Legge di stabilità, Zaia: “Parlano le cifre, per la sanità taglio di almeno 2 mld”

Legge di stabilità, Zaia: “Parlano le cifre, per la sanità taglio di almeno 2 mld”

Roma, 22 ottobre – Mentre testo e numeri “ufficiali” della Legge di stabilità, a sei giorni dall’approvazione, ancora rimangono avvolti dal mistero (secondo la stampa, sembra che neppure il presidente della Repubblica abbia ancora visto il testo), i vari “addetti ai lavori”, in mancanza d’altro, sono costretti a lavorare su anticipazioni e indiscrezioni non si sa (a questo punto) quanto attendibili.
Ser­gio Chiam­pa­rino, presidente della Conferenza delle Regioni, ad esem­pio, ha con­vo­cato per questa ­mat­tina una seduta  proprio per una discussione della mano­vra eco­no­mica, ma con ogni probabilità lui e i suoi colleghi presidenti – come ironizza oggi qualche quotidiano – dovrannoà fare ricorso alla fantasia per capire cosa c’è scritto.
Nonostante tutti, parlamentari in testa, si chiedano che fine abbia fatto la Legge di sta­bi­lità, c’è chi non rinuncia  a ragionare su quello che si conosce, anche sulla base delle dichiarazioni rese dal capo del governo nei giorni scorsi. Tra i più attivi, c’è sicuramente il presidente del Veneto, Luca Zaia, che  fa riferimento in particolare alle cifre della sanità.
“I numeri sono numeri, la politica non c’entra. Purtroppo i numeri dicono che le cifre esposte dal Presidente del Consiglio sulla legge di stabilità per quanto riguarda la sanità, sono in grave calo, non solo rispetto al Patto nazionale per la Salute 2014-2016 siglato nel luglio 2014, ma anche rispetto all’intesa del 2 luglio di quest’anno, alla quale il Veneto aveva già detto un chiaro no, non partecipando alla Conferenza Stato-Regioni che la ratificò”  è tornato a ribadire ieri Zaia, che ormai da tempo insiste in modo particolare su questo punto.
 “Rispetto al Patto per la Salute del luglio 2014 – afferma il presidente veneto  – nel 2016 mancheranno 4,444 miliardi ma, anche volendo prendere per buona (e non lo è) l’Intesa siglata dalle altre Regioni (non da noi) il 2 luglio scorso, mancano ancora 2,097 miliardi. Una mazzata che colpirà con maggior durezza quelle Regioni, come il Veneto, che hanno già razionalizzato, perché tagliare ancora dove si è già risparmiato all’osso è molto più difficile che farlo dove si spreca e ci sono grandi margini di miglioramento”.
L’elaborazione dei dati effettuata dai tecnici del Veneto evidenzia differenze tra quanto previsto dal Patto per la
Salute, quanto effettivamente stanziato, quanto annunciato per il 2016. L’articolo 1 del Patto per la Salute – rileva una nota della Regione ripresa dall’Ansa  – prevedeva 109 miliardi 928 milioni per il 2014, mentre, secondo quanto dichiarato dal Presidente del Consiglio, sono stati assegnati 109 miliardi, con una diminuzione dunque di 928 milioni. Le previsioni del Patto per la salute indicavano invece, per il 2015, 112 miliardi e 62 milioni, mentre l’Intesa del 2 luglio, non sottoscritta dal Veneto, ha fatto scendere il Fondo Nazionale a 109,71 miliardi.
La cifra indicata da Renzi per il 2016 è di 111 miliardi, contro i 115 ,44 miliardi sanciti dal Patto nazionale per la Salute e i 113 ,97 miliardi che sono l’effetto del già pesante taglio orizzontale apportato dall’intesa del 2 luglio scorso.

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