Roma, 17 febbraio – È, purtroppo, la notizia del giorno, ed è la notizia di un ulteriore gravissimo caso di corruzione nel mondo della sanità, un settore dove – proprio per essere deputato alla tutela della salute e dell’integrità della salute e della vita delle persone – ogni crimine è almeno dieci volte più esecrabile di quelli compiuti altrove.
I carabinieri del Comando provinciale di Milano, su richiesta della procura di Monza, stanno procedendo a notificare ed eseguire 21 ordinanze di misura cautelare nei confronti di altrettante persone indagate, a vario titolo, per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, turbata libertà degli incanti e riciclaggio. Tra queste, anche personaggi di primissimo piano come Fabio Rizzi, ex senatore della Lega Nord, oggi presidente della Commissione Sanità e politiche sociali della Regione Lombardia, stretto collaboratore del governatore Roberto Maroni, nonché autore della recente riforma della sanità regionale.
La vicenda, che ha ovviamente monopolizzato le prime pagine dei giornali (rimandiamo, per i dettagli, all’ampia ricostruzione proposta dal Corriere della Sera nelle pagine milanesi), ruota intorno al vero e proprio sistema corruttivo che, secondo le indagini, sarebbe stato messo in piedi da un gruppo imprenditoriale per condizionare una serie di appalti pubblici, banditi da diverse Aziende ospedaliere della Lombardia per la gestione, in outsourcing, di servizi odontoiatrici, con l’obiettivo di aggiudicarseli. Per farlo, avrebbero corrotto i funzionari responsabili della gestione delle gare e cercato le necessarie “coperture” più in alto, ai vertici della sanità lombarda.
Un sistema criminale che, secondo quanto emerge dalle carte degli inquirenti, sarebbe caratterizzato “non solo dalla violazione dei principi cardine di trasparenza, imparzialità, legalità, indispensabili per una buona amministrazione pubblica”, ma sarebbe anche responsabile della “erogazione di servizi scadenti con ricadute, di natura economica e non, sia sugli enti pubblici che sui pazienti. ”
Le indagini, che vertono su un giro d’affari per oltre 400 milioni di euro, ruotano intorno alla società “Odontoquality”, con sede ad Arcore, di proprietà dell’imprenditrice e medico Maria Paola Canegrati (anche lei arrestata), diventata la sostanziale “monopolista” del settore grazie all’aggiudicazione di pressoché tutti gli appalti, a partire dall’inizio degli anni Duemila, quando la riforma della sanità lombarda aprì le porte degli ospedali pubblici all’ingresso dei privati in ambito odontoiatrico, con lo scopo dichiarato di abbassare le tariffe delle cure dentali rispetto agli ambulatori privati.
Secondo l’indagine (denominata Smile, anche se non c’è davvero niente di cui sorridere), per mettere insieme il suo “sistema” Canegrati si sarebbe appunto assicurata i favori di Rizzi, al quale sarebbe stata finanziata la campagna elettorale per le regionali del 2003 e sarebbero state corrisposte tangenti in contanti con l’intermediazione di un soggetto accusato di riciclaggio. Ai domiciliari sono finite anche la moglie di Rizzi e quella del suo braccio destro, Mario Valentino Longo: a loro era intestato il 50% delle quote di società odontoiatriche aperte insieme a Canegrati e “beneficiarie” degli appalti.
Il presidente lombardo Maroni ha subito preso le distanze dalla vicenda, esprimendo sentimenti non solo di “delusione” per l’implicazione di Rizzi, suo amico e stretto collaboratore, ma anche e soprattutto (sic!) di “incazzatura”: “La Regione Lombardia è parte offesa” ha detto il governatore intervenendo in Aula durante la seduta del Consiglio regionale lombardo, non appena appresa la notizia dell’arresto di Rizzi. “Quando succedono queste cose la Regione è infangata. Ci costituiremo in giudizio e siamo pronti a fare tutto ciò che serve.”
Il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini, che solo un paio di giorni prima si era scagliato contro la magistratura, stavolta ha evitato intemerate, limitandosi ad annunciare che Rizzi,“per il bene suo, della verità, della Lega e dei cittadini della Lombardia, è sospeso dalla Lega Nord”.


