Accordo Ue su nuove norme pharma, Egualia: “Spezzate le catene del patent linkage”

banner

Roma, 12 dicembre – L’accordo sulla revisione della legislazione farmaceutica raggiunto ieri  tra Parlamento europeo, Consiglio e Commissione Ue “rappresenta una tappa cruciale nel percorso di aggiornamento del quadro regolatorio comunitario e rende più vicino il traguardo di un miglioramento dell’equità di accesso per tutti i cittadini europei e di un accesso tempestivo ai medicinali generici, biosimilari e a valore aggiunto”.

Così Stefano Collatina, presidente di Egualia, l’associazione delle industrie dei farmaci accessibili, commenta così il via libera ottenuto ieri dal Pharma package, il testo di riordino della legislazione farmaceutica nella formulazione concordata tra i rappresentanti degli organismi europei.

In una nota diffusa ieri, Egualia evidenzia uno degli aspetti che destavano maggiori preoccupazione, quello della patent protection duration: nel documento approvato il periodo di protezione dei dati regolatori viene fissato ad un massimo di 8 anni, durante il quale le altre aziende non possono accedere ai dati sui prodotti, con un ulteriore anno di protezione del mercato, durante il quale non possono essere commercializzati i prodotti generici o biosimilari a seguito dell’autorizzazione all’immissione in commercio. A questi potrebbe aggiungersi un anno di esclusività di mercato, con possibilità di estensione in determinate circostanze, con un tetto massimo di 11 anni complessivi. Tre le casistiche nelle quali le aziende farmaceutiche avrebbero diritto a ulteriori periodi di protezione del mercato: • se il prodotto specifico risponde a un’esigenza medica insoddisfatta (12 mesi); • se contiene un nuovo principio attivo, che soddisfa una combinazione di condizioni specifiche (12 mesi);  • se l’azienda ottiene un’autorizzazione per una o più nuove indicazioni terapeutiche che apportano un beneficio clinico significativo rispetto alle terapie esistenti (12 mesi).

“Siamo soddisfatti dell’introduzione di un tetto massimo di undici anni complessivi tra protezione dei dati ed esclusività di mercato” commenta al riguardo Collatina. “È un elemento essenziale per assicurare equilibrio tra incentivi all’innovazione e accesso tempestivo ai medicinali equivalenti. Un riferimento chiaro e realmente non superabile, capace di garantire certezza normativa e concorrenza sostenibile“.

Soddisfazione anche per l’ulteriore precisazione sull’ambito di applicazione dell’esenzione ‘Bolar’, che consente ai produttori di equivalenti e biosimilari di svolgere determinate attività durante il periodo di protezione del prodotto originatore: i diritti brevettuali non vengono violati quando vengono condotti studi, sperimentazioni e altre attività necessarie per ottenere autorizzazioni all’immissione in commercio, condurre valutazioni delle tecnologie sanitarie, ottenere approvazioni di prezzo e rimborso o partecipare a gare d’appalto.

“Questo ulteriore chiarimento rappresenta la definitiva esplicita abolizione di ogni forma di patent linkage che negli anni ha creato, specialmente nel nostro Paese, ostacoli ingiustificati all’ingresso dei generici/equivalenti e dei biosimilari” spiega Collatina, per poi concludere con uno sguardo sul quanto accadrà dopo che l’accordo di ieri sarà formalmente convertito in legge: “La normativa italiana dovrà essere adeguata al nuovo quadro europeo, rimuovendo ogni elemento non coerente con le nuove disposizioni. E le aziende potranno prepararsi all’ingresso sul mercato già durante i periodi di protezione, a tutto beneficio della tempestività di accesso ai trattamenti”.

banner
Articoli correlati

i più recenti

I più letti degli ultimi 7 giorni