Asma e Bpco, colpito un italiano su 10. E i malati “non aderiscono” alle terapie

Asma e Bpco, colpito un italiano su 10. E i malati “non aderiscono” alle terapie

Roma, 8 ottobre – Agli italiani manca l’aria: nell’ultimo decennio, le malattie respiratorie hanno conosciuto in Italia una preoccupante escalation: se nel 2005 era il 3,6% della popolazione a soffrire di asma, nel 2013 questa percentuale è pressoché raddoppiata, arrivando al 6,9%. Anche per la Bpco, spesso provocata dal fumo, i dati registrano un peggioramento: colpiva il 2,5% della popolazione nel 2005, mentre nel 2013 le persone coinvolte sono il 3%. Sommando le due patologie, si arriva a contare un italiano su dieci con una grave patologia del respiro.
I dati emergono dal Rapporto nazionale Osmed 2014 e hanno rappresentato una delle basi di discussione del convegno di esperti riunitisi a Milano per un confronto sull’approccio terapeutico a queste patologie e, in particolare, “soluzioni a misura di paziente” che permettano a chi ne soffre di aderire meglio alle cure.
Le malattie respiratorie, hanno ricordato gli esperti, “sono la più importante causa di morte in Italia, e sono superate solo dalle malattie cardiovascolari e dai tumori”. Incidono su tutte le fasce d’età, anche se presentano forti variazioni territoriali, essendo molto legate a fattori ambientali. L’asma (più diffusa tra le donne, con un 7,7% di prevalenza, rispetto al 6,4% degli uomini ) e la Bpco (che al contrario è più presente nel sesso maschile, 4%, contro il 2,6% delle donne) registrano un’incidenza maggiore nelle Regioni del sud rispetto a quelle del centro-nord.
Ma il problema principale, secondo gli specialisti, resta quello dell”aderenza agli efficaci trattamenti farmacologici oggi disponibili per queste patologie: soltanto  l’11,2% dei soggetti con asma, poco più di uno su dieci, assume la terapia in maniera continuativa. La percentuale è maggiore nei soggetti con Bpco (27,9%), ma sempre largamente insufficiente.  Per entrambe le malattie l’aderenza risulta più elevata al Nord e al Centro rispetto al Sud. I maschi sembrano seguire meglio la terapia assegnata rispetto alle femmine, con l’aderenza che aumenta all’aumentare dell’età.
“Anche in considerazione dell’invecchiamento della popolazione – ha ammonito Walter Canonica, professore di Allergologia e malattie dell’apparato respiratorio dell’Università Genova – la prevalenza delle patologie è destinata ad aumentare, con costi diretti e indiretti davvero elevati. Eppure, sebbene esistano terapie efficaci, le malattie respiratorie spesso non sono trattate in modo adeguato e uno dei principali problemi risiede proprio nella scarsa aderenza alla terapia da parte dei pazienti”.
Per superare questo ostacolo si sono escogitate diverse soluzioni, ad esempio quella di sfruttare al meglio le modalità di erogazione del farmaco. Gli esperti, secondo quanto riferisce l’Ansa, hanno discusso in particolare di un “inalatore innovativo disponibile in Italia che riduce consistentemente il rischio di errore per il paziente”. Il dispositivo contiene l’antinfiammatorio budesonide, “che riduce i sintomi e le riacutizzazioni dell’asma”, e il formoterolo fumarato diidrato, sostanza che fa rilasciare rapidamente la muscolatura dei bronchi.
“La cura delle patologie respiratorie – commenta Federico Lavorini, professore dell’Unità funzionale di Medicina respiratoria all’Università di Firenze – prevede la somministrazione di farmaci tramite un erogatore secondo tecniche specifiche. Poiché fino all’ultima inalazione questo dispositivo rilascia una costante quantità di farmaco, è un alleato importante per il paziente. Risponde, infatti, attraverso la tecnologia, al suo bisogno di poter contare su di un dispositivo intuitivo e, dunque, a ridotto margine di errore”.

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