Roma, 11 gennaio – L’Oms classifica la resistenza antimicrobica come una tra le 10 principali minacce globali per la salute pubblica che l’umanità deve affrontare, tenendo conto che coinvolge anche tutto l’ecosistema, un problema che sta purtroppo sta assumendo i contorni di una vera e propria emergenza. Tanto da dedicare, ogni anno a novembre, una campagna globale di sensibilizzazione con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza e la comprensione del preoccupante fenomeno, che secondo stime effettuate sui dati Oms è stato direttamente responsabile di 1,27 milioni di decessi a livello globale nel 2019, ha contribuito a circa 5 con un tasso di mortalità equiparabile a quello di mortalità globale per cancro nel 2020.. Un “mostro”, in altre parole, che mette seriamente a rischio i progressi della medicina moderna, rendendo molto rischiosi procedure e trattamenti medico-chirurgici e che in più produce costi esorbitanti e insostenibili per i sistemi sanitari e per le economie sanitarie nazionali, a causa di cure che diventano sempre più costose e intensive, di degenze ospedaliere sensibilmente più lunghe e del devastante impatto sociale del problema, che ha riflessi pesantissimi sulla produttività del paziente e sulla sua qualità di vita. Si stima inoltre che la resistenza antimicrobica potrebbe causare fino a 10 milioni di morti ogni anno entro il 2050. Questo tasso di mortalità globale per resistenza antimicrobica è equiparato al tasso di mortalità globale per cancro nel 2020.
Proprio all’Amr Fenagifar, la federazione delle associazioni dei giovani farmacisti, ha opportunamente deciso di dedicare il suo prossimo progetto, significativamente intitolato Antimicrobico resistenza: è tempo di agire, sviluppato con la partnership scientifica dell’Università di Torino, la collaborazione di Federfarma e Sistema Farmacia Italia (Sfi) e con il patrocinio della Federazione degli ordini dei Farmacisti (Fofi).
Due gli obiettivi dell’iniziativa, che prenderà il via il prossimo 31 gennaio con una serata di formazione subito seguita, nel trimestre dal 1° febbraio al 30 aprile, dalla fase operativa. Il primo è quello di indagare, tramite somministrazione di uno specifico questionario, l’uso degli antibiotici e la conoscenza del fenomeno dell’antimicrobico resistenza da parte dei cittadini che entrano nelle farmacie di comunità; il secondo, indagare la prevalenza di infezioni da streptococco del gruppo A tramite esecuzione di tamponi, nella popolazione che mostra sintomi riconducibili all’infezione. Uno degli obiettivi dell’indagine è infatti quello di valutare l’utilità di esecuzione dei tamponi per rivelare le infezioni da streptococco del gruppo A come strumento di screening della popolazione.
Sono ancora aperte le adesioni al progetto, che vanno perfezionate compilando l’apposito form disponibile a questo link. Ulteriori informazioni sull’iniziativa possono essere agevolmente reperite accedendo all’area riservata del sito www.federfarma.it.


