Covid, Medicina Democratica: “I brevetti dei vaccini devono essere pubblici”

Covid, Medicina Democratica: “I brevetti dei vaccini devono essere pubblici”

Roma, 23 dicembre – “I brevetti di vaccini e farmaci, ottenuti con il denaro pubblico, non devono essere privatizzati, ma diventare un bene comune disponibile per la tutela della salute di tutti! Non possiamo lasciare che sia un pugno di multinazionali a determinare il nostro futuro, a decidere chi potrà vivere e chi sarà abbandonato al suo destino, perché il suo Paese non è in grado di acquistare vaccini e farmaci ai prezzi imposti dalle aziende farmaceutiche. Le ingenti cifre necessarie per acquistare i vaccini contribuiscono a mettere ulteriormente in ginocchio l’economia eVisualizza immagine di origineuropea e rendono impossibile qualunque cura in interi continenti come l’Africa o il Sud America”:  a dichiararlo è  Vittorio Agnoletto (nella foto a sinistra) di Medicina Democratica, fra i promotori a livello europeo della raccolta di un milione di firme  con la campagna “Diritto alla cura – Right2 cure farmaci e vaccini per tutti”, lanciata il 1° dicembre scorso in occasione della Giornata mondiale di lotta all’Aids.

Con oltre 76 milioni di casi d’infezione nel mondo e 1, 7 milioni di decessi, la diffusione del virus Sars CoV 2non mostra alcun segnale di rallentamento, mentre le economie dei Paesi stanno precipitando e ogni giorno aumenta il numero di coloro che sprofondano nella più totale povertà, essendo rimasti senza lavoro e senza alcun sostentamento pubblico: ”Non c’è più tempo da perdere” aggiunge Agnoletto, che fa parte del Coordinamento europeo della campagna, oltre che di quello italianoperchè i vaccini devono essere messi a disposizione di tutti i popoli della Terra, a qualunque latitudine, a costi equi e accessibili; è una questione di giustizia, di umanità, ma è anche una scelta nell’interesse di tutti per evitare il rischio concreto che possano riaprirsi delle ‘falle’ e possa riaccendersi la pandemia. Per questo occorre una svolta decisa da parte della Ue, che deve adoperarsi per la convocazione urgente della Assemblea plenaria della Organizzazione mondiale del commercio per modificare le regole, definite a livello mondiale dagli accordi Trips, che prevedono il monopolio per venti anni dei brevetti da parte delle aziende produttrici”.

La quasi totalità delle multinazionali farmaceutiche, impegnate a livello mondiale nella ricerca sui vaccini, ha ricevuto considerevoli quantità di denaro pubblico, l’Ue ha investito centinaia e centinaia di milioni di euro e gli investimenti pubblici nei vaccini per il Covid, considerando anche i governi extra Ue, arrivano a diversi miliardi. Tuttavia, la secretazione degli accordi commerciali impedisce alla pubblica opinione di conoscere esattamente quanto denaro pubblico è stato versato ai colossi di Big Pharma.

Quei brevetti, secondo Medicina Democratica, dovrebbero già essere pubblici e appartenere a tutti coloro che attraverso gli Stati li hanno finanziati, ma paradossalmente il pubblico li deve acquistare, pagandoli praticamente due volte, con un carico sui bilanci della Ue e dei singoli Stati, che graveranno in ogni caso sui cittadini.
Per questo è di vitale importanza rivedere le regole del commercio mondiale sui brevetti”  sottolinea Agnoletto “e preoccupa non poco il fatto che non si è tenuta l’Assemblea della Organizzazione mondiale del commercio, chiesta con procedura d’urgenza da India e Sud Africa a ottobre scorso proprio con questo obiettivo, ma che non è stata convocata per l’opposizione degli USA e il silenzio complice della Ue”.

Ricordiamo che la campagna per la raccolta di un milione di firme in Europa è stata resa possibile grazie all’Ice, uno strumento istituzionale dell’Unione europea, entrato in vigore dal 1° aprile 2012, che dà la possibilità ai cittadini di esprimere con maggior forza la propria opinione. Raccogliendo un milione di firme nei Paesi della Ue, i firmatari impegnano la Commissione europea a presentare una proposta finalizzata a modificare le norme in vigore e/o ad introdurne di nuove.

In questo caso l’obiettivo è rendere i vaccini e i farmaci disponibili a costi equi:  11 i Paesi europei coinvolti dalla mobilitazione e ben 33 le organizzazioni e associazioni internazionali coinvolte. Oltre all’Italia partecipano alla raccolta delle firme: Germania, Francia, Spagna, Belgio, Paesi Bassi, Irlanda, Repubblica Ceca, Slovenia, Cipro e Croazia, altri Paesi si stanno aggiungendo. Nel Comitato promotore italiano, così come nel Coordinamento europeo, sono coinvolte personalità di spicco della scienza medica, della cultura, dell’attivismo sociale per i diritti, quali, oltre ad Agnoletto, Silvio Garattini, Don Ciotti, Gino Strada e altri.

Impedire la privatizzazione dei brevetti sui vaccini e i farmaci contro il coronavirus non è una proposta “impossibile”: si chiede “semplicemente” di replicare oggi quanto già fatto con straordinario successo in passato. La terribile poliomelite, che pareva una damnatio biblica irrimediabile, è stata sconfitta anche grazie alla infinita umanità di Jonas Salk, che ha collocato il suo vaccino antipolio sul mercato senza alcun brevetto, un bene pubblico mondiale, liberamente accessibile a tutti.

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