riguardo Galleraè dare maggiore consapevolezza ai cittadini sui rischi per la salute e sul fatto che questi rischi sono evitabili con la correzione dello stile di vita”.

Ma osservare corrette regole alimentari e stili di vita sani da solo non è sufficiente, servono anche i controlli, ha aggiunto il presidente di Aspremare

Gherardo Buccianti:  “Bisogna controllare i valori della pressione e, eventualmente, di glicemia, colesterolo, trigliceridi” ha spiegato Buccianti, illustrando come le malattie renali siano spesso la porta d’ingresso per le malattie del cuore. “Il meccanismo di restringimento delle coronarie e delle altre arterie è del tutto simile a quello che fa ammalare i nostri reni. La malattia renale non è più una malattia d’organo, ma una malattia dell’organismo, perchè è anche un fattore di rischio per altri organi, primo fra tutti il cuore. La situazione è anche invertibile, perchè le malattie di cuore, spesso, nascondono danni a livello renale che si manifestano soltanto quando è troppo tardi per curare la malattia che diventa cronica e non lascia alternative alla dialisi e al trapianto d’organo, con costi esagerati per il servizio sanitario nazionale. In più” ha concluso Buccianti “alla malattia renale e cardiovascolare si associa un’altra ‘bestia nera’ del secolo, il diabete, che aggrava ancora di più la situazione del malato”.

Dalla conferenza stampa è arrivato anche un forte appello ai medici di base, invitati a una maggiore attenzione, al fine di prescrivere a tutti i pazienti almeno una volta l’anno con gli esami del sangue, e più spesso a quelli a maggior rischio (ipertesi, diabetici…) il dosaggio della creatinina. Se il valore è superiore a 1,50 mg/dl, significa che i reni funzionano male ed è necessaria una visita dal nefrologo.

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