Roma, 22 gennaio – Si chiude tra le polemiche il mini-rimpasto ai vertici delle Commissioni permanenti del Senato, dove l’affidamento di tre vicepresidenze importanti (quelle di Finanze, Bilancio e Difesa) a tre senatori verdiniani (rispettivamente Eva Longo, Pietro Langella e Giuseppe Compagnone, entrati in quota maggioranza) ha scatenato il comprensibile fuoco di fila delle opposizioni e prodotto non poche fibrillazioni all’interno del Pd e della stessa compagine governativa.
Le tre nomine, giunte all’indomani del voto in Senato sulla riforma costituzionale, passata a Palazzo Madama in penultima lettura proprio grazie al voto decisivo dei senatori del gruppo di Verdini, sono sembrate a un tempo una ricompensa e la sostanziale formalizzazione del fatto che AlA vada ormai ricompresa nella maggioranza di governo. Chiarissime, al riguardo, le parole del capogruppo di Forza Italia al Senato Paolo Romani: “Prendiamo atto dell’ingresso di AlA in maggioranza. Non avevamo dubbi al riguardo e oggi c’è stata una ratifica formale” ha detto il presidente dei senatori azzurri.
Ancora più duro il coordinatore di Sel Nicola Fratoianni, che non ha esitato a mettere in relazione le nomine alla vicepresidenza dei tre senatori di AlA con il voto favorevole dei verdiniani sulla Riforma Boschi,: “Le istituzioni sono trattate come un suk” ha tagliato corto l’esponente di Sinistra italiana. Del tutto opposta, come da copione, la spiegazione fornita dal capogruppo di AlA in Senato Lucio Barani: “Con una decisione anti-democratica, le altre minoranze ci hanno escluso dalle assegnazioni degli incarichi” ha detto Barani. “La maggioranza ha sanato questa decisione”. Le nomine dunque
Al netto delle polemiche su nuovi equilibri e maggioranze variabili, probabilmente intrecciate anche alla prospettiva di quel rimpasto di governo annunciato ormai da mesi e che il premier Matteo Renzi potrebbe definire entro la prossima settimana, la “nomenklatura” delle Commissioni di Palazzo Madama registra molte conferme e qualche novità importante. Una di queste riguarda la presidenza della Commissione Giustizia, che va a Nico D’Ascola (Ncd), che va così a sostituire l’ex ministro Francesco Nitto Palma, di Forza Italia, ma (secondo rumors sempre più insistenti) in procinto di traslocare altrove, forse proprio tra i verdiniani. Vicepresidenti saranno Felice Casson (Pd) e Maurizio Buccarella (M5s).
Un’immediata conferma dei mal di pancia della maggioranza per la nomina a vicepresidenti dei tre senatori di AlA si è subito registrata in occasione dell’elezione del presidente della Commissione Lavori pubblici, che – secondo gli accordi e le previsioni della vigilia – avrebbe dovuto premiare Vittorio Fravezzi, del Gruppo per le Autonomie. La nomina però è saltata (un segnala al governo, secondo molti osservatori): alla presidenza è stato riconfermato Altero Matteoli di Forza Italia, con 12 voti (tra cui quelli di Sinistra Italiana).
Le conferme: Andrea Marcucci (Pd) resta presidente della Commissione Cultura (vicepresidenti Marco Marini, Forza Italia, e Franco Conte, Area Popolare), Massimo Mucchetti (Pd) rimane alla guida della Commissione Industria, impegnata come è noto nell’esame del ddl Concorrenza. Anna Finocchiaro (Pd) conserva la presidenza della Commissione Affari costituzionali e Nicola Latorre (Pd) quella della Commissione Difesa, dove insieme al già citato verdiniano Compagnone, sarà vicepresidente Vincenzo Santangelo (M5S).
Restano al loro posto anche i presidenti in quota Ncd-Udc: Pier Ferdinando Casini alla Commissione Esteri (dove, curiosità, i lavori sono stati presieduti ieri dall’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nella sua qualità di componente più anziano), Maurizio Sacconi alla Commissione Lavoro, Roberto Formigoni all’Agricoltura e Giuseppe Marinello all’Ambiente.
Mauro Maria Marino, Giorgio Tonini e Emilia Grazia De Biasi, tutti del Pd, continueranno a guidare le Commissioni Finanze, Bilancio e Sanità.
La notizia rilevante per la categoria è che tra le cinque vicepresidenze “incassate” da Forza Italia (insieme a cinque posti da segretario), spicca quella di Andrea Mandelli, già capogruppo del suo partito in Commissione Bilancio ed eletto ieri alla vicepresidenza.
Da segnalare, infine, la conferma di Maria Rizzotti (Fi) e Maurizio Romani (Idv) alla vicepresidenza della 12a Commissione Igiene e sanità.


