Muschietti (Farmacieunite): Per rispondere al capitale, impariamo a dire ‘noi’ anzichè ‘io’

Muschietti (Farmacieunite): Per rispondere al capitale, impariamo a dire ‘noi’ anzichè ‘io’

Roma, 1 ottobre – Un pacchetto di proposte per fare fronte  alle novità che, inevitabilmente, discenderanno dalle misure contenute nel ddl Concorrenza, su tutte l’ingresso del capitale nella proprietà delle farmacie. Proposte che sono il frutto di un lavoro istruttorio avviato da tempo, con ricognizioni sulle dinamiche del capitale effettuate attraverso una serie di incontri con chi (aziende, banche, assicurazioni) lo stesso capitale ce l’ha da sempre in casa o ci fa i conti ogni giorno.
Così Farmacieunite si prepara agli effetti del ddl Concorrenza, ormai prossimo al voto finale a Montecitorio, dove nella seduta di ieri l’esame degli emendamenti era già arrivato all’art. 19 (nelle sedute di oggi, probabilmente, il rush finale).
A illustrare la strategia del sindacato indipendente dei titolari nato a Treviso due anni fa è il suo presidente Franco Gariboldi Muschietti, incontrato a Roma in occasione di un’audizione all’Enpaf, nell’ambito delle consultazioni che la cassa professionale ha da tempo avviato nella prospettiva di una riforma della previdenza di categoria.
Come na scritto molto bene Sanità24 nei giorni scorsi, l’ingresso del capitale segna una linea di cesura che non lascerà più niente come prima” afferma Muschietti, facendo riferimento a un articolo pubblicato lunedì scorso  dal sito specializzato de Il Sole 24 Ore. “Lo sbarco del capitale segnerà inevitabilmente una svolta e innescherà dinamiche che il sistema delle farmacie dovrà essere capace di gestire, incanalare e, quando sarà il caso, contrastare. Farmacieunite –  spiega ancora il presidente del sindacato – sta lavorando appunto in questa direzione: fornire a tutti i suoi associati non solo servizi e know how ma anche opportunità concrete e reali di aggregarsi, fare rete e sistema per rispondere a chi, inevitabilmente, sbarcherà nel settore della distribuzione del farmaco forte di una massa critica con la quale le singole farmacie non possono certo competere.”
Il sindacato sta lavorando proprio in questa direzione, puntando in particolare sul potenziamento e la riorganizzazione di uno strumento già operativo, il consorzio Farmarca, al quale già aderisce la totalità delle farmacie associate.
Dobbiamo mettere in condizione le farmacie che aderiscono a Farmacieunite di reggere le sfide competitive e declinare in positivo le evoluzioni da tempo in corso, quelle che, per intenderci, hanno già ampiamente modificato la redditività degli esercizi e la composizione del fatturato” chiarisce ancora Muschietti. “Riuscire nell’impresa è possibile, a nostro giudizio, solo salvaguardando due condizioni: la prima è stressare la componente professionale, ovvero  il ruolo di  servizio ma anche di garanzia e sicurezza  che le farmacie, con la loro natura di presidi sanitari, assicurano ai cittadini e al Ssn. A questo riguardo, diventa essenziale una continua e più efficace interlocuzione con le istituzioni, a partire dalla Regione. Un punto sul quale, ci tengo a dirlo e lo rivendico, Farmaciunite ha puntato e investito molto fin dalla sua nascita, mantenendo uno stretto e proficuo rapporto di collaborazione con gli amministratori regionali.”
“L’altra condizione è lo sviluppo non solo veloce ma anche esponenziale di una cultura che mi piace definire plurale, dove le singole farmacie sostituiscono il pronome ‘noi’ al pronome ‘io'” prosegue il presidente di Farmacieunite.”Lo strumento consortile, opportunamente potenziato e adeguato, dovrà servire proprio a questo: tradurre concretamente  e rendere operativa in ogni farmacia associata la “cultura plurale” per costruire  – sul minimo comune denominatore di una visione di insieme e di una condivisione di risorse e di obiettivi – percorsi specifici che permettano ai nostri esercizi di reggere la sfida, recuperando non solo  redditività  ma anche centralità dello scacchiere sanitario, implementando in particolare i servizi ai cittadini, che riteniamo un’area strategica. Siamo convinti che si possa fare e stiamo mettendo a punto proprio insieme a Farmarca progetti che ci permettano di farlo e che, appena definiti, presenteremo pubblicamente .
Riguardo all’incontro con i vertici Enpaf, Muschietti afferma di apprezzare il percorso avviato dall’ente previdenziale e finalizzato a una riforma: “I tempi sono maturi, troppe cose sono cambiate e molte altre stanno cambiando, anche in termini di spazi occupazionali e di tipologia contrattuale” afferma il presidente di Farmacieunite. “Cambiare, dunque, è necessario e – al riguardo – abbiamo le nostre proposte, che l’altro ieri abbiamo rappresentato al presidente Croce e ai vertici Enpaf. Su una cosa, al di là del merito delle questioni, che per quanto riguarda i titolari di farmacia investe ovviamente in primo luogo le scelte del metodo di contribuzione e i parametri per determinarne in misura congrua e coerente l’entità, abbiamo voluto insistere con Croce e i suoi: il dibattito sulla previdenza deve essere il più possibile condiviso, e dunque portato sul territorio, magari promuovendo incontri a livello locale, organizzati dagli Ordini, che coinvolgano quanti più colleghi possibile.  Ciò garantirebbe  – conclude Muschietti – un dialogo con la base della professione, scongiurando il pericolo che le decisioni che verranno assunte  diano la sensazione di calare dall’alto, come troppe volte è avvenuto in passato.”

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