Ricerca, individuato l’ormone che “spegne” la voglia di zuccheri

Ricerca, individuato l’ormone che “spegne” la voglia di zuccheri

Roma, 28 dicembre – La notizia non poteva arrivare in un periodo dell’anno più adeguato, quello in cui – tradizionalmente – si registra il più alto consumo di dolci. A non cedere alle tentazioni golose, particolarmente perniciose per chi ha problemi di diabete od obesità, potrebbe aiutarci in futuro un ormone prodotto a livello epatico, in grado di frenare il desiderio e la quantità di zuccheri e di alcol consumati.

Lo hanno scoperto due diversi studi condotti sui mammiferi, uno dell’università dell’Iowa e l’altro del Southwestern Medical Center dell’Università del Texas, pubblicati sulla rivista Cell metabolism e dei quali riferisce un lancio Ansa.
Questo ormone, chiamato FGF21, in alte quantità riduce la voglia e il consumo di zucchero e alcol, parallelamente al calo del livello di dopamina, neurotrasmettitore che gioca un ruolo molto importante nei comportamenti associati a premi e ricompense.

Precedenti studi avevano già messo in luce l’impatto di alcuni ormoni sull’appetito, ma nessuno di questi agisce su specifici nutrienti, come carboidrati, proteine o grassi, e sono prodotti da altri organi. Questo è invece il primo ormone prodotto dal fegato che si è scoperto avere tali effetti e che potrebbe aiutare a migliorare la dieta e i pazienti con problema di diabete e obesità.
Ma come funziona? Nei topi si è visto che il fegato lo produce in risposta al consumo di zucchero, per poi entrare nella circolazione sanguigna dove manda un segnale al cervello, al quale “impone” lo stop alla voglia di zucchero. L’ormone è associato a stress ambientali, come una dieta estrema o l’esposizione a temperature fredde. Viene anche prodotto, nei mammiferi, quando si consumano carboidrati.

Da oltre 50 anni si sa che il fegato è un importante regolatore del consumo e preferenza per alcuni cibi. E dato che questo ormone viene prodotto a livello epatico, si può supporre, dicono i ricercatori, che il suo scopo forse sia quello di migliorare la qualità della dieta, evitare il consumo di cibo spazzatura o proteggere il fegato dall’eccesso di alcol. Qualunque sia la sua origine, questa sua capacità potrà essere sfruttata a livello terapeutico per diabete e obesità.

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