Riforma Aifa, Lorenzin: “Cancellata l’indipendenza con un colpo di mano”

Riforma Aifa, Lorenzin: “Cancellata l’indipendenza con un colpo di mano”

Roma, 2 dicembre – Dopo Sandra Zampa (vedi qui), anche l’ex ministra della Salute Beatrice Lorenzin (nella foto), oggi vicepresidente del gruppo Pd a Palazzo Madama, interviene con durezza sugli emendamenti al disegno di conversione in legge del Decreto Nato-Calabria, uno a firma FdI e l’altro a firma Forza Italia, finalizzati a ridisegnare l’Aifa,  l’organismo tecnico-scientifico che “governa” il farmaco nel nostro Paese (RIFday ne ha scritto qui lo scorso 27 novembre).

“Non è un bel segnale che il Governo scelga di effettuare la riforma della governance di Aifa con due semplici emendamenti della maggioranza in Commissione, decontestualizzata e fuori dal dibattito” afferma Lorenzin. “Con questo colpo di mano si rinuncia, di fatto, all’indipendenza dell’Agenzia italiana del farmaco”.

Per la senatrice del Pd, la modifica della governance di Aifa che si vuole introdurre con un semplice emendamento di maggioranza, accentrando tutti i poteri gestionali nelle mani del presidente del Cda, di natura totalmente politica, “snatura la missione dell’Agenzia e la sua natura d’indipendenza scientifica, così come il virtuoso equilibrio dei poteri e delle responsabilità. Ci si aspettava la relazione al Parlamento del ministro in cui illustrava il suo programma e la visione del Governo su programmazione, prevenzione e innovazione del Ssn e dei Ssr e sul ruolo degli enti vigilati”.

L’Aifa, ricorda l’ex ministra della Salute, “è strategica per il nostro Paese perché, oltre a gestire i 32,2 miliardi di spesa farmaceutica, ad esempio, sovrintende l’autorizzazione all’immissione in commercio dei nuovi farmaci, autorizza le sperimentazioni cliniche svolte su tutto il territorio nazionale, cura l’applicazione delle direttive europee e delle normative nazionali sulla sperimentazione clinica, promuove sperimentazioni cliniche no-profit di tipo comparativo atte a dimostrare il valore terapeutico aggiunto dei nuovi farmaci rispetto a quelli disponibili. Per questo è un organo strategico – rimarca Lorenzin – essenziale per garantire l’accesso a terapie innovative, centrale per la ricerca indipendente e fondamentale per la competitività dell’intera filiera del farmaco in Italia. Aver lasciato la riforma dell’Aifa agli emendamenti di due parlamentari della maggioranza lascia basiti nel metodo e anche nel merito. A poche ora dal voto non sappiamo quale sia l’obiettivo del ministro e del Governo, cosa vogliono raggiungere e cosa pensano su Aifa e in generale sul delicato dossier della sanità”.

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