Fofi: “Bene misure su vaccini e tamponi ma senza aiuto economico farmacie al collasso”

Fofi: “Bene misure su vaccini e tamponi ma senza aiuto economico farmacie al collasso”

Roma, 22 dicembre – Il Comitato centrale della Fofi, in una nota diramata ieri, esprime la sua soddisfazione per alcune disposizioni contenute nel testo della Manovra 2021 licenziato ieri dalla Commissione Bilancio di Montecitorio che accolgono le istanze avanzate nel corso degli ultimi mesi dalla professione farmaceutico.

La federazione professionale, in particolare, sottolinea il dispositivo dell’art. 75 bis, così “come emendato dall’onorevole Mandelli”, dove viene prevista “la possibilità di eseguire nelle farmacie di comunità i test sierologici per la ricerca degli anticorpi contro il Sars-CoV-2 e dei tamponi rapidi per la ricerca degli antigeni”.
Analoga soddisfazione viene espressa per le modifiche al decreto legislativo 153/2009, “chiarendo esplicitamente che il prelievo di sangue capillare possa essere effettuato direttamente dal farmacista” e per l’ulteriore apertura rappresentata dalla previsione di consentire “in via sperimentale, per l’anno 2021, la somministrazione di vaccini nelle farmacie aperte al pubblico sotto la supervisione di medici assistiti, se necessario, da infermieri o da personale sanitario opportunamente formato”.
“In questo modo si aggiunge un altro tassello al modello della farmacia dei servizi promosso dalla Federazione” si legge nella nota “e si ribadisce il ruolo sanitario di primo piano svolto dal farmacista di comunità nell’assistenza territoriale, come confermato dall’esperienza durante il lockdown, nel corso del quale ha sostenuto, integrato e vicariato il nostro sistema sanitario”.”Con queste norme l’Italia si allinea ai principali paesi europei, dalla Germania al Portogallo, dall’Irlanda alla Francia, che hanno da tempo fatto leva sulla presenza capillare e le competenze dei farmacisti anche per aumentare l’efficacia delle campagne vaccinali e di prevenzione.  È altresì positivo”  scrive ancora la Fofi “che nel provvedimento si stabilisca anche l’esenzione dall’IVA delle cessioni di vaccini contro la Covid-19 e dei kit diagnostici specifici per il nuovo Coronavirus”.

AVisualizza immagine di originepprezzata la sensibilità del governo e ringraziato il presidente Andrea Mandelli (foto a sinistra) per il suo impegno in Parlamento, che ha concorso al “raggiungimento di questi importanti traguardi professionali”,  la Fofi non risparmia però una critica all’esecutivo.  Con una evidente convergenza di contenuti  e obiettivi, oltre che in piena coincidenza temporale con l’analoga sortita di Federfarma (della quale riferiamo in altra parte del giornale), la Fofi esprime infatti “stupore e disappunto” per l’assenza “di misure di finanziamento per la governance farmaceutica e a favore della farmacia italiana, la cui sostenibilità è gravemente pregiudicata da una condizione di preoccupante fragilità economica, aggravata dall’abbassamento del tetto della spesa farmaceutica territoriale, previsto dalla Legge di Bilancio, che porta le criticità del sistema a livelli di emergenza, determinando anche un grave pregiudizio per l’auspicato rinnovo del contratto dei farmacisti collaboratori, ai quali la Federazione ritiene irrinviabile il riconoscimento economico e di status per la preziosa attività professionale svolta quotidianamente con competenza e sacrificio“.

Da qui  l’accorato appello conclusivo al ministro della Salute, Roberto Speranza affinché  “trovi tempestive soluzioni per evitare il collasso della farmacia italiana e salvaguardarne il ruolo di prezioso presidio sanitario di prossimità”.

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