Emiliano (Puglia): “Regioni, se qualcuno vuole eliminarle vada in Parlamento”

Emiliano (Puglia): “Regioni, se qualcuno vuole eliminarle vada in Parlamento”

Roma, 28 ottobre – La Legge di stabilità ha ormai imboccato con decisione il suo percorso in Senato, con la prima seduta (ieri) della Commissione Bilancio, la nomina dei due relatori (Magda Zanoni del Pd e Federica Chiavaroli di Ap) e la fissazione dei termini per gli emendamenti ai disegni che – ha comunicato il presidente Pietro Grasso – dovranno essere presentati entro le ore 13 di sabato 14 novembre, in modo da consentire di iniziare l’esame in Aula a partire dal pomeriggio del successivo lunedì 16, per concludersi entro venerdì 20 novembre.
Definito anche il primo calendario delle audizioni, che si svolgeranno a partire da lunedì 2 novembre (le parti sociali), per proseguire poi martedì 3 (di scena Corte dei Conti, Upb, Bankitalia e Istat) e mercoledì 5, quando sarà audito iol ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan.
Continuano, intanto, i commenti e le valutazioni sui contenuti della legge, che registrano ulteriori rilievi critici da parte delle Regioni. Ultimo a scendere in campo è il presidente della Puglia Michele Emiliano (nella foto), che in un’intervista al quotidiano al quotidiano la Repubblica accusa senza mezzi termini il Governo di essere venuto meno ai patti sottoscritti in precedenza. “Se ricordo bene, ci avevano promesso tre miliardi di euro in più; nel migliore dei casi, ne spunterà soltanto uno, forse” attacca Emiliano, che poi fa un riferimento anche alla sortita della ministra Lorenzin sull'”errore fatale” di affidare la sanità alle Regioni e alla replica di Chiamparino: “Riprendetevela subito, se la pensate così”.
Una evidente iperbole, a giudizio di Emiliano, per il quale “se si pensa di costruire manovre finanziarie da parte del governo tagliando in modo irragionevole e senza connessione con la realtà i trasferimenti delle Regioni in materia sanitaria, non c’è nulla di male a restituire gli ospedali al governo centrale:  se li gestiscano loro“. Ma, osserva il presidente pugliese, “lo Stato ci metterebbe almeno dieci anni a riprendere il controllo degli ospedali”.
Emiliano interviene anche sulle dimissioni di Chiamparino dalla presidenza della Conferenza delle Regioni, con l’obiettivo principale di sollecitare il decreto Salva-Regioni, necessario per correggere un grave errore di un precedente governo e non far collassare il sistema complessivo delle Regioni.
Se lo scopo del gioco è quello di far collassare il sistema complessivo delle Regioni perché non lo si condivide” commenta al riguardo Emiliano “a questo punto è meglio affrontare la via maestra e andare in Parlamento a chiedere la riformulazione del regionalismo previsto dalla Costituzione o l’eliminazione delle Regione. Lo si faccia però per la via maestra”.
Emiliano  esclude che le castagne dal fuoco possano essere levate con il ricorso a tasse addizionali regionali. “Per niente al mondo” afferma con decisione il governatore pugliese. secondo il quale “accade una cosa bizzarra: a Roma suonano la grancassa perché raccontano di volere cancellare le tasse sulla prima casa, ma poi costringono le Regioni a fare impennare le imposte locali. La verità è che la pressione fiscale non è mai cambiata. Non possiamo ancora prendere in giro la gente”.
Il problema è semplice: definanziare la sanità sarebbe l’abbandono del modello universalistico, uguale per tutti. Se lo scopo del gioco è questo – ribadisce Emiliano – allora è meglio seguire la via maestra: andare in Parlamento e chiedere l’eliminazione delle Regioni”.
Io spero che quella di Stabilità sia una legge light e non provochi guai particolari” conclude il presidente della Puglia. “Tuttavia lo Stato centrale, anche questa volta, non fa spending review. Non ci sono tagli a livello centrale, di sprechi e quant’altro. Non va bene”.

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