Roma, 13 gennaio – “La carenza è un dato oggettivo, ma l’Italia un passo avanti rispetto agli altri. Non esiste alcun allarme reale, anche perché c’è copertura fornita da medicinali equivalenti. Occorre comunque migliorare la comunicazione tra medici e farmacisti”.
Così Giorgio Palù (nella foto), ospite di SkyTg24, è intervenuto ieri su uno dei problemi di più stringente attualità, ovvero la carenza di medicinali nel circuito distributivo nazionale, rassicurando su quella che a suo giudizio è la situazione reale. Per Palù, anche la pagina dei farmaci attualmente carenti aggiornata day by day dall’agenzia regolatoria nazionale (pagina che può essere regolarmente visitata da medici, farmacisti e professionisti sanitari) e che al momento comprende 3.197 farmaci, va consultata e interpretata cum grano salis: “In realtà la maggior parte sono farmaci di cui non c’è più una produzione o non sono più in commercio ma per quasi tutti esiste un equivalente o un’alternativa terapeutica” spiega Palù. “Del totale, sono 300 quelli un po’ mancanti perché sono farmaci di importazione, ma solo 30 di questi sono veramente essenziali perché non trovano un corrispettivo prodotto da un’industria italiana”. Farmaci usati in sale operatorie, ma anche antinfiammatori, cortisonici, miorilassanti e antibiotici per i quali, chiarisce il presidente Aifa, “abbiamo sempre valide alternative”.
Ricondotto il problema a dimensioni decisamente meno drammatiche di quelle rappresentate da altri attori del sistema che affollano le cronache giornalistiche in questi giorni, Palù precisa che “benissimo ha fatto il ministro Schillaci a disporre le verifiche. La gente va in farmacia e non trova i farmaci a cui era abituata, il medico prescrive ancora i vecchi farmaci, c’è stata istanza da parte dei cosiddetti portatori di interesse, il ministro si è preoccupato. E credo che quello che ne uscirà sarà una maggiore informazione”.
Proprio l’informazione, per Palù, rappresenta il nodo principale della questione: “Ci tengo a dire che si tratta forse di una comunicazione non perfetta. Ci vuole un dialogo importante tra medici, farmacisti e associazioni di categoria, e soprattutto i medici che abbiano contezza e siano formati per accedere a queste informazioni che sono costantemente disponibili“.


