Dalla Commissione Affari sociali arriva il sì (con osservazioni) sul ddl Concorrenza

Dalla Commissione Affari sociali arriva il sì (con osservazioni) sul ddl Concorrenza

Roma, 17 settembre – La Commissione Affari sociali della Camera ha dato ieri parere favorevole (qui il testo integrale) al ddl  Concorrenza, sia pure con alcune osservazioni essenzialmente riferite  alla distribuzione delle farmacie sul territorio. Nessun riferimento, invece, ad altre questioni, oggetto nei giorni scorsi di molte polemiche, come la mancata apertura del mercato dei medicinali di fascia C con ricetta e l’ingresso di società di capitale nella proprietà di questo tipo di esercizi.
Lo rende noto la relatrice del testo, la deputata Pd Maria Amato, sottolineando che “le problematiche legate alle farmacie non sono solo quelle del mercato e forse i tempi sono maturi per rivedere il tutto in maniera sistematica”.
Posizione ripresa, peraltro, da un’altra autorevole deputata del Pd, Donata Lenzi, con l’auspicio che  prima dell’esame della prossima legge annuale per il mercato e la concorrenza “possa svolgersi presso la Commissione affari sociali un ampio dibattito sulla disciplina della rete delle farmacie, che porti magari all’adozione di atti di indirizzo al Governo, al fine di rafforzare il punto di vista della Commissione su questa materia.
Tra le altre misure, l’articolo 32 del ddl licenziato giovedì scorso dalle Commissioni Finanze e Attività produttive di Montecitorio prevede che, nei comuni fino a 6.600 abitanti, le farmacie in sovrannumero possano trasferirsi in ambito regionale, previo pagamento di una tassa una tantum pari a 5000 euro. A giudizio della Commissione Affari sociali, si tratta però di una disposizione che  “presenta elementi di criticità, sia sotto il profilo della parità di trattamento”, in quanto il problema può riguardare anche altri comuni, “sia per quanto concerne il merito, giacché non appare corretto rimettere la possibilità del trasferimento all’iniziativa del singolo farmacista”.
Alle Commissioni di merito, la XII consiglia inoltre di “tenere conto, nell’applicazione della nuova normativa, della conclusione delle procedure di espletamento del concorso per l’apertura di nuove farmacie”.
L’aspetto del mercato, specifica Amato, “è solo una parte della questione, così come una parte importante è quella del diritto alla salute e dell’attenzione alla equità di accesso su tutto il territorio”.
Sulla criticità  della norma relativa alle farmacie soprannumerarie, nel corso della discussione in commissione si era espressa  in particolare un’altra deputata Pd di peso, Anna Margherita Miotto, rilevando che “non appare giustificabile la previsione di una disciplina differenziata per consentire il trasferimento delle farmacie soprannumerarie, riferita ai soli comuni con popolazione fino a 6.600 abitanti. Così facendo, si rischia di generare una disparità di trattamento in quanto il problema del rapporto tra numero di farmacie e calo della popolazione riguarda anche altri comuni.”
Miotto ha anche voluto precisare di essere contraria alla  soluzione individuata perché “il trasferimento delle farmacie non può essere determinato dalla sola decisione dei singoli farmacisti, ma deve essere deciso attraverso una pianificazione comunale che tenga conto delle esigenze della collettività.”
Posizioni che sono state recepite nelle tre “osservazioni” che concludono il parere favorevole della Commissione, al quale si sono decisamente opposti i deputati di M5S  nettamente e di Sel (vedi articolo seguente).
L’iter del ddl, con l’acquisizione dei pareri consultivi delle Commissioni competenti, si avvia speditamente alla conclusione: oggi le Commissioni di merito potrebbero procedere a una (eventuale) messa a punto finale, che in ogni caso non dovrebbe assolutamente produrre modifiche di una qualche significatività al testo, per poi trasmetterlo all’Aula, che lunedì prossimo, 21 settembre, ne inizierà l’esame.
Insomma, les jeux sont faits, almeno a Montecitorio. Per il Senato, si vedrà.

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