Il fatto non sussiste: assolto da accusa di disastro colposo ex Dg Aifa Martini

Il fatto non sussiste: assolto da accusa di disastro colposo ex Dg Aifa Martini

Roma, 27 ottobre – Si  è concluso con l’assoluzione perché “il fatto non sussiste” il processo all’ex direttore generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco Nello Martini per disastro colposo. L’accusa si riferiva al ritardato aggiornamento dei bugiardini di 20 specialità medicinali.
A dare la notizia della sentenza emessa dal giudice della Quinta Sezione Penale del Tribunale di Roma, Enrichetta Venneri, è stato il legale di Martini, Valerio Spigarelli, che ricorda come a seguito dell’inchiesta, avviata dalla procura di Torino, il suo assistito nel 2008 venne “ingiustamente allontanato dall’Aifa”.
La sentenza “riconosce l’assoluta inconsistenza dell’accusa mossa a suo tempo dall’autorità giudiziaria di Torino e l’assenza di qualsivoglia illegittimità nella conduzione dell’Aifa da parte del dott. Nello Martini” sottolinea Spigarelli, le cui dichiarazioni sono rilanciate dall’Ansa.  Ed è stata “emessa all’esito di una approfondita istruttoria dibattimentale durata quasi tre anni ed in conformità con le stesse richieste conclusive del Pm di Roma”.
Il fatto che l’assoluzione dell’imputato sia stata richiesta anche dal Pm “conforta sulla previsione che la vicenda giudiziaria , iniziata nel 2008, si concluda definitivamente con la sentenza odierna che segue la sentenza di proscioglimento emessa nella stessa vicenda, nel 2010, dal Gup di Roma, Maria Teresa Covatta, sia pure con diversa formula di proscioglimento; sentenza che era stata annullata dalla Cassazione per motivi formali”.
L’esito giudiziario di ieri  “è, peraltro, in sintonia con l’opinione espressa da sempre nel mondo sanitario, sia in ambito nazionale che internazionale, a proposito dell’altissimo profilo professionale del dott. Martini e della clamorosa inconsistenza, dal punto di vista scientifico, delle censure mosse al suo operato.”
Il diretto interessato ha affidato a una nota il suo commento sulla sentenza. “Ho sempre creduto in un esito positivo di questa vicenda grottesca e surreale, anche se la sentenza non annulla i danni arrecati all’Aifa e al suo progetto, e non cancellerà mai la violenza mediatica subita, l’isolamento professionale e l’amarezza della vicenda personale e umana” scrive Martini, oggi direttore Ricerca & sviluppo dell’Accademia nazionale di Medicina.
“Dopo oltre 8 anni dalle gravissime imputazioni della Procura di Torino di ‘disastro colposo’- per ritardato aggiornamento dei bugiardini di 20 specialità medicinali in commercio in tutti i paesi europei da 20 anni (!)- e dal mio ingiusto licenziamento dall’Aifa” scrive ancora Martini “la magistratura riconosce, per la seconda e spero ultima volta, insussistenti e prive di fondamento le accuse e le imputazioni che mi erano state rivolte” .
“Anche in questo momento di felicità rimane il dolore non tanto per quanto ho personalmente subito ma per quello che hanno dovuto sottopportare e pagare le persone a me vicine, vittime indirette ma non meno innocenti di questa vicenda. Ringrazio quelli che mi sono stati vicino e non hanno mai mollato” conclude Martini, che si concede un’unica, comprensibile e persino elegante nota polemica,  estendendo i ringraziamenti anche “a quelli che, per ragioni nobilissime o per opportunismo, tra cui le istituzioni, mi hanno lasciato da solo”.
Chissà se, ora che la vicenda si è definitivamente conclusa, tra di loro ci sarà qualcuno provvisto di quel minimo di coscienza e onestà intellettuali necessari per fare ammenda e restituire a Martini l’onore e la dignità ingiustamente calpestati.

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