Servizio farmaceutico, esternalizzazioni bocciate, il Tar Piemonte dà ragione a Sinafo

Servizio farmaceutico, esternalizzazioni bocciate, il Tar Piemonte dà ragione a Sinafo

Roma, 2 febbraio – “Abbiamo vinto una battaglia, non la guerra”. Così Roberta Di Turi (nella foto) e Giangiuseppe Console, rispettivamente segretario generale e presidente del Sinafo, il Sindacato nazionale dei Farmacisti ospedalieri, commentano la sentenza n.131/2016 (qui il testo), depositata in segreteria il 29 gennaio scorso, con la quale il Tar Piemonte ha dichiarato fondato il ricorso della sigla sindacale per l’annullamento della determinazione dirigenziale della Regione Piemonte n. 750/2013 concernente la gestione del servizio di logistica regionale e le relative indicazioni per la stesura dei capitolati tipo, con la quale erano state approvare le linee di indirizzo in materia di esternalizzazione del servizio farmaceutico.

Linee che, se poste in atto, ad avviso di Sinafo, “avrebbero sostanzialmente determinato una sottrazione della gestione dei farmaci da sempre affidata per legge alla farmacia.”
In particolare, scrivono Di Turi e Console in un articolo a loro firma pubblicato ieri su quotidianosanita.it, “sarebbe stata “scippata” al servizio di farmacia l’attività di distribuzione, verifica e conformità dei medicinali dispensati, dell’evasione delle richieste di materiale urgente, delle emergenze e così via. Di fatto veniva del tutto svuotata la funzione e la professionalità del personale dirigenziale farmacista.”
Nel suo ricorso davanti al giudice amministrativo, Sinafo ha fatto riferimento a una violazione delle norme di legge riguardanti in particolare la gestione del farmaco all’interno delle farmacie ospedaliere, “con espropriazione delle competenze professionali del farmacista” scrivono ancora Console e Di Turi “con consequenziale moltiplicazione dei centri decisionali diversi ed ulteriori rispetto alla farmacia ospedaliera con la previsione di un magazzino unico per la distribuzione all’ingrosso dei medicinali. Senza dire, poi, della mancanza del profilo economico visto che i  presunti risparmi rivenienti dal nuovo modello venivano solo proclamati ma per niente dimostrati.
Rilievi ritenuti fondati e accolti dal Tar Piemonte, che – dopo aver ampiamente argomentato le censure su alcuni aspetti della determinazione n. 730 oggetto del ricorso Sinafo – ha in buona sostanza fornito all’amministrazione regionale alcune indicazioni in ordine a eventuali future adozioni di nuove deliberazioni sul medesimo oggetto.
I giudici amministrativi, in primo luogo, ricordano che (ai sensi dell’ art, 12, comma 1 del DPR 128/69) il servizio di Farmacia interna deve obbligatoriamente sussistere per gli ospedali generali e per quelli specializzati in quanto rientra tra i servizi “necessari alla loro natura”. Inoltre il servizio di Farmacia deve necessariamente svolgere tutti quei compiti indicati dall’articolo 22 del DPR 128/69 e il direttore di Farmacia deve essere il responsabile del buon andamento del servizio. In ogni caso, osservano i giudici del Tar Piemonte, una eventuale gestione accentrata dei magazzini e dei materiali ospedalieri deve essere realizzata con forme e modalità “tali da rispettare i dettami del DPR 128/69 in materia di competenza della farmacia ospedaliera”.
“È certamente un’importante vittoria che va a sommarsi  e a rinforzare le battaglie sostenute dal Sinafo  in questi ultimi 20 anni su una materia, quella della esternalizzazione dei servizi di farmacia, che ha sempre stimolato le fantasie  di  alcune direzioni strategiche delle aziende sanitarie italiane”
commentano con legittima soddisfazione Di Turi e Console. “Il Sinafo ha rappresentato (e continuerà a rappresentare) un argine a queste discutibili  svolte gestionali. Abbiamo sempre sostenuto che queste innovazioni, ove poste in atto, non solo determinano serie criticità e dubbi sui percorsi gestionali e sulla sicurezza fino ad oggi affidati per legge  e soddisfatti dalle strutture farmaceutiche ospedaliere e territoriali, ma producono, anche, macroscopiche diseconomie che potrebbero mettere in ginocchio il nostro già tartassato servizio sanitario.”
“Abbiamo vinto un’altra battaglia, non la guerra”
concludono i due sindacalisti. “Ma nessuno si illuda che abbasseremo la guardia su tematiche che riguardano il futuro della  nostra professione, la qualità assistenziale per i pazienti e la gestione delle risorse messe a disposizione dal Ssn.”

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